Indie Tune: eterno Domenico Modugno nel nuovo disco di Mirco Menna

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Celebrativo ed accademico. Purista rispettoso vestito di personale ambizione propria di chi porta in scena originali variazioni sul tema. Impossibile non riconoscersi. Impossibile non riconoscerlo. Parliamo di un nome che si lascia sottolineare nella canzone d’autore bolognese prima, italiana poi. Parliamo di Mirco Menna, la voce e frontman – per qualche tempo – del Parto Delle Nuvole Pesanti, parliamo dell’autore di dischi come “Ecco” oppure “…e l’italiano ride”, parliamo di un bohémien francese dal sapore “anarchico”, parliamo di oggi e di un disco che ha voluto realizzare rigorosamente dal vivo per rendere omaggio e, per usare le sue parole, per riconoscere la musica eterna di Domenico Modugno. L’ultimo disco di Mirco Menna infatti si intitola “Io, Domenico e tu”, a breve disponibile anche per la distribuzione tradizionale ma già da tempo nel mercato digitale, pubblicato dalla Protosound Records lo scorso mese di Agosto.

Menna incide così nel tempo e nello spazio il concerto che da mesi ormai porta a spasso per l’Italia, al fianco di musicisti d’eccezione come Enrico Guerzoni al violoncello, Maurizio Piancastelli alla tromba e tastiere e Roberto Rossi alla batteria, percussioni, flauto e cori. Tra gli ospiti nomi importanti della nuova scena autorale italiana, come Mario Incudine (nel brano “La donna riccia”) e Patrizia Cirulli (nel brano “Tu si ‘na cosa grande”).

Io, Domenico e tu” è un prezioso cofanetto per raccontare oggi la storia di un grande passato discografico del nostro paese, brani che forse oggi arrivano ai più giovani macchiati di tante plastificate rivisitazioni utili al mercato e che forse raramente si ritrovano per strada e alle orecchie di tutti vere e sincere come i nostri genitori erano abituati ad ascoltarle. 17 Tracce, di cui 3 sono lunghi e accattivanti medley in cui a vincere è l’estro di Mirco Menna nel cercare soluzioni che possano far da collante a mondi spesso incongruenti. Interessante e “originale” la scelta di inserire proprio in uno di questi medley e in un arrangiamento particolare “Nel blu dipinto di blu”, il brano che invece tutti ci aspetteremmo di ascoltare celebrato in pompa magna in un progetto del genere.
A chiudere la track list del disco anche un brano edito e composto da Mirco Menna dal titolo “Chi mi facesti fari”, realizzato con la Banda d’Avola.
Un disco Live realizzato presso la Casa della Musica di Trieste, che pecca forse di pulizia e produzione nelle riprese quanto nel mix ma che in fondo restituisce tutta l’emozione di un lavoro sentito prima nel cuore e poi tra le corde di una chitarra.

Grazie a Marco Pinti


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