Indie Tune: semplicità e passione nel nuovo singolo di Paolo Tocco

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Eccolo tornare in scena, il cantautore e produttore abruzzese Paolo Tocco, in scena e senza troppa presunzione e prestezza come d’altronde ci ha abituati con il suo primo disco lontano ormai di cinque anni. Un primo disco dal titolo “Anime sotto il cappello” che riscosse successo e apprezzamento nella ristretta quanto pregiata cerchia dei cultori di musica d’autore italiana. Ma poi il vizio scappò di mano anche al pubblico pagante (giusto per restare in tema di citazioni) e da lì un tour italiano fino al suo vero lavoro di produttore e promoter.

Paolo Tocco oggi ci regala il primo estratto dal titolo “Aveva Vent’anni”, prima anticipazione di questo secondo disco che vedrà la luce in gennaio, salvo felici imprevisti. Una ballata semplice, radiofonica, accattivante dal testo tutt’altro che scontato e diretto. Si canta di un omicidio passionale, un serial killer, una pazzia d’amore immersa in una visione abbastanza ipocrita della morale e del giudizio degli altri.

Scrivo per gioco e per passione, non ho niente da insegnare a nessuno né sono il genio capace di inventare qualcosa di nuovo. Scrivo quel che mi piace e che mi viene naturale, confezionando con il mestiere che so fare e che cerco di esprimere al massimo delle capacità. Dico sempre che questo disco è lo specchio qualitativo e produttivo della Protosound come dell’orecchio esperto di Domenico Pulsinelli, che ha disegnato suoni e arrangiamenti…

“Aveva Vent’anni” è anche un video che vi riportiamo di seguito. Una clip semplice ma ben fatta, autoironia e satira di ciò che è andato forse troppo di moda negli ultimi tempi. Personaggi improbabili o gente di tutti i giorni. Una danza improvvisata su un ritornello accattivante. Quasi a parafrasare il disco che verrà il cui titolo sarà “Il mio modo di ballare”:

Non so assolutamente ballare. Anzi, quando voglio prendermi in giro ballo esattamente come vedete fare in questo video. In realtà il titolo del disco è tratto dalla frase principale che si ripete nell’inciso di un brano molto importante per me e per la mia vita personale. Un lavoro che racconta l’ipocrisia nelle sue mille sfumature, il proprio modo di vivere la vita, dietro mille maschere oppure cercando di reagire alla finzione che copre ogni cosa. Se ci pensiamo, ognuno ha il proprio modo di ballare, in fondo…

Allora attendiamo il nuovo anno per assaggiare tutto questo nuovo capitolo discografico di Paolo Tocco. E dopo tanti anni dedicati alla musica degli altri, forse, è arrivato il tempo di pensare a se stessi.

Marco Pinti


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