I Tempelhof in “La Camera dell’Alieno”, il 24 novembre al Leoncavallo

MERCOLEDì 24 NOVEMBRE
SOUNDCIAK!

TEMPELHOF in
“La Camera dell’Alieno”
LEONCAVALLO
Spazio Pubblico Autogestito
Via Watteau, 7 Milano
INGRESSO GRATUITO

http://www.leoncavallo.org
www.myspace.com/leoncavallospa

Entrate e vedrete: Le metamorfosi del diavolo rosso. La prima volta in cui un americano e un francese si sfidano per il titolo mondiale di boxe. I più bei abiti della collezione d’alta moda parigina. La sigaretta all’oppio che moltiplica le identità del fumatore. La pericolosa caccia alla pantera nell’Africa selvaggia. Le meraviglie multicolori della danza serpentina. Le farfalle che si vendicano del loro cacciatore infilzandolo con uno spillone…
E’ il cinema di cento anni fa: un pianeta alieno. E uno scrigno di bellezze lontane, apri il coperchio e ti investe, a sprazzi fulminei, il delirio surreale e l’estasi della verità. Cinema breve e appuntito. Come in un programma cinematografico d’epoca, quando lo spettacolo era una faccenda poco raccomandabile, stasera mettiamo assieme fiabe, documenti d’attualità, comiche, viaggi esotici, prodigi della natura, eventi sportivi, spettri ed acrobazie… L’unico filo conduttore è la sorpresa dell’occhio. I film sono frutto di restauri effettuati dalla Cineteca di Bologna, e spesso ripropongono i deliranti colori originali che venivano impressi direttamente sulla pellicola positiva, fotogramma dopo fotogramma. Le immagini scorrono assieme alla musica composta ed eseguita live da Tempelhof, in una colonna sonora ideale costruita tra suoni di retrovia, beat e delay, landscapes e pianoforti manomessi, distanti un secolo dalla fascinazione dello schermo. Una sorta di concerto immaginario, in cui le note si producono in nuove definizione di visioni cinematografiche apparentemente antiche.
Sonate visionarie proiettate tra cuore e dormiveglia.

Tempelhof
“…Il progetto nasce nell’autunno 2007 a seguito di un viaggio fatto a Berlino. Quell’estate passai alcuni giorni a casa di un carissimo amico pittore, Mizzi Stratolin, lo stesso che ha curato l’artwork del disco. Un giorno, di ritorno dall’Ufa Fabrik, un vecchio squat divenuto centro sociale e culturale, in cui si trovano architetti, studenti, scuole non autoritarie in cui bambini di sette, otto anni decidono quali lezioni frequentare, Mizzi mi portò a vedere l’aeroporto di Tempelhof. Lo vedemmo passando in macchina, piuttosto di sfuggita devo ammettere, ma la visione fu di quelle che non ti scordi… così quel nome iniziò a martellarmi in testa. Nello stesso periodo avevo iniziato a registrare alcune canzoni con Luciano per un progetto folk poi naufragato, quindi capitava di passare molto tempo in studio a lavorare sui suoni e sugli arrangiamenti. Luciano, che è l’anima più elettronica del progetto, aveva nell’hard disk alcune tracce originariamente destinate a un progetto dance e, quasi per scherzo, iniziammo a registrare alcune linee di chitarre, qualche synth, a rivedere la struttura più e più volte. Quello fu l’inizio di tutto: quel pezzo è diventato Enjoy Neukölln, finito poi nel disco. A quel punto, il nome del progetto non poteva essere che Tempelhof…”. We Were Not There From The Beginning, We Won’t Be There For The End è il primo lavoro sulla lunga distanza del duo mantovano che si cela dietro lo pseudonimo Tempelhof. Pubblicato nel novembre 2009 dalla label inglese Distraction Records, il disco di debutto della band si appresta ad essere conosciuto anche in Italia. Ispirato al cinema dei primordi, intriso di solitudine e cosparso di omaggi più o meno velati al William Burroughs de “Il Pasto Nudo” (il titolo del disco è infatti una citazione del film), l’album contiene dieci tracce di pura bellezza downtempo. Ognuna di esse mostra il meglio di Tempelhof: un diluvio percussivo di sibili e tastiere dolenti che punteggiano deliberatamente beats irrequieti e stranianti. Una voce, profonda e appassionata, fa da contrappunto ad un sottosuolo contorto di ritmiche che si scontrano le une contro le altre, in un incedere meccanico di tagli e cambi di tempo. L’intero We Were Not There From The Beginning, We Won’t Be There For The End è passione autentica, manifesta, che non si nasconde dietro ipocriti manierismi, trascinandoti per il bavero fino a mostrarti il suo cuore sanguinante, il suo romanticismo disperato. Suoni, trame, campionamenti: tutto emerge organico, per essere poi avvolto, sommerso da una palude sonora, una marea contro la quale lottare. Preziosa malinconia….
Ulteriori informazioni: http://www.myspace.com/tempelhofband

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