Cinquant’anni fa i Beatles iniziarono la British Invasion

Si celebra oggi il cinquantesimo anniversario della leggendaria esibizione dei Beatles all’interno dell’Ed Sullivan Show; con una durata di circa dieci minuti, è riuscita a catturare davanti agli schermi televisivi più di settanta milioni di persone (secondo statistiche del tempo, un cittadino statunitense su tre avrebbe assistito all’esibizione dei Fab Four).

Mettendo da parte i freddi numeri, il concerto della band di Liverpool, che sarebbe rimasta negli Stati Uniti per quasi un mese in tour, può essere considerato come un vero e proprio spartiacque nel modo di concepire la musica in televisione (vent’anni prima di MTV) e per la storia stessa degli States. Non è un caso che l’arrivo dei Baronetti all’aeroporto di New York (intitolato da poche settimane all’assassinato John Fitzgerald Kennedy) sia avvenuto in un momento ricco di contraddizioni per questo paese, capace di vivere un livello di benessere diffuso a buona parte della popolazione, ma anche “lottare” con una segregazione razziale ancora molto forte (Martin Luther King sarà assassinato quattro anni dopo) e la presenza in prima linea in guerre come quella in Vietnam, che avrebbero portato ad accese manifestazioni di protesta organizzate dagli stessi cittadini.

Un evento “col botto” che ha dato di fatto inizio alla prima, e forse più importante, British Invasion che avrebbe portato musica e costume britannico nell’altra sponda dell’Atlantico: con la scintilla della Beatlesmania lanciata a fine 1963, con la pubblicazione in pieno periodo natalizio dei singoli “I Want to Hold Your Hand” e “I Saw Her Standing There”, nel lustro successivo avrebbero trovato successo da queste parti numerosi gruppi ed artisti solisti. Un periodo ricco di soddisfazioni, ma anche una vera e propria trappola per alcuni o terra di eventi da dimenticare per altri: citando i due casi più conosciuti, Tom Jones visse negli Stati Uniti il suo più mediocre periodo artistico e i Rolling Stones furono tra gli organizzatori dell’Altamont Free Concert, evento gratuito del 1969 ricordato più che per il valore degli artisti presenti (tra i tanti, oltre alla band di Mick Jagger, Crosby, Stills, Nash and Young e Santana) per le numerose violenze e l’assassinio del giovane Meredith Hunter, accoltellato dalla sicurezza per aver sparato un colpo di pistola tra il pubblico.

Sono numerose le manifestazioni di tributo da parte dei musicisti in occasione di questa importante ricorrenza. La più importante è quella che sarà trasmessa questa sera dalla CBS, che ha messo in palinsesto “The Night That Changed America: A GRAMMY Salute To The Beatles”, evento che si è tenuto la sera successiva ai Grammy Awards e che ha visto sullo stesso palco, oltre a Paul McCartney e Ringo Starr, anche nomi come Dave Grohl, Alicia Keys, Imagine Dragons e l’attesa reunion degli Eurythmics. Ultimo, ma non meno importante, la documentazione del ricordo di questo importante evento, racchiusa nel libro “Beatles in America. Lo scenario e la storia cinquant’anni anni dopo” che racchiude, oltre alle fotografie di Spencer Leigh, interviste e racconti di musicisti, promoter e semplici appassionati che hanno assistito in diretta a quella che può essere considerata una vera pietra miliare della storia della musica contemporanea.

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