Eurovision 2014: Conchita vince, Emma floppa. Commenti e riflessioni inutili.

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Bene. L’Eurovision Song Contest potrebbe anche avere un senso. Cioè, se leggete Wikipedia sembra proprio un gran prix della canzone da paura (forse lo era anni fa), roba di qualità disumana. L’edizione 2014 l’ha vinto Conchita Wurst (nella foto qui sopra), drag queen austriaca. Per l’Italia c’era in gara Emma, che ha floppato dibbestia, piazzandosi a fondo valle in classifica. Dal punto di vista esecutivo, Conchitina ha una gran voce. Per il resto c’è poco da dire: basi in playback, contorno e scenografie della madonna MA soprattutto temi sociali a nastro: quelli che funzionano bene e danno idea di vivere in un mondo perfetto insomma, dove chiunque ha gli stessi diritti e può godersi serenamente la propria sessualità così come professare liberamente il proprio pensiero…robe che durano appunto un paio di cerimonie di inaugurazione delle Olimpiadi, piuttosto che a concerti benefici o a carrozzoni pacchiani tipo i Giochi senza Frontiere della musica come questo. La realtà è tutt’altro, giusto o sbagliato che sia.

 

 

DI CHE SI PARLA. Evitando disquisizioni su quanto sia giusto o sbagliato disquisire di questi temi (o anche dell’essere svegli alle 4 di mattina a scrivere cazzate a seconda), l’Eurovision moderno funziona così: si selezionano una serie di artisti abbastanza poco conosciuti, si portano brani festaioli (quasi tutti danzerecci) oppure lentoni strappalacrime o vagamente cinematografici (Conchitina pareva stesse musicando una OST per il prossimo 007) e si va in scena. Chi sgarra finisce male, o comunque in fondo alla classifica. Chi legge ogni tanto questo sito sa che sono quanto di più lontano sia possibile immaginare da Emma. Tuttavia ammetto che il pezzo (testo a parte) non era affatto male a livello di arrangiamenti e soprattutto di energia. Che poi lei non sia questa gran cantante è assodato, se non altro una vaga idea di rock da centro commerciale è arrivata (benchè in playback per quanto riguarda gli strumentisti). La canzone vincitrice era di tutt’altro livello, esecuzione perfetta del bratwurst e moltissima teatralità. Ovviamente il fatto che lui/lei fosse in tenuta da battaglia, aiuta non poco. E’ un po’ come se la pur bravissima Suora non avesse addosso la tonaca.

MUSICA DI QUALITA’? Il punto è in realtà un altro: ci lamentiamo parecchio del fatto che in Italia non ci sia musica di qualità…ed è verissimo. Ma benedetta la Madonna, è possibile che in una manifestazione che dovrebbe rappresentare le “migliori” (ROTFL) espressioni artistiche di ogni paese, ci sia un appiattimento su dance e/o pop innocuo? Non che esiga i Sisters Of Mercy piuttosto che i Carcass sullo stage ovviamente, ma non una sorta di omologazione latente a livello di sound che caratterizza almeno la metà delle proposte in gara. E allora? Sti cazzi che ce ne frega, però visto che l’Eurovision viene venduto come uno degli eventi dell’anno, allora cerchiamo di trovare gli spunti giusti (leggere divertimento e/o piacere per gli occhi e/o genialità) per giustificare il mio esserne qui a discutere quando l’alba di domenica 11 si avvicina.

EMMA. A me Emma è piaciuta. E vaffanculo se non è un figone o se è grezza. Posto che ammè la donna che ha la ciccia giusta è sempre garbata (ergo lei mi garba), va anche bene che per una volta le luci della ribalta se le becchi una che ha dimostrato di essere vera e che ha un percorso artistico coerente. Che poi faccia la rocker e arrivi dalla nefasta scuola Defilippiana sono in effetti due problemi gravi, ma sti cazzi. Il pezzo è vivace, lei se lo gode e fa divertire sicuramente chi la guarda. E’ un brano ignorante? Sì e va bene così. Negli altri anni Gualazzi (un musicista coi contromaroni) è arrivato secondo, ma lui è il classico bravo e acculturato che va bene per sottolineare quella supposta superiorità culturale (che avevamo secoli fa) che non va d’accordo con lo sfascio che abbiamo intorno oggi (e che non è per nulla rappresentativa poi delle vendite e del seguito effettivo che l’artista ha nel quotidiano). Quindi Emma rappresenta bene l’Italia attuale, paese popolato di gente sbraitante, grezza e pure un po’ arrogante. E per una volta è meglio presentarsi per quello che si è, piuttosto che far finta di essere altro. Ce ne sono di meglio? Eccome. Hanno successo? No. Per lei comunque questa è stata una gran vetrina. E io ho scritto troppo a riguardo.

I VERI VINCITORI. Sono i Polacchi. Le due lavandaie precisamente. Chi se ne fotte del pezzo. Sessismo? Fa niente, va che bombe!

SECONDI CLASSIFICATI. Carini e simpatici. Ce ne saranno 578 milioni di pezzi del genere. Eccheppalle anche.

DUE PUNTI. Giustamente non li ha votati nessuno. Ma visto lo schifio degli altri pezzi danzerecci proposti questi meritavano di arrivare almeno a metà classifica. Quanto meno si son studiati la coreografia e dicono che vorrebbero avere i moustache. Eddai.

CACIARA. La base in playback ficcatevela in culo. Sai che storia sarebbe stato sentirli suonare dal vivo tutti? Cialtronissimi e simpatici.

CONSIGLI PER IL FUTURO. A meno che non vogliamo mandare qualche prigioniero politico o qualche discriminato dalla società e dalla vita la prossima volta, giochiamo di provocazione pura e mandiamo Figo Verkel! A livello artistico ha poco da invidiare a molti altri partecipanti. Ci metti due fighe sul palco a lavare panni e arrivi quanto meno nella posizione della Polonia senza spender soldi in vestiti, coreografie, autori cazzi e mazzi. Long live Bello Gu.

Paolo Sisa

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