Indie Tune: il nuovo disco di Gerardo Balestrieri

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Se potessimo raccontare le strade, i colori, il tempo, le facce e tutte le lingue incontrate lungo un viaggio durato almeno 30 anni? Che musica sceglieremmo? Beh forse questa è una delle risposte racchiuse in un opera che a detta dei sapienti merita solo il secondo posto come miglior disco del 2013 al Premio Tenco per la sezione interpreti. Cantautore apolide, cantautore del mondo, cantautore che ci racconta in 6 lingue il suo viaggio e il suo modo di stare al mondo. Gerardo Balestrieri ci regala in questo 2013 il suo nuovo lavoro che intitola “Quizas“, pubblicato da Interbeat Records e distribuito da Egea.

Un disco che non vuole avere tempo, non vuole avere bandiera di stato, ne un colore specifico. Un disco che non vuole essere altro che il semplice racconto di un viaggio attraverso quelle celebri scritture che hanno contaminato il percorso umano e professionale di Balestrieri, un disco che non è certo destinato ai sottofondi musicali, ai riempitivi da salotto, ad un ascolto casuale e distratto come quello fatto da computer e i-pod. Un lavoro preciso, culturale quanto sociale, geografico quanto storico, letterario quanto poetico. Un viaggio tra le balere, all’inseguimento dell’amore perduto, nell’immaginario di un cinema d’autore, nelle sonorità cosmopolite, in quel meltin pot musicale in cui lo stesso Balestrieri gioca e si diverte a dar voce a strumenti che forse non suonerà mai dal vivo.

L’arte della musica al servizio di quella necessità che vuole depurarsi e restituire lo spazio a quei valori che la sufficienza dell’ordinario di oggi ha tralasciato per strada. Il tutto e subito non è una storia che riguarda i grandi viaggiatori di ogni epoca.

Gianluca Clerici


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