Ice Bucket Challenge, i video dei contributi epici dal mondo del rock

icebucketchallenge

La Ice Bucket Challenge sta dominando ormai da settimane i trend online. L’idea alla base di questa campagna virale è un gioco, niente più di una doccia gelata, ma per una buona causa: accrescere la consapevolezza nei confronti della SLA, la Sclerosi Laterale Amiotrofica, e raccogliere fondi per la ricerca.
Le regole sono semplici: bisogna gettarsi un secchio di acqua gelata in testa, postarne il filmato sui social network e sfidare altre tre persone a fare lo stesso. I nominati hanno 24 ore di tempo per raccogliere la sfida o donare 100$ alla ricerca (o fare entrambe le cose, come spesso capita). In tal modo, questa catena di sant’Antonio della beneficenza velata di un certo narcisismo è riuscita a raccogliere ben 31 milioni e mezzo di dollari in donazioni versate alla ALS Association nei primi 20 giorni di agosto rispetto agli 1,9 milioni raccolti nello stesso periodo dello scorso anno.
La sfida si è diffusa a macchia d’olio, soprattutto dal momento in cui sono scese in campo le celebrità. Atleti di fama mondiale, attori, musicisti e residenti vari ed eventuali del mondo dello spettacolo hanno dato vita ad un botta e risposta all’ultimo cubetto, rischiando però nel passaparola di perdere di vista l’obiettivo principale.

ice-bucket-challenge-video-epici-rock-1

Se c’è chi ricorda di donare, fornendo link utili e indicazioni, nel tam tam mediatico e con la diffusione esponenziale dell’hashtag cruciale, si rischia in più casi di dimenticare da dove si è partiti e di trasformare il mezzo in fine. In questo equilibrio instabile che oscilla tra il fuoco incrociato di chi condanna l’intera campagna come slacktivism, chi – risultati alla mano – ne giustifica la riuscita e chi non ha la minima idea di cosa stia accadendo sul serio, il fenomeno si autoalimenta e sfocia inevitabilmente in atti di esibizionismo puro fino a diventare la scusante a prova di moglie per rimirare tette e culi in stato di grazia senza ricorso alla navigazione in incognito. Le distorsioni più evidenti sono di chi inneggia alla “SLA” come fosse l’ultima squadra ad aver vinto il Super Bowl, ma basterebbe citare la quantità colossale di filmati che girano in rete e che non hanno nessun rimando ad alcunché. Insomma, la macarena dell’estate 2014. E come tutti i balli di gruppo, regala epic fail clamorosi da paralisi mascellare.
Dagli Stati Uniti il fenomeno si è ovviamente allargato in tutto il mondo, precipitandosi tra le braccia della nostra sempre accogliente penisola. Docce fredde di importazione sono quelle che investono Laura Pausini, che ci tiene a dimostrare di aver fatto la sua donazione, Andrea Bocelli, combattivo alla meta mentre intona un “vincerò”, Elisa, Jovanotti, Marco Mengoni, il teatrale Fiorello, che butta in mezzo anche una nomination a Matteo Renzi, Cesare Cremonini, Deborah Iurato, fino ai ragazzini che giocano a pallone sotto casa mia, che son contenti di salvarsi dai 40 gradi all’ombra con un “mamma è per andare alla SPA” (cit.).
Critiche o non critiche, i dati alla mano parlano chiaro e una malattia fino ad ora poco conosciuta è invece ora sulla bocca di tutti: chi è dotato di capacità critica e curiosità intellettuale saprà di certo trarne le dovute conseguenze e insegnamenti.

Dalle secchiate nude e crude a veri e propri sfoggi di creatività, abbiamo raccolto alcune delle sfide più divertenti del mondo del rock, con i Foo Fighters in cima alla lista con il video-parodia di “Carrie”.

Foo Fighters

Ammettiamolo, Dave Grohl è il Re Mida del secolo ics-ics-i. Come portare ai massimi livelli di epicità una secchiata d’acqua? Un gioco da ragazzi per Dave e il suo ghigno. Il risultato è il migliore in circolazione.


 

Jon Bon Jovi

Anche Jon si è preso la sua dose di acqua, senza particolari fronzoli. Il livello di epicità del video è però direttamente proporzionale alla figaggine di Jon con la maglietta bagnata, nonostante l’età non più tenerissima. E scusate se è poco.


 

Eddie Vedder

Eddie Vedder raccoglie la sfida del compagno di scorriband Mike McCready e, dato che sa “che è in attesa di essere sfidato”, chiama in causa il Boss in persona (che purtroppo non raccoglie). Disarmante la facilità irrisoria con cui accosta un mostro sacro ad un One Direction. L’amore di padre dona la forza necessaria ad atti inconcepibili.


 

Duff McKagan

Altra “vittima” designata da McCready, Duff è stato obbligato a lavorare di fantasia, dato che in tutto l’Husky Stadium pare non si trovasse un secchio. Una carenza che gli è costata un bel tuffo in un vascone di ghiaccio. Brrrillante.


 

Les Claypool

Considerato il personaggio, bastava apparire per rientrare subito nella scala di puffosità delle Ice Bucket Challenge da non perdere. Tra le sue nomination, Stewart Copeland, Richard Reed Perry e Geddy Lee…


 

Geddy Lee

che raccoglie la sfida. Anche se sei una leggenda del prog e le tue bobblehead sfidano i numeri di vendita di quelle di Cristo-Nostro-Signore, non puoi certo pensare di scappottartela.


 

Jack Black

Jack Black è Jack Black. Vogliamo davvero star qui a sprecare caratteri?


 

Corey Taylor

Avete presente il bulletto delle elementari che tirava le trecce alle bambine fino a farle crollare in lacrime? Taylor lancia le sue sfide con lo stesso sprezzante dispetto. Con la differenza che qui le trecce se le tira prima lui. Forza e onore.


 

Chester Bennington (Linkin Park)

Sono in diversi i musicisti che hanno ritenuto un palco attraversato da cavi elettrici l’angolo di mondo perfetto per farsi una doccia fredda. Durante la tappa losangelina del Carnivores Tour, Chester ha chiamato i figli sullo stage per aiutarlo ad immolarsi per la causa. Tutto in sicurezza per lui – non mi sentirei di dire lo stesso, ad esempio, per i The Melvins…


 

Matt Schultz (Cage the Elephant)

Onesto e scapestrato, Matt ha lasciato il ghiaccio a sciogliere nell’acqua per mezzora prima di mettere in ibernazione ogni singola cellula del corpo. Lui è stoico e i suoi compagni se la ballano e se la ridono alle sue spalle, alla faccia della fratellanza di gruppo.


Condividi.