Festival di Sanremo, terza serata

Questa serata del Festival di Sanremo è quasi interamente dedicata all’imminente 150esimo anniversario dell’unità d’Italia e per celebrarla tutti i 14 partecipanti della categoria big sono saliti sul palco con un brano che simboleggia il nostro paese. C’è un concorso per decretare la canzone italiana per eccellenza, e il ricavato dal televoto verrà devoluto alla fondazione Il Tuo Cuore Onlus.

Dopo una breve introduzione sull’unità d’Italia e sul suo significato, cominciano le esibizioni.

Per primo Davide Van De Sfroos, che intona “Viva l’Italia” di Francesco De Gregori. Si vede chiaramente che crede davvero molto nelle parole che sta cantando e questa convinzione fa di questa performance una delle migliori, se non la migliore di tutte.

E’ il turno di Anna Tatangelo, che ha scelto “Mamma”, un classico degli anni ’40. Esegue una versione che non tradisce l’originale. Niente male.

Anna Oxa canta “O’ sole mio”, la canzone napoletana forse più conosciuta nel mondo. Ma se vi aspettate un’esecuzione classica vi sbagliate di grosso. L’arrangiamento, infatti, è molto moderno ed originale. E gli ultimi versi sono eseguiti in inglese, forse per non tralasciare un pizzico di internazionalità o anche semplicemente per fare qualcosa di originale. Il risultato è strano ma per niente sgradevole.

Ed è la volta di Al Bano, che canta il “Va’ Pensiero”, tratto dal Nabucco di Verdi, insieme ad un tenore greco e ad una soprano russa. Non c’è niente da fare, la solennità del brano emoziona chiunque e lo fa ancor di più se il cantante stesso ha una voce che fa venire i brividi tanto è particolare. Scelta azzeccatissima.

Dopo lo stacco pubblicitario, un Gianni Morandi visibilmente emozionato appare sul palco per vestire, stavolta, i panni del cantante. Il brano che eseguirà, spiega, è fuori concorso ma ci tiene particolarmente ad interpretarlo per tributo a Gianni Bella (colpito qualche tempo fa da un ictus). Il brano si intitola “Rinasceremo” ed è firmato Bella – Mogol. Momento toccante.

Sale sul palco Patty Pravo. “Mille lire al mese” è la canzone da lei prescelta. Performance esente da stecche anche se dobbiamo dire che abbiamo percepito una leggera incertezza sul testo del brano.

Tocca a Luca Madonia e Franco Battiato. Il brano “La Notte dell’Addio” viene eseguito dal primo in maniera esemplare, mentre il secondo diventa per pochi minuti il direttore d’Orchestra dell’Ariston.

Altro stacco pubblicitario, dopo il quale troviamo ad attenderci Giusy Ferreri. La sua versione di “Il cielo in una stanza” è insolita, dall’arrangiamento swing che la rende forse un pochino meno romantica dell’originale.

Da un’ex concorrente di X Factor all’altra, è la volta di Nathalie con “Il mio canto Libero” che, a differenza della collega che l’ha preceduta, convince e anche molto. Voce insolitamente pulita, ha reso possibile ciò che per molti è impossibile: interpretare Battisti senza sfigurare.

Luca Barbarossa e Raquel Del Rosario hanno optato per “Addio, mia bella addio”. Senza infamia e senza lode, se la cavano comunque bene.

Emma e i Modà, dati per favoriti da molti, eseguono “Here’s to you”, nota anche come la ballata di Sacco e Vanzetti. E’ senza dubbio la scelta più moderna ma non per questo meno apprezzabile. E poi ricordiamoci che è stata composta da Morricone e Joan Baez, sinonimi di garanzia. Performance abbastanza convincente.

Con “Mamma mia dammi 100 lire”, è la volta di Pezzali con Arisa. Il duetto è molto gradevole e le voci dei due artisti riescono ad evocare l’atmosfera malinconica del brano.

Breve siparietto di Gianni Morandi sulle origini napoletane di Roberto Vecchioni, che porterà “O Surdato Nnamurato”. Ed è inutile dirlo, questa è sicuramente un’altra fra le performance più convincenti di stasera. Coinvolgente.

Finalmente è arrivato il tanto sospirato momento di Roberto Benigni. Già dall’ingresso, a cavallo mentre sventola la bandiera italiana, ci fa capire che il suo potrebbe essere un intervento memorabile. E, infatti, lo è davvero. Dopo una battuta sui 150 anni dell’Italia (definita minorenne per fare un riferimento velato ma non troppo a Berlusconi), ci spiega la storia italiana come nessuno, purtroppo, ha fatto mai. Questo sarà uno dei momenti topici per cui verrà ricordata questa edizione di Sanremo.

Dopo più di quaranta minuti di delizia culturale Benigni conclude intonando l’inno di Mameli. Ed è subito magia.

Si ritorna a parlar di musica, e stavolta è il turno dei La Crus che cantano “Parlami d’amore Mariù”. Il gruppo riesce a dare una nuova luce a questa storica canzone italiana. Ottimo lavoro.

Ultimo ma non meno importante, Tricarico. Ha deciso per “L’Italiano”, grande classico di Cutugno. Che a metà canzone salirà anch’egli sul palco. Alla fine della canzone dietro i due cantanti fanno ingresso alcuni ragazzi dalle diverse etnie ma che si sentono italiani a tutti gli effetti. Performance d’impatto.

Dopo le esibizioni dei giovani viene decretato il vincitore, ed il risultato è quello che un po’ tutti si aspettavano: Al Bano.

Adesso è ora di ripescaggi ed il televoto decreta come vincitori la canzone di Anna Tatangelo e quella di Al Bano.
La serata si conclude con Gianni Morandi che canta “L’inno di Mameli” in una versione molto intimista.

Questa è stata senz’altro la serata più emozionante e bella del Festival di quest’anno, in cui ognuno si sentirà più fiero di essere italiano. Grazie Gianni.

C.F.

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