Concerto per l’Emilia Bologna 25 giugno 2012

Concerto per l'Emilia Bologna 25 giugno 2012

Si è concluso il Concerto per l’Emilia, tenutosi allo Stadio Dall’Ara di Bologna ieri sera, lunedì 25 giugno 2012, e andato in onda in diretta su Rai Uno con la conduzione di Fabrizio Frizzi. Un concerto fortemente voluto da Beppe Carletti dei Nomadi, aiutato in questo suo intento da Francesco Guccini. Il ricavato, ovviamente, andrà interamente in beneficenza per aiutare le popolazioni colpite dai terremoti susseguitisi in terra emiliano – romagnola nelle ultime settimane; il Dall’Ara è stracolmo, sono 40.000 i biglietti venduti, per un incasso di un milione di euro. Con gli sms, Frizzi a fine serata comunicherà che l’incasso complessivo è stato di due milioni e mezzo di euro. “Contano i fatti, le parole non servono a nulla, sono i fatti a contare“, chiosa un commosso Carletti. E i fatti hanno dato ragione a lui e a tutti quelli che hanno creduto in quest’evento, che passerà alla storia per l’eccezionale partecipazione di cantanti e musicisti emiliani che, come ricorda lo stesso Carletti, hanno tutti risposto “ci sarò, senza se e senza ma, nessuno ha detto ci penso“.

Fra i protagonisti assoluti Zucchero, che ha aperto la serata poco dopo le nove di sera, e proprio Francesco Guccini, in grado di commuovere i presenti con una versione strepitosa de “Il vecchio e il bambino“. Guccini ha persino duettato con un’emozionatissima Caterina Caselli, il cui ultimo concerto risaliva a più di quattro decenni fa. Abbastanza prevedibile il trionfo per Ligabue; salito sul palco dopo il cantautore di Pavana, il rocker di Correggio ha intonato “Il giorno di dolore che uno ha” e “Il meglio deve ancora venire“. A sorpresa, invece, la partecipazione di Raffaella Carrà, quasi in lacrime prima d’iniziare a ballare e a cantare (“Rumore”). La Carrà ha anche lanciato un vibrante appello al governo per l’Emilia Romagna, esortando ad allentare la burocrazia e ad agire il prima possibile. Si sono poi susseguiti on stage i Nomadi con il nuovo cantante (“Io vagabondo“), l’attore Alessandro Bergonzoni con la sua lettera all’Emilia, gli Stadio, i quali dopo l’esecuzione di “Sorprendimi” sono stati raggiunti da Gianni Morandi per “Chiedi chi erano i Beatles” e, infine, per il sentitissimo omaggio a Lucio Dalla con “Piazza Grande“, fra i momenti più emozionanti dell’intera manifestazione. Ancora: Nek propone “Lascia che io sia” e sprona a ricostruire meglio di prima, Samuele Bersani dedica a Dalla, “il mio maestro“, la sua “Chicco e Spillo“. Sfilano quindi Paolo Belli, in versione swing, e Luca Carboni con una delicatissima “Mare mare“.

Verso la conclusione è arrivato uno dei momenti più intensi e, tutto sommato, inattesi del concerto: il duetto fra Cesare Cremonini, seduto al pianoforte, e Laura Pausini, sulle note di “L’anno che verrà“, ennesimo omaggio a Lucio ed ennesima prova di quanto sia stata dolorosa per Bologna e l’Emilia la sua morte improvvisa. Con Andrea Mingardi (“With a little help from my friends“), i Modena City Ramblers e “Dio è morto” interpretata dai Nomadi si chiude il concerto. Poco altro d’aggiungere, senonché si è trattato di un qualcosa di vero e sentito, non una manifestazione di carità pelosa e istituzionale. Tutt’altro; ogni artista sul palco ha dato tutto se stesso, ogni persona del pubblico era lì perché lo voleva fortemente, e la partecipazione è stata calorosissima. Al di là delle singole performance, una serata sicuramente da ricordare nel suo più profondo significato.

Stefano Masnaghetti

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