E’ uscito “7752”, il nuovo album di Chiara Civello

“7752” e’ la linea d’aria di 7752 chilometri che congiunge le due citta’ chiave di questo disco, il terzo per Emarcy di CHIARA CIVELLO: NEW YORK e RIO. New York e’ la città in cui Chiara vive da anni mentre Rio ha cambiato la sua vita. Il disco nasce appunto in Brasile grazie ad una serie di incontri con vari musicisti brasiliani. Ana Carolina, la star del pop Brasiliano, e’ stata la principale collaboratrice in questo album. Con Ana Carolina, Chiara ha scritto ed interpretato “Resta”, brano ormai culto in Brasile, da tempo nella top dei brani più ascoltati, anche grazie alla presenza della canzone come sigla di una celebre telenovela. Scritto tra Rio, Trastevere e New York, “7752” comprende 10 momenti musicali di cui 8 prodotti dall’eclettico Andres Levin, conosciuto sia per lavori sperimentali che nel mainstream e due prodotti da Chiara stessa. La cosa più divertente e’ che nonostante il Brasile, di bossa nova nel disco ci sono sole delle sfumature. L’album è decisamente pop, libero, immediato, divertente, e’ una felice alchimia tra rock ‘60, melodia italiana, beat e R&B. Il cast è veramente stellare: Ana Carolina alla chitarra acustica, Mark Ribot alla chitarra elettrica (leggendario chitarrista di Tom Waits) Jaques Morelenbaum al violoncello e arrangiamento d’archi (musicista di Tom Jobim, Caetano Veloso Gilberto Gil, Ruichi Sakamoto), gli amici di sempre Mauro Refosco alle percussioni (Tom Yorke, David Byrne) e Guilherme Monteiro alla chitarra, per non parlare della ritmica esaltante di Gene Lake e Jonathan Maron.

Un nuovo sviluppo musicale che porta questo CD ad avere ampi spazi anche in territori più popolari appartenenti a questo nuovo filone di musica che vede diverse protagoniste posizionarsi nei primi posti delle

classifiche italiane. Uno sguardo verso un pubblico più ampio, senza perdere quel prezioso senso di gusto e raffinatezza che da sempre contraddistingue la musica di Chiara Civello.

 

LINK EPK YOUTUBE: http://www.youtube.com/watch?v=heT0KGfOkiQ

 

7752

Nel primo disco ti cerchi, nel secondo ti raccogli, nel terzo cominci a trovarti. Eccomi.

7752 è un numero…e’ una linea d’aria: la linea d’aria di 7752 kilometri chebcongiunge le due citta’ chiave del mio disco numero 3: Rio e New York. New York e’ la citta in cui vivo da anni e Rio ha cambiato la mia vita. Andata in Brasile a trovare il mio amico Daniel Jobim, a febbraio del 2008, sono stata trascinata ad una festa in uno studio, la prima di una lunga serie di riunioni di grandi artisti brasiliani in cui girava la chitarra e ognuno cantava una canzone. Ho cantato una canzone ho ascoltato le canzoni degli altri e da li e’ iniziato il mio nuovo momento.

Collaborare, scrivere a quattro, sei, otto, dieci mani, di casa in casa con la chitarra, scrivere con gli altri e per gli altri. Ana Carolina, oggi la star del pop Brasiliano e’ stata la principale collaboratrice in questo album. L’ho conosciuta a quella festa grazie a Daniel Jobim, mi ha chiesto una melodia e il giorno successivo ho cominciato la melodia di Resta, che abbiamo terminato insieme dopo poco e registrato in duetto sia nel suo disco in un arrangiamento con archi che nel mio in una versione diversa. Scritto tra Rio, Trastevere e New York 7752 comprende 10 momenti musicali di cui 8 prodotti dall’eclettico Andres Levin, venezuelano, residente a NY conosciuto sia per lavori sperimentali che nel mainstream, canzoni d’autore e latin pop e due prodotti da Chiara stessa. La cosa piu divertente e’ che nonostante il Brasile, di bossa nova nel disco c’e’ ben poco. decisamente pop. libero, immediato, divertente, il disco 3, e’ una felice alchimia tra rock 60, melodia italiana, beat e R&B.

Cast stellare: Ana Carolina alla chitarra acustica, Mark Ribot alla chitarra elettrica (leggendario chitarrista di Tom Waits) Jaques Morelenbaum al violoncello e arrangiamento d’archi (Tom Jobim, Caetano Veloso Gilberto Gil, Ruichi Sakamoto), gli amici di sempre, Thom Yorke alle percussioni (David Byrne) e Guilherme Monteiro alla chitarra, per non parlare della ritmica esaltante di Gene Lake e Jonathan Maron.

L’uomo che non sa dire addio…..era in realta’ una donna nella canzone di Antonio Villeroy (altro grande Brasiliano) di cui ho fatto una liberissima versione insieme a Stefano Scandaletti…. Non solo è diventato un uomo, ma ha cambiato ritmo completamente. Il testo e’ molto diverso ma e’ il titolo che ci ha dato molto… direi tutto…

My Somewhere to go invece l’ho scritta a NY con Itaal Shur (Maxwell, Santana). Tornata da Rio con le prime otto battute, era lui che la canzone voleva incontrare e cosi’ e’ stato. Con Ana Carolina invece e’ stato fantastico scrivere tutto in due versioni. Cominciavamo dalla musica e poi lei pensava in portoghese, io in italiano o inglese, le frasi si aiutavano a vicenda e cosi sono nate moltissime canzoni,

registrate da entrambe. Oltre la prima Resta, a Trastevere abbiamo scritto 8 Storie, a Rio Dimmi Perche’ (10 Minutos) e la ballata bluesy I didn’t want (Mais Que a Mim). Con lei le canzoni arrivano a cascate, e’ naturale. Nelle tre che ho scritto da sola in realta’ non mi sono mai sentita sola. One More Thing, una delle mie preferite, l’ho iniziata a Roma e finita in Sicilia da mio padre. I’m your love, finita sul ponte tra Brooklyn e Manhattan. Non Avevo Capito Niente e’ la prima che ho scritto di questo disco, al pianoforte della casa di una mia amica nel cuore di Roma, immaginando il violoncello di Morelenbaum accompagnato da orchestra. L’ho registrata a Rio dove registrava Tom Jobim, in un leggendario studio di Copacabana con un meraviglioso pianoforte dal suono scuro. Jaques ha fatto un arrangiamento d’archi sublime.

Quando avevo gia chiuso il repertorio del disco, in un divertentissimo pomerggio Carioca insieme ad Ana Carolina e Diana Tejera, bravissima cantautrice romana, in cui ci siamo dette “scriviamo una canzone allegra e felice”: ed ecco “Sofà”.

1) 8 Storie

2) My Somewhere To Go

3) I Didn’t Want

4) Dimmi perchè

5) Un uomo che non sa dire addio

6) One More Thing

7) Sofà

8) Resta (con Ana Carolina)

9) I’m Your Love

10) Non avevo capito niente

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