Ale Morbelli e l’aftershow alla Parranda 2013

Di solito chi ascolta musica rock, metal, pop, blues, insomma musica con strumenti “tradizionali” non vede di buon occhio la disco music, l’house, la musica dance più commerciale. Di solito, chi ama un certo genere, non si farà mai vedere a ballare in discoteca. Di solito. E, di solito, è capibile il perché. Eppure c’è un nuovo modo di vivere le serate dove dominano consolle, cuffie e microfono. Ce lo dimostra Ale Morbelli. Vocalist piemontese che, negli ultimi anni, si sta affermando sempre di più nel Nord Italia e che ha fatto ballare città come Sanremo, Pavia, Milano e moltissime altre.
Ha uno stile decisamente diverso dagli altri e s’impone con un’energia che trasmette al pubblico in modo assolutamente diretto e genuino.
Il suo motto è “Sorry, I’m different” e chi ha partecipato ad uno dei suo show se ne rende immediatamente conto, considerato il fatto che il concetto di questa “differenza” sta proprio nel modo di approcciarsi al pubblico. Irruento, entusiasta, trascinatore. Anche chi non desidera ballare è coinvolto in questo fiume di energia che è Ale e si scopre che, in realtà, liberare il corpo e la mente al ritmo incessante dell’house può essere decisamente strano ma…piacevole.
Abbiamo un vocalist trasformista, che cambia look in base alla serata che si trova ad animare, arrivando ad indossare completo, panama e microfono anni ’50 per le notti più sofisticate e glamour.
Il bello dello show è che nessuno viene dimenticato e chiunque può interagire con lui, fare richieste e ballare con un nuovo amico.
Quello del 14 settembre notte è stato il primo After Show della stagione per “La Parranda”, locale in provincia di Pavia, che offre serate con cover band a tema molto richieste, ma di sicuro è stato uno dei più inusuali.
Generalmente, gli after sono fatti per intrattenere le persone che dopo un concerto vogliano ancora bere qualcosa e tirare tardi.
Questo After è ben diverso.
Questo After è un concerto dopo il concerto. Non intrattenimento, ma divertimento doppio, ovviamente per chi ha ancora energie ed è abbastanza sobrio da continuare la festa. Un valore aggiunto, insomma, che regala alla serata la degna conclusione.
Ale inizia subito, in sinergia con i due deejay, a scalare tutta la classifica estiva delle maggiori hit dance alternando qualche pezzo più house e poi revival per far appassionare dal primo all’ultimo avventore della Parranda.
Potrebbero stonare alcuni pezzi, forse, messi forse più per ridere che per gusto ma la simpatia della “gestione musicale” non ce lo fa accorgere.
Il bello di questo show è che Ale, esce dalla consolle e sale sui tavoli del locale insieme al pubblico!
Non un semplice “su le mani”, quindi, ma un vero e proprio dialogo diretto con chi è lì a vivere la musica con lui.
Chiamando le persone per nome, scherzando, scattando foto ed essendo parte integrante del cuore del locale, Ale sa far divertire anche i più reticenti, tanto che nessuno resiste al richiamo del ritmo!
Nell’esibizione, che dura circa due ore e mezza, la Parranda sembra non dover mai finire le energie: le ragazze finiscono per ballare con i tacchi in mano, i ragazzi non sembrano essere stanchi e Ale continua a divertirsi e a far divertire fino alle prime luci del mattino, quando, bisogna proprio dire “Gente, andiamo a casa” affinché la festa possa giungere alla conclusione. Il segreto di questo instancabile show è che questo vocalist ha dentro la musica, si vede che ama spasmodicamente ciò che fa e lo riesce a trasmettere. Per questo anche chi proprio non si è mai accostato a questo genere non può dire che non sia un grande momento d’intrattenimento. Possiamo discutere la musica e quello che ruota attorno al mondo delle discoteche ma sicuramente non il personaggio.
In effetti, riuscire ad allargare la mente ad altri generi e modi di divertirsi non è cosa da tutti ed è bello rimanere stupidi da qualcosa che magari veniva vista con sospetto e sufficienza. Parafrasando un noto jingle, potremmo dire: Ale, trasmette passione. E nemmeno poca.


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