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[New Breed] Psicosuono

Recensione di “Aut Aut” (2008)

Sonno della notte – Mistica – Iride – Omega – Il tuo destino – Aut Aut – Calpesta e scivola! – L’occhio dell’uragano – Vedere in lui

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Gli Psicosuono si affacciano finalmente sulla scena discografica pubblicando per la neonata etichetta Ambrosiana il loro primo album “Aut Aut”. Dieci brani che riassumono il lavoro degli ultimi due/tre anni del quartetto residente nella provincia Nord di Milano, anni trascorsi a sperimentare sonorità, arrangiamenti e contaminazioni che forse è troppo riduttivo incasellare nel generico calderone della musica rock. Nella loro produzione c’è sicuramente l’energia e la comunicatività del rock ma anche qualcosa di molto diverso che qua è la strizza l’occhio alla musica progressive, al jazz, al bluse e alla fusion.
L’album può contare su una produzione curata nei dettagli da Livio Magnini dei Bluvertigo, già produttore tra gli altri anche di alcuni album di Giorgia, che ha seguito l’intero processo di registrazione presso il Vertical Studio. Il Mastering invece è stato seguito da Antonio Baglio al Nautilus di Milano.
Per il momento “Aut Aut” è disponibile nei maggiori digital store on line e dovrebbe arrivare nei negozi dopo l’estate distribuito dalla Venus, intanto è incominciata anche la circolazione del primo singolo nei circuiti radiofonici.
Il cd di debutto contiene 9 tracce firmate dal chitarrista Stefano De Marchi, molte delle quali frutto di una gestazione talvolta decennale e provenienti da precedenti esperienze con altre band. La track list si apre con l’energia di “Sonno della Notte” e con le affascinanti immagini evocate da “Mistica” e “Iride”. Stupisce l’arrangiamento un po’ jazzato di “Omega” cui segue “Il tuo destino” in cui il ritmo fin qui incalzante dell’album si rilassa per qualche minuto. Ma si tratta solo di un breve respiro cui fa seguito la title track “Aut Aut”, forse il brano più difficile da inquadrare come genere e arrangiamento: suoni rock, un testo ermetico e inafferrabile, influenze jazzistiche e un’atmosfera generale quasi burlesque. Ci riporta su binari più facilmente definibili “Calpesta e scivola!” che precede la vitale energia de “L’occhio dell’uragano”. L’album si chiude con “Vedere in lui”, brano onirico che fa da chiusura ideale di un percorso musicale che regala emozioni imprevedibili ad ogni passo.

ALE.M.