Indie Tune: l’addio alle Chimere e il nuovo disco di Ottodix

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Arriverà un videoclip. Diventerà un intero cortometraggio. Ad ora, forse prima del disco e durante il suo tour, 10 installazioni, mostre, città che ne faranno da culla e un percorso a cavallo tra storia e mitologia, tra superstizioni e profondi radici di un sociale di oggi. Come dire poi che tutto questo è anche suono? Un nuovo disco per uno degli artisti più visionari e trasgressivi del nostro tempo contemporaneo. Alessandro Zannier, che in arte conosciamo come Ottodix, ci regala “Chimera” un disco uscito lo scorso 10 Novembre 2014 per Discipline Records, in distribuzione fisica e digitale.

Realismo, Futurismo, elettronica psichedelica e visioni industriali. La morte degli ideali pettinati per la scena, del perbenismo e delle ideologie ben confezionate, di un bel costume recitato da una massa soggiogata ad un potere che ci provoca alla morte sociale. Che in fondo, siamo tutti complici di una crisi che arriva fino ad oggi e continuerà anche domani.
Un rimando continuo, testuale piuttosto che sonoro, a questo concetto di vertice che governa su un popolo che dev’essere burattino comandato a dovere. E alla fine ci abitueranno a volerlo diventare. Scopriremo gli Anti-Eroi che saranno gli artisti, i visionari, coloro che andranno contro tendenza perchè persino figure istituzionali come gli “Eroi” verranno marchiati dalla giusta etica del potere.
Tra le righe si incita alla rivoluzione o la si decanta passo dopo passo.

“Chimera” è un opera, non un semplice disco. “Chimera” racchiude il mondo del ‘900 con sfumature sonore riproposte oggi, elettronica e sperimentazione, installando qualche cameo strumentale tra una canzone e l’altra, vere e proprie tele dipinte di getto su un muro di cemento estratto dai resti di una grande guerra.

Il mondo visionario di OTTODIX si conferma in questo quinto disco e si rende più vivo e “saccente” che mai, ricco di quella affascinante presunzione di conoscenza e di presagio che solo un Artista sa come gestire al meglio per tradurla in strumento di creazione e non solo di banale vanto di parole con gli amici del bar.

Marco Pinti


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