Frank Zappa: The Thinker, esposizione a Bologna

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The Zappa Legacy. A vent’anni dalla prematura scomparsa è ancora ben viva l’eredità di zio Frank, genio musicale che miscelò rock and roll e musica colta contemporanea, doo woop e funk, jazz e heavy metal in un’irresistibile e caustica critica dell’American Way Of Life. Un uomo che sapeva ridere di se stesso, prima che degli altri. Lo dimostra l’esposizione “The Thinker” in corso alla galleria ONO Arte Contemporanea di Bologna, già nota per proporre intelligenti incroci tra fotografia e rock, in collaborazione con Vitactiva e L.U.N.A (Libera Università delle Arti). Le immagini di Zappa sono realizzate da fotografi come Guido Harari, Jan Persson, Michael Putland e ce lo mostrano sul palco ed in momenti di relax. Alla mostra, in una vera e propria celebration zappiana, sono abbinati anche reading dei sarcastici ma profondi testi di FZ, momenti musicali come il concerto del Galacticus Trio di Giorgio Casadei (12 settembre) per la presentazione del libro di Michele Pizzi “Zappa for President” (Arcana) e del duo Inventionis Mater (13 settembre). C’è anche il film (“L’Estate di Frank”) che Salvo Caccia ha dedicato al tour italiano dell’82, quando Zappa si mise in cerca dei propri avi a Partinico. Impresa fallita (come del resto il concerto di Palermo, interrotto dopo 40 minuti dal lancio di lacrimogeni), ma riuscita ai figli Dweezil e Diva. Le emozioni sui loro volti sono la parte più bella e viva del documentario, proiettato di recente a Venezia, che si risolve soprattutto in una lunga intervista al critico Massimo Bassoli, testimone del tempo.

Meglio percorrere la sala a Bologna, in un tuffo in un passato prossimo ricco di fantasia, humour e follia. Spesso infatti Zappa si è calato nella parte del (dancing) fool, il finto matto che riesce a svelare al pubblico la verità meglio di tanti savi. Iconoclasta e politicamente attivo, FZ è stato un esempio da seguire per molti, anche se di lui in Italia è stata assorbita soprattutto la sua parte demenziale (vedi Elio e le Storie Tese) ed obiettivamente non si tratta di una strada facile da percorrere, con alcune belle eccezioni..

Ma la mostra, con il titolo “The Thinker” coglie l’essenza di pensatore che era propria di Zappa: fuori dalle regole e sempre contro l’establishment, ma con un suo codice morale quasi kantiano: puntualità assoluta, niente droghe, rispetto maniacale delle norme. Difficile rintracciare qui i comportamenti di una rockstar, quale suo malgrado lo Zione è diventato. L’iniziativa ha l’indubbio merito, tra parole, suoni, immagini, idee, di ricordare quanto FZ è stato importante non solo nella storia del rock, ma anche nella musica in genere.


 

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