Gianni, il libro del deboscio raccontato in un’intervista

Un blog. Tante magliette. Un paio di libri. E ora anche Gianni. Insomma, il deboscio non si fa mancare proprio niente. Pure Gianni è un libro, a dirla tutta. Di quelli seri, di carta stampata e con le immagini belle grosse. Ma Gianni è anche qualcosa in più. Perché dentro ci sono tutte le ossessioni (mediatiche e non) del Paese, mischiate tra loro come in un cocktail di quelli che cerchi di improvvisare quando ormai sei già marcio. L’effetto complessivo dev’essere simile a farsi un trip in compagnia di Uan e Bonolis, un’esperienza da cui in ogni caso uscirai cambiato. In meglio o in peggio, questo non è dato saperlo. Siccome Gianni è una cosa seria, ne abbiamo parlato con Davide Colombo del deboscio: ecco l’intervista.

Perché un libro e perché in questo momento?
Perché alcune cose, tipo Gianni, nonostante tutto, funzionano meglio sulla carta. E finché non inventeranno un supporto migliore saremo costretti a usare quella.

Gianni in tre parole?
Cinismo, laicità, velocità.

Il titolo del libro fa per caso riferimento alle abitudini alimentari di un noto cantante italiano?
No!

Chiamare un libro con un nome proprio serve anche a renderlo più simpatico, un po’ come un cugino bislacco?Gianni è il primo nome che sceglieresti per un libro come questo. Non potevamo che chiamarlo Gianni, perché è immediato, dà subito un’idea di autorevolezza ma allo stesso tempo di familiarità e cortesia. Gianni è il nonno che tutti quanti vorremmo.

I personaggi e gli oggetti che compaiono nel libro – dal Gabibbo a Raffaella Carrà, passando per Ciao! di Italia ’90 – possono essere visti come i protagonisti del subconscio collettivo nazionale?
Sì, e lo sono. Mediaset è stata la nostra bildung. Volenti o nolenti, questi fantasmi sono nelle nostre teste. A volte ci parlano, e spesso dialogano con i nostri pensieri, con quelli che condividiamo e con quelli che non condividiamo.

Secondo che criterio avete scelto le immagini che compongono il libro?
Il flusso di coscienza.

Qual è stata la pagina del libro che vi ha fatto più sudare, o su cui comunque avete avuto più dubbi o ripensamenti?
La copertina.

La colonna sonora ideale per leggere Gianni?
L’album L’amour toujours di Gigi d’Agostino, oppure il Miserere di Allegri.

Il luogo ideale per leggere Gianni?
Dentro il polmone d’acciaio di Rosanna Benzi.

Il cocktail ideale per leggere Gianni?
Il Vodka Gimlet

Se dovessi spiegare il deboscio a qualcuno che non ne ha mai sentito parlare, come glielo racconteresti?
Ildegarda di Bingen + Guy Debord + Osho Rajneesh

Un’occorrenza di questo tipo può anche essere, per un gruppo come il deboscio, un’occasione per tirare un po’ le somme di quanto fatto finora… qual è il vostro bilancio?
Siamo ancora molto indietro. Il bello deve ancora venire nei prossimi 20 anni.

Quanti complottisti avete fatto uscire di testa con il logo del deboscio con la squadra e il compasso ?
33.

Gianni – Visiogeist ed. – 18 euro – 210X297mm – 204 pagine – Brossura – Carta patinata lucida 170g

 

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