In Questa Notte Fantastica, riflessioni sul documentario su Jovanotti

E’ sempre un’ottima notizia quando una delle reti nazionali trasmette sulle sue frequenze un evento musicale. E’ ciò che è successo lunedì 2 settembre su rai 1, che ha mandato in onda il concerto di Jovanotti In questa notte Fantastica #lorenzoneglistadi. ll “Backup Tour” di Lorenzo Cherubini, ideato per festeggiare i primi 25 anni della sua carriera, è stato un gran successo, soprattutto grazie ad una scenografia sfavillante dotata di megaschermi, giochi di luce lustrini e passerelle, per non parlare delle capacità di one man show dimostrate dal cantante originario di Cortona: Jovanotti, infatti, è riuscito ad intrattenere il pubblico grazie al suo temperamento istrionico. Tralasciando la data di Padova (occasione in cui c’è stata la discussa sospensione nonché ripresa dopo più di due ore), la tournée è stata un successone, nonché l’ennesima conferma dell’importanza di Lorenzo nella scena musicale italiana.

Nella setlist si ripercorrono tutte le tappe salienti della carriera, da Ciao Mamma e La Mia Moto, che hanno segnato il suo esordio nel 1988 come precursore del mondo rap (genere che all’epoca, in Italia, era pressoché sconosciuto) alle hit electro dance Ti Porto Via Con Me e Tensione Evolutiva, che rappresenta la vena creativa attuale. I momenti più toccanti, comee prevedibile, sono i pezzi lenti, in cui Cherubini dimostra tutta la sua sensiblità lirica: da Le Tasche Piene di Sassi, di una delicatezza estrema, alla toccante A te alla fine della quale si rivolge agli amori della sua vita, la moglie e la figlia. Il cantante è in grandissima forma e si dimena come un matto anche improvvisando dei passi di danza, dimostrando di avere ancora le energie di un ragazzino a dispetto delle 46 primavere.

A dire il vero, In Questa Notte Fantastica è stato ideato come film, motivo per cui non ha regalato solamente la bellissima performance live ma ha mostrato chicche delle quali il pubblico pagante negli stadi non ha potuto godere:  momenti del backstage con Gianni Morandi e Valentino Rossi che vanno a trovarlo dietro le quinte, o di Fiorello che improvvisa uno show con lui. Insomma, la dimensione umana che ci si può solo immaginare ma della quale non si ha prova tangibile se non in queste riprese.

La cosa positiva è vedere che anche in questo periodo di crisi della musica, seppur sporadicamente, la televisione sia ancora capace di pensare ad essa. La speranza, senza fondamento al momento, è che finalmente un giorno venga dato il ritaglio di tempo minimo sindacale da dedicare alle sette note.

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