Dieci ragioni per non perdersi il Rock In Idro 2014

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Partirà domani, presso la Joe Strummer Arena del Parco Nord di Bologna, l’ottava edizione del Rock In Idro che per la prima volta emigra da Milano, storica location del festival organizzato dall’agenzia Hub Music Factory.

Visto che lo speciale sul festival è cosa “too mainstream”, e gli orari si trovano facilmente sul sito ufficiale, ci sbilanciamo ad elencarvi dieci ragioni per le quali non è possibile non timbrare il cartellino.

E’ L’INIZIO DELLA STAGIONE CONCERTISTICA ITALIANA
Dopo l’edizione 2012, che si è tenuta alla fine di luglio, il Rock In Idro si riprende lo scettro di apripista della stagione concertistica estiva tricolore. E questa volta con largo anticipo: non più metà giugno, ma la scelta di approfittare del weekend lungo del 2 giugno per portare nel nostro Paese un festival di ben quattro giornate.

SI TERRA’ A BOLOGNA
E’ il centro nevralgico dell’Italia, ben più di Milano: uno dei tre hub ferroviari italiani (gli altri sono Roma e Milano), con un aeroporto trafficato situato in periferia, il capoluogo emiliano può essere raggiunto facilmente anche in auto, da Nord, Sud, Ovest ed Est.

E’ IL PRIMO FESTIVAL DI GRIDO CHE SI TERRA’ ALLA JOE STRUMMER ARENA
Ok, lo scorso anno si è tenuta una rassegna che ha ufficializzato l’intitolazione di quella che era conosciuta come Arena Parco Nord a papà Joe, il compianto frontman dei Clash che proprio in Piazza Maggiore, nel 1980, scrisse una pagina indelebile della controcultura nazionale.

E’ L’UNICO FESTIVAL ESTIVO MAINSTREAM ITALIANO
Sì, in un panorama orfano di Gods Of Metal e Heineken Jammin Festival, il Rock In Idro riesce ad ottenere la palma di unico festival “di spessore” del panorama italiano. Senza nulla togliere a festival come il Miami, ma siamo su un altro livello.

(Precog: No, Sherwood, Rock In Roma, Lucca Summer Festival, Pistoia Blues, Hydrogen Festival sono FANTASTICHE rassegne, ma non sono un Festival da 4 giorni come questo)

C’E’ IL PONTE, NON HAI STORIE
Anche se il meteo non promette nulla di buono, il Rock In Idro si terrà durante un ponte, con la giornata inaugurale che inizierà tardi per protrarsi poi fino a notte inoltrata.

UN BILL SETTORIALE MA CHE FA CONTENTI TUTTI
Inevitabile in Italia: se ti metti a mescolare Iron Maiden e Fatboy Slim nella migliore delle ipotesi fai flop, nella peggiore il DJ si becca le bottiglie. Un segno che l’italiano medio non è pronto a un qualcosa come il Glastonbury o il Dynamo Open Air, ma è impossibile non rimanere soddisfatti (ne parleremo poco sotto).

AD OGNI BAND E’ GARANTITO UN SET DIGNITOSO
Ogni band suonerà un set della durata più o meno dignitosa. Niente concerti alle dieci di mattino, con i cancelli ancora da aprire e senza uno straccio di line check. Si inizia un po’ tardi (se proprio dobbiamo dirla, forse era meglio anticipare l’inizio del lunedì di almeno un’oretta), ma ogni band avrà la sua considerazione.

UN FESTIVAL CHE VA OLTRE GLI HEADLINER
Fatboy Slim, Pogues/Ska P, Iron Maiden, Queens Of The Stone Age. Ok, nomi della madonna, ma se scorrete il resto dei nomi ci sono delle band che arricchiscono molto il cartellone. Alcuni nomi a caso? Millencolin, Gogol Bordello, Alter Bridge, Opeth e più o meno tutto il bill del 2 giugno (con Biffy Clyro, Manic Street Preachers e Pixies come ciliegine assoluta).

FAI DUE CONTI E, SE TI SPARI I QUATTRO GIORNI, IL FESTIVAL COSTA ANCHE POCO
150 euro sono gran soldi al giorno d’oggi, e all’estero corri il rischio di farti anche un festival di spessore, ma confrontati con le svariate ladrate che girano nel Paese per alcuni eventi singoli (che non facciamo per ragioni di correttezza), una media di poco più di 40 euro al giorno (prevendita inclusa) è una cifra più che sopportabile, viste anche le band confermate.

IL 3 GIUGNO CI SONO I NINE INCH NAILS A BOLOGNA
“Estigrancazzi”, verrebbe spontaneo da dire. Ok, ma unire un festival come il Rock In Idro e la band di Trent Reznor, veri e propri giganti live, è un’ipotesi da non escludere. Anzi, quasi sicuramente più di uno l’avrà considerata.


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