Festival di Sanremo 2013 classifica Big provvisoria

Al termine della terza serata del Festival di Sanremo 2013, la classifica dei Big, benché provvisoria, inizia a delineare quello che potrebbe essere il vincitore del festival (leggi qui cosa dicono i bookmaker). L’ apertura della terza serata è affidata a Fabio Fazio e a Luciana Littizzetto che cantano “Vattene Amore”, scelta ad hoc per ricordare a tutti quanti che è San Valentino (non che ce ne fosse bisogno, in realtà). Momento abbastanza trash che però ci sta. La gara si apre con l’esibizione del binomio Molinari-Cincotti. Forse è colpa dell’emozione, e la canzone non è nemmeno una di quelle immediate, ma la coppia non sembra proprio a suo agio.  Ma diciamolo, il pubblico medio non ama le novità. Speriamo vivamente di sbagliarci. Mengoni fa il suo ingresso con la sua canzone terribilmente gigiona e sanremese. Non a caso, è nella rosa dei favoriti. Però chissà, forse le cose possono cambiare, forse la genialità della “Mononota”, ormai divenuta popolarissima nei social, di Elio e le Storie Tese può portare quella ventata di aria fresca di cui ha bisogno la kermesse. Certo è che se stiamo a vedere la reazione del pubblico in platea non c’è da ben sperare. Attenzione per le parole delle canzoni zero assoluto. Lo dimostra l’errore madornale dell’applauso a metà pezzo. Come ieri sera, infatti, gli occupanti dei posti dell’Ariston hanno pensato che il gruppo avesse finito (nonostante le lyrics dicano esplicitamente “far finta che sia finita”). Meglio non commentare oltre. Altre esibizioni convincenti sono Malika Ayane, molto più nel pezzo, e Daniele Silvestri. Sarà che il livello medio delle canzoni è di un piattume mai visto, ma i suoi “fatece” fa sentire più autentica la canzone, per non parlare poi della traduzione in LIS (linguaggio dei segni per non udenti), di una semplicità e sensibilità purtroppo atipiche.

Come dice il detto “il troppo stroppia”, ecco perché la scelta di cantare parzialmente in napoletano è del tutto fuori luogo. Ok onorare le proprie radici, ma ci sembra proprio che Maria Nazionale abbia confuso il festival di Sanremo con il festival della canzone napoletana. Nemmeno Almamegretta e Marta sui Tubi, che tecnicamente sarebbero i più alternativi, registrano performances memorabili. Max Gazzé purtroppo non dispone di un pezzo che metta in risalto le sue capacità di cantante e scrittore e Simone Cristicchi è stato penalizzato dalla scelta da parte del pubblico da casa (guarda un po’ che novità) della canzone meno convincente tra le due che ha proposto. Parliamoci chiaro, “La prima volta che sono morto” è scanzonata, nonostante abbia un risvolto dolce amaro, ma “Mi Manchi”, in quanto ad impatto emotivo, era spanne sopra. E poi la sottocategoria “Talent” che merita un discorso a parte. Oltre al già citato Mengoni, in concorso ci sono altre due concorrenti provenienti dal mondo dei talent show: Annalisa Scarrone, seconda classificata dell’edizione 2011 di “Amici” e Chiara Galiazzo, fresca vincitrice di X Factor. La prima ha un brano che la invecchia di almeno 40 anni, l’altra ha una canzone scritta da Francesco Bianconi dei Baustelle (che non è esattamente uno scrittore di canzoni leggere).

Per fortuna, dulcis in findus, Raphael Gualazzi. Colui che ha tutte le carte in regola per essere un artista con la A maiuscola e che, in un mondo migliore, non avrebbe problemi a vincere Sanremo. Parte piano e poi avvolge con un crescendo da brividi. Una delle due canzoni più belle di questa edizione. A spezzare il ritmo della gara, gli ospiti della serata: Leonora Armellini, pianista 20enne padovana, che esegue magistralmente un brano di Chopin ed Antony & The Johnsons, del quale Fabio Fazio si proclama grande ammiratore. Il personaggio della serata, secondo chi scrive, è indiscutibilmente Roberto “Codino” Baggio. Il suo intervento è basato sul sociale, parlando della sua esperienza da ambasciatore del FAO da più di dieci anni. E un discorso a cuore aperto ai giovani all’ascolto, chiedendo loro di inseguire sempre e comunque i loro sogni, la cosa più importante che possano avere.

Fra gli ospiti della serata anche Albano Carrisi e Laura Chiatti, che ripropongono parte di “Felicità”, una delle canzoni più famose del cantante pugliese. Ne viene fuori un siparietto che ha tutta l’intenzione di essere comico. Che poi ci riesca o meno, è un altro paio di maniche. L’altra metà, per par condicio, è eseguita insieme alla padrona di casa Luciana Littizzetto. Ed è proprio quest’ultima la protagonista dell’intervento migliore della serata. In occasione dell’ “One Billion Rising”, flash mob contro la violenza sulle donne, Luciana sottolinea quanto sia grave anche un solo schiaffo nei confronti di una donna, perché poi ce ne saranno altri, sfortunatamente. Queste parole assumono un significato ancora più profondo, a causa dell’omicidio che Oscar Pistorius ha commesso nei confronti della sua fidanzata.

Fine serata dedicata ai primi verdetti: per i giovani passano Ilaria Porceddu e Antonio Maggio, e viene divulgata la classifica provvisoria del televoto per la categoria big:

14)Almamegretta
13)Marta sui Tubi
12)Malika Ayane
11)Simone Cristicchi
10)Max Gazzé
9)Daniele Silvestri
8)Elio e le Storie Tese
7)Maria Nazionale
6)Molinari –  Cincotti
5)Raphael Gualazzi
4)Chiara
3)Annalisa
2)Modà
1)Marco Mengoni

Una classifica che dimostra che il giudizio della gente, ahinoi, non sempre corrisponde a qualità. La tradizione sanremese vuole che a prevalere siano canzonette, che in questi ultimi anni si traduce con “talent show” e mondo delle ragazzine. Indecente vedere Elio così indietro e Gualazzi non sul podio. C’è da sperare nella giuria di qualità, anche se l’esito sembra (ahinoi) abbastanza preannunciato.

Claudia Falzone

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