AC/DC, intervista al fondatore della community italiana

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Una delle notizie più esplosive di quest’ultimo quarto del 2014 è stata senza dubbio l’annuncio di un ritorno discografico degli AC/DC – con relativo tour annesso – per il 2015. A darne l’anticipazione in esclusiva mondiale, prima che giungesse il comunicato dagli organi di stampa, è stata la community AC/DC Italia, animato portale che dal 2003 è diventato luogo di ritrovo e di condivisione di migliaia di fan – italiani e non – di una delle band pilastro del rock internazionale.
Abbiamo raggiunto uno dei suoi fondatori, Gabriele, per farci raccontare di come questa travolgente passione li abbia portati a creare una rete tanto vasta, a conoscere i propri idoli, e ci siamo fatti rilasciare anche qualche piccola indiscrezione…

Partiamo dalle origini di una community importante in termini di numeri e contenuti come quella di AC/DC Italia: come nasce l’idea di creare un portale tutto italiano dedicato agli AC/DC, e tu come ti sei avvicinato alla band?

Prima di tutto grazie per questa intervista. L’idea di formare AC/DC Italia nasce verso la fine del 2002, da un concetto piuttosto semplice: quello di condividere la passione per la band con altre persone. Il mondo del web stava facendo passi da gigante in quel periodo. Creare un sito era senz’altro la soluzione più funzionale per realizzare una realtà italiana aggiornata sulle novità del gruppo. Ho deciso insieme a Marco, uno dei componenti dell’attuale staff insieme ad Andrea, di dare il via al tutto concretizzando le pagine online nel marzo dell’anno dopo. Personalmente, mi sono avvicinato agli AC/DC parecchi anni prima, intorno al 1992-1993. Avevo circa 8 anni quando ascoltai la MC di “High Voltage”, prestata ai miei genitori da amici di famiglia. Dopo poco arrivò anche “Back in Black”. All’epoca non capivo perché gli album avessero due voci così differenti…

Qual è stata la soddisfazione maggiore nel corso degli anni? Qualche aneddoto in particolare legato allo svolgimento dell’attività?

Senz’altro essere arrivati a conoscere direttamente la band con le sole nostre forze, dedizione e passione sincera. Avevamo certo i contatti per raggiungerli mediante vie “traverse” (promoter, etichetta discografica), ma siamo riusciti a chiedere personalmente al loro tour manager se potevamo consegnare loro una targa, a nome del sito e dei fan italiani. Al concerto di giovedì 19 marzo 2009 a Milano, l’abbiamo notato al termine dello show proprio quando stavano cominciando a ripulire l’interno del Mediolanum Forum: in pochi minuti ci avrebbero spinti fuori. Avendoci notato decine di volte in tour, ci ha regalato il sogno di poterli incontrare nel backstage in esclusiva, prima del concerto del sabato. C’eravamo arrivati per un pelo anche in Svezia, circa un mese prima. Abbiamo incontrato Brian e Cliff al Grand Hotel di Stoccolma. Sono stati cosi gentili da invitarci al loro tavolo per bere un po’ di vino. Alla fine siamo rimasti un paio d’ore, con la promessa di farci avere i pass per incontrarci nuovamente nel backstage l’indomani, al Globen. Arrivati all’esterno della struttura con i mano i biglietti, purtroppo i pass non c’erano. Abbiamo provato a contattare Brian, che ci ha risposto qualche giorno dopo. Scusandosi, dava la colpa a Cliff di essersi dimenticato di segnare i nostri nomi. Probabilmente il vino a stomaco vuoto ha giocato un brutto scherzo! Ad ogni modo, l’intero episodio, così come tanti altri, è raccontato per filo e per segno su AC/DC Italia.

Il 22 settembre, con ben 48 ore di anticipo su tutti, AC/DC Italia è uscita con una notizia bomba. Chi dobbiamo ringraziare? Avete altre anticipazioni in esclusiva?

Beh, le voci sulla notizia e su presunte date di pubblicazione erano “nel giro” già da qualche settimana. Per “giro” intendo quella cerchia di fan e amici fidati che in un qualche modo riescono ad avere lo “scoop” attraverso fonti sicure e collaudate negli anni. Il fatto che la notizia inerente al nuovo album e tour fosse diffusa da tutti i media era solo questione di poco tempo (come poi è infatti avvenuto). Abbiamo semplicemente chiesto a Brian se potevamo cominciare a tenere da parte i soldi per il tour… Fortunatamente ci ha risposto subito, aggiungendo che l’album sarebbe uscito entro l’anno, oltre al tour il prossimo, e che lui era “ready to rock”. Incrociando le cose siamo riusciti a “creare” la notizia. Spesso ci vuole anche un po’ di fortuna nell’azzeccare le tempistiche. Il mondo di internet ha raggiunto una diffusione delle news in maniera pressoché istantanea.

Riguardo ad altre anticipazioni, per ora sembra che il tour debba cominciare a marzo 2015, con una data allo Stade de France di Parigi – sembra già fissata – per il 23 maggio. Ipotizziamo un ritorno in Italia per giugno, magari dopo la fine del campionato di calcio.

Come sono nati i tuoi contatti diretti con la band?

Fu in occasione del nostro incontro con Brian a Frascati nel maggio del 2006, dove fummo ospitati (io e gli altri ragazzi dello staff) dai suoi parenti per passare qualche minuto con lui. Quel minuto, su suo invito, si trasformò in diverse ore e in un ottimo pranzo tutti insieme. Semplicemente, tra una parola e l’altra, ci scrisse la sua mail su un foglio di carta, dicendo che gli avrebbe fatto piacere rimanere in contatto con noi. E così abbiamo fatto da allora.

Brian non è certo un novellino dello star-rock system, se ha scelto l’Italia (il forum che gestisci) per fare una dichiarazione in anteprima. Questo vuol dire che senza falsi teatrini considera importante il nostro paese ed i fan italiani, che voi rappresentate ufficialmente. Confermi?

Per quanto riguarda il discorso “dichiarazione in anteprima”, la faccenda è spiegata un paio di domande più sopra. Ad ogni modo, sicuramente Brian considera importanti l’Italia e i fan italiani. Basterebbe rivedere il suo entusiasmo nei video dei concerti in Italia, su You Tube. Spesso e volentieri, tra una canzone e l’altra ha sempre provato a dire qualche parola nella nostra lingua. D’altronde sua mamma era italiana (di Frascati – Roma – sposò Mr. Alan Johnson trasferendosi a Newcastle, UK) e tiene nel cuore dei bellissimi ricordi delle giornate passate con i vari cugini e zie nel nostro paese, così come la nostra cultura. A tal proposito, il suo 60° compleanno ha voluto festeggiarlo proprio circondato dalla sua famiglia, in Toscana. Non a caso, durante i mondiali del 2006 ci disse che per lui era davvero difficile scegliere la squadra per cui tifare, essendo metà italiano e metà inglese! Qualche volta l’abbiamo anche simpaticamente punzecchiato parlando appositamente di cibo italiano nei nostri messaggi: “You make me jealous talking about good italian food. I need to get back there soon” è stata una delle simpatiche repliche.

Possiamo dirci sicuri di almeno una tappa sul suolo italico per il tour 2015? Se dovessi scommettere, o sognare, dove pensi si potrebbe svolgere il concerto o i concerti del ritorno in Italia di Brian &Co?

Beh, io spero proprio di si. Ignorando l’effettiva disponibilità e conformità degli stadi, questa volta non sarebbe male organizzare una o più date anche in centro italia, magari a Roma. Per molti fan ad esempio la data di Udine è stata un sacrificio enorme a livello di spese per lo spostamento. Tanti hanno dovuto rinunciare. Per quanto riguarda i palazzetti, non so quante alternative ci siano al forum di Milano, in grado di contenere un numero simile o maggiore di spettatori.

Parliamo del nipote Young, Stevie. Aveva già dato prova di sé in un tour precedente, addirittura nel 1988, sempre in sostituzione dello zio, allora in cura per la dipendenza da
alcolici. Tu cosa ne pensi?

Conoscendo i fratelli Young, l’ipotesi di richiamare uno “di famiglia” non era scontata ma quasi . Trovo che Stevie sia un gran chitarrista, con una bella mano ritmica. Ai tempi del tour americano di “Blow Up Your Video” – quando aveva un po’ più di capelli – la maggior parte del pubblico non si accorse nemmeno che Malcolm non era presente. Come tanti sapranno, il tocco dello zio è unico e inconfondibile, e prendere il posto di una figura cosi umanamente e musicalmente importante per la band è a mio parere impossibile. Sono comunque sicuro che gli AC/DC abbiano fatto la scelta più azzeccata per continuare a fare musica.

Il miglior live degli AC/DC a cui hai assistito? Che genere di aspettative riservi alla prossima tappa italiana?

Dal punto di vista “emozionale”, il concerto allo Stadio delle Alpi di Torino nel 2001 (durante lo “Stiff Upper Lip Tour”) è stato senz’altro il più bello. Avevo 14 anni, era il mio primo concerto in assoluto e ci andai con i miei genitori. Ricordo ancora che ci misi un po’ per realizzare che i miei idoli erano persone in carne ed ossa, a furia di rivederli centinaia di volte in televisione. La band fece un ottimo spettacolo, con una scaletta da brividi e un pubblico davvero entusiasmante. Così come è stato a Milano nel 2009 del resto, un evento anch’esso assolutamente indelebile nella mia memoria: la prima volta che siamo riusciti ad accedere al backstage incontrando l’intera band. Tutti e cinque hanno dedicato 5 minuti del loro tempo esclusivamente per noi. Rimasi talmente folgorato che il successivo concerto per me durò 10 minuti, tanta era l’incredulità. Per la prossima data italiana sono sicuro che il pubblico non farà mancare il suo affetto per la band e per Malcolm Young in particolare. Mi aspetto tanti nuovi fan ad un evento che sarà senz’altro una grande festa per tutti, e confido molto in una migliore organizzazione per la vendita dei biglietti, rispetto alla confusione generata in occasione delle date italiane dello scorso tour.

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Sito web: www.acdc-italia.com


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