Ferrarock Violassenzio e Underground Railroad

Il rock emiliano oggi non è (per fortuna) solo Vasco Rossi, Ligabue, Zucchero. Dietro questi big si sta muovendo, soprattutto nella zona di Ferrara, tutta una rinnovata scena di musicisti di generazioni più recenti, grazie all’appassionato lavoro di un’etichetta indipendente come Alka. Nata dall’entusiasmo e dalla passione di Massimiliano Lambertini, la piccola label sta proponendo all’attenzione generale una serie di band che hanno dato vita alla compilation “Alka for Children”, un benefit per i bimbi di Mirabello colpiti dal terremoto, presentata il 12 dicembre al Teatro Estense di Ferrara e il 23 a l teatro comunale di Jolanda di Savoia.

E’il caso di Violassenzio e Underground Railroad, due formazioni che più diverse tra loro non potrebbero essere, e che hanno in comune il chitarrista, tastierista e cantante Enrico Cipollini. Violassenzio, formato insieme al fratello Fabio (voce solista) e a Luca Lanzoni (batteria) è un trio rock che compone brani originali in italiano con sonorità assimilabili a quelle di Radiohead e Muse. La band ha inciso finora  due dischi di cui l’ultimo per Alka “Nel dominio” (2012) è un concept album sull’influenza dei numeri nella nostra vita.

E’un trio anche Underground Railroad, in cui Enrico suona la lead guitar e si occupa delle parti vocali e la sezione ritmica è composta da Andrea Orlandi (basso) e Nicola Fantini (batteria), ma siamo di fronte qui ad un sound di netta marca Seventies, con opportune attualizzazioni. Un mix ben riuscito di Allman Brothers e Black Crowes con venature ZZ Top e sonorità vicine a quelle di Wolfmother e Black Keys, per stare a riferimenti più contemporanei. Musica di grande energia ed impatto, orientata al Southern Rock ma senza rinunciare ad altre influenze e testi rigorosamente in inglese, come documenta il recente cd “Moving the Mountain” (2010) prodotto da Alka, al cui successore i tre stanno lavorando.

“Sono le sonorità che più amo” dice Enrico Cipollini, trentacinque anni, personaggio che vive di musica a trecentosessanta gradi. Basti pensare che suona anche funky in una band di nove elementi chiamata Free Jam. “Hendrix, i Pink Floyd, i Beatles: gente che ci ha impartito una grande lezione e che bisognerebbe ascoltare più spesso per imparare che il migliore rock è quello più semplice.” Interessante l’origine del nome. “Underground Railroad” (http://it.wikipedia.org/wiki/Underground_Railroad) era un’organizzazione che al tempo dell’abolizionismo negli USA si attivava per mettere in salvo gli schiavi in Canada e stati liberali. Bianchi che aiutavano i neri, un’immagine che è piaciuta a Cipollini tanto da farne nome in ditta. “Anche noi in qualche modo ci diamo da fare per aiutare la musica migliore a farsi strada nel Duemila”, dice sorridendo. Ma Enrico è anche nei Violassenzio e nei Free Jam, gruppi dall’offerta sonora completamente differente. Come riesce a conciliare l’impegno con tre band?. “Praticamente rinunciando a qualunque vita privata. La settimana lavoro e nei weekend, ma anche spesso la sera, sono in giro a suonare. E’un ritmo un po’difficile da tenere, ma io adoro la musica e non potrei fare diversamente.

I concerti degli Underground Railroad diventano dei veri e propri happening, perché il gruppo dal vivo ha assimilato il concetto delle jam band. “Diamo grande spazio all’improvvisazione live e così  ogni sera il concerto è diverso, una forma di rispetto per chi ci segue con interesse da anni”. Con tutto questo, “Moving the Mountain” è anche un album di canzoni, dall’impatto radiofonico ben delineato. Vedasi “Part time president” o “Black Rain”, ma anche episodi più articolati come “Hard to let go” e “Same old place” dall’impronta quasi jazzy. Una storia di grande passione che sta dando i suoi risultati. Violassenzio e UR sono i capofila di  una scena musicale ferrarese quanto mai interessante, di cui avremo modo di riparlare.

Paolo Redaelli

 

Condividi.