Greil Marcus, The Doors cinque anni di musica e parole

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I Doors non sono solo la foto ingiallita dal tempo di un gruppo che è stato famoso negli anni Sessanta. A distanza di anni, Morrison & Co continuano ad esercitare un enorme fascino ed un’influenza decisiva su molti artisti. Sono stati del resto il primo gruppo rock guidato da un autentico poeta, ad aver tracciato un filo rosso tra la musica e il teatro, l’arte intesa come espressione di sé, fino agli estremi limiti.

Molto è stato detto e scritto sulla band losangelina e oggi un libro sui Doors rischia di essere pleonastico, soprattutto dopo i due volumi  di Jerry Hopkins sul Re Lucertola. Ma Greil Marcus, storico musicale americano,  autore del fondamentale “Tracce di rossetto” che legge il Novecento dai dada ai Sex Pistols, riesce nell’intento di darci qualcosa di nuovo. Il suo libro racconta la storia del gruppo, la sua ascesa e caduta, attraverso le canzoni più significative, da “Light My Fire” a “L.A.Woman” ognuna delle quali sembra un capitolo di un romanzo nel quale trovano posto personaggi disparati come Chuck Berry e Wallace Berman, John Lee Hooker ed Edoardo Paolozzi, Bruce Wayne e Charles Manson, Bertolt Brecht e gli ZZ Top, Oliver Stone e Lonnie Mack. Aprite una pagina a caso e troverete percorsi impensabili nella cultura e nell’arte contemporanea. Marcus costruisce storie appassionanti intorno ai brani, facendoci riscoprire la bellezza della fusione tra musica e parole, il valore della loro dimensione artistica.

E poi questo libro ha un enorme valore aggiunto. Perché è stato scritto da uno che “c’era”. Marcus era lì, all’ Avalon Ballroom,  ad attendere con la moglie Jenny che i Doors salissero sul palco. Ha vissuto la loro ascesa irresistibile e la loro caduta. La sua è un’indagine minuziosa ed affascinante, con la partecipazione del fan che riesce a farsi distacco critico. Come ha scritto il Washington Post, “possiede l’abilità di farci da guida in posti che pensiamo già di conoscere”. Già, ogni pagina di questo libro ci fa addentrare nel mistero Doors con frasi che sembrano riff chitarristici.

Ad un certo punto Greil Marcus fa una cosa sorprendente, che nessun autore italiano farebbe. E cioè ci rivela quali sono secondo lui i due migliori libri sui Doors mai scritti, vale a dire “Riders on the Storm”, lucida ed ironica analisi autobiografia del batterista John Densmore (“Jim aveva un istinto naturale per la melodia, ma nessuna conoscenza tecnica a cui associarlo”) e “Jim Morrison is alive and well and Living in Hollywood “ di Eve Babitz, ritratto a freddo del mito. E così, grazie a lui, abbiamo altri due libri da leggere.

Paolo Redaelli


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