Festival di Sanremo 2013 le canzoni dei Big qualificate

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Il Festival di Sanremo 2013 è iniziato, le prime due serate si sono conclusa da poco e già conosciamo le canzoni che i cantantiBig” porteranno fino alla finale di sabato (leggi qui il programma delle serate). Raphael Gualazzi, che canterà “Sai (Ci Basta Un Sogno)”, Daniele Silvestri con “A Bocca Chiusa”, Simona Molinari e Peter Cincotti con “La Felicità”, i Marta Sui Tubi con “Vorrei”, Max Gazzè con “Sotto Casa” e soprattutto gli Elii con “La Canzone Mononota” sono le cose più interessanti sentite fino a questo momento. Riepilogando quindi:

Marco Mengoni – L’Essenziale
Raphael Gualazzi – Sai (Ci Basta Un Sogno)
Daniele Silvestri – A Bocca Chiusa
Simona Molinari e Peter Cincotti – La Felicità
Marta Sui Tubi – Vorrei
Maria Nazionale – E’ Colpa Mia
Chiara Galiazzo – Il Futuro Che Sarà

Modà – Se si potesse non morire
Simone Cristicchi – La prima volta che sono morto
Malika Ayane – E se poi
Almamegretta – Mamma non lo sa
Max Gazzè – Sotto casa

Annalisa – Scintille
Elio e le storie tese – La Canzone Mononota

Seconda serata? C’è stata una seconda serata? Perchè noi abbiamo sentito solo Elio e Le Storie Tese proporre una delle canzoni più belle degli ultimi vent’anni di Festival (e forse pure di più): “La Canzone Mononota” domina. Punto. Benino Malika (ma ci si aspettava di meglio) e simpatico Gazzè, per il resto un piattume scontatissimo assolutamente deleterio dopo gli annunci di qualità e i “quest’anno vedrete quante canzoni belle ci saranno” sparati a caso durante le conferenze di presentazione. Emblematica poi l’esibizione di Asaf Avidan. Lui è bravissimo, ma la reazione è stata palesemente e volutamente esagerata: cioè capiamoci, siamo nel tempio della tradizione italiota, dove anche le “nuove leve” come Chiara o Annalisa si instradano su binari battuti migliaia di volte, dove la vocalità è la più classica possibile…e poi tutti in delirio per un artista originale e dotato di una timbrica che definire “particolare” è poco? Se un partecipante al Festival avesse proposto una canzone cantando in quel modo probabilmente sarebbe arrivato penultimo! Ma allora il coraggio c’è solo nello scegliere gli ospiti? O ancora nel portare qualche nuova proposta alternativa tipo i Blastema (che hanno provato ad accendere un paio di amplificatori per le chitarre elettriche) che sono riusciti a proporre qualcosa di interessante e di diverso dal piattume che accomuna oramai anche le giovani proposte?

In questo contesto appare chiaro che la vittoria finale più scontata, quella che andrebbe senza nemmeno pensarci ad Elio e Le Storie Tese con “La Canzone Mononota”, diventa tutt’altro che fatto ovvio e prevedibile. Troppo complicata per gli ascoltatori occasionali che votano, troppo geniale e strutturata per le orecchie di chi vuole sentire ogni anno la stessa canzone che ascolta da sessant’anni a questa parte. Troppo e basta. Noi tifiamo spudoratamente Elio, e se nemmeno a questo giro dovesse venire premiata la qualità, la genialità, l’abilità compositiva ed esecutiva, sarà l’ennesima occasione persa per sempre. Staremo a vedere…

Una prima serata che è stata un pacco assurdo: ritmo esasperatamente lento e, benché i partecipanti proponessero due pezzi, i tempi tra un’esibizione e l’altra sono stati eccessivamente allungati. Un botto di ospiti casuali che salivano sul palco giusto per dire quale delle due canzoni avrebbe proseguito il cammino, l’ospitata del pazzo assoluto (ma idolo) Baumgartner liquidata in pochissimi minuti, Toto Cutugno reduce della Steppa con tanto di Coro dell’Armata Rossa, le gag infinite del duo Fazio-Litizzetto che bisogna ancora capire come faremo a sopportare (le gag, s’intende) per altre quattro puntate da quattro ore quattro ciascuna. Infine Crozza, la cui satira (in ogni caso brillante e graffiante al solito, trasversale pure, ma ognuno vede solo quel che vuole vedere, ndr) sarà ovviamente oggetto di inutilissime e stantie discussioni soprattutto tra la gente comune, oramai impegnata a sostenere un lato politico piuttosto che l’altro come farebbe in uno stadio con la propria squadra del cuore, in modo cieco, immotivato, aprioristico, senza mai fermarsi un minimo ad ascoltare e ragionare, magari facendo funzionare un attimo il cervello andando una volta tanto oltre le apparenze e gli istinti primordiali anche quando le idee e gli argomenti affrontati sono diametralmente opposti a quelli in cui si crede in modalità blind-mark.

Ah…e le canzoni? Le primissime impressioni a caldo (far votare dopo un solo ascolto la canzone preferita è assurdo, si poteva aspettare giovedì in modo che nel frattempo i pezzi stessi potessero essere riascoltati bene…ma avete anche ragione voi, in pochi li avrebbero riascoltati sul serio, meglio la prima impressione, in perfetta filosofia usa e getta, ndr) possono far dire che Gualazzi e il duo Cincotti/Molinari hanno detto qualcosina di interessante, che i Marta Sui Tubi sono rimasti loro stessi benché inseriti in un contesto che per definizione è classico, stantio e immutabile (appaiono quindi fuori contesto, giusto per parafrasare meglio) e che Chiara non ha convinto soprattutto a causa di due brani veramente fiacchi. Gli altri? Rivedibili e necessariamente da riascoltare giovedì e in streaming su Spotify per capirci qualcosa di più…

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