AC/DC, il batterista Phil Rudd arrestato per istigazione all’omicidio

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Un po’ di bufera per gli AC/DC, ormai pronti al trionfale rientro in scena. Il batterista Phil Rudd è stato accusato di istigazione all’omicidio, minacce e possesso di stupefacenti. Le notizie che arrivano dalla Nuova Zelanda riportano di un raid che ha portato all’arresto del musicista australiano, che si è dichiarato innocente dopo essersi presentato (scalzo) al tribunale di Tauranga.

Per adesso Rudd è stato rilasciato su cauzione, ma l’udienza è rimandata al 27 novembre e in tale occasione verrà decisa la sua sorte. In caso l’accusa di istigazione all’omicidio venga accolta potrebbe rischiare fino a 10 anni di reclusione, senza contare metanfetamine e cannabis trovate nella sua abitazione durante il sopralluogo.
L’accusa più grave, stando a quanto riportato dai documenti del tribunale, parlerebbe del tentativo, collocato temporalmente tra il 25 e il 26 settembre, di assoldare un sicario per far uccidere due persone di cui non si conosce l’identità.
Ovviamente in vista dell’udienza il sessantenne membro della celebre band è costretto a non lasciare il distretto di Tauranga e non gli sarà consentito avere contatti con le persone direttamente coinvolte nel caso. Non avendo voluto rilasciare alcuna dichiarazione ai giornalisti accorsi in tribunale, al momento non si conoscono ulteriori dettagli, nè la versione di Phil Rudd riguardo a questa triste vicenda.


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