Jovanotti, anteprima dell’intervista a Max

E’ un Lorenzo Cherubini a ruota libera quello che viene presentato nella lunga intervista al mensile Max, in edicola a partire da martedì 2 agosto. Jovanotti parla senza peli sulla lingua di Berlusconi, della libertà, del futuro dell’Italia, dei cantautori, e di molto altro ancora…ecco alcuni fra i passaggi più significativi dell’intervista.

Jovanotti Anteprima Intervista Max

Berlusconi e l’Italia: “Berlusconi mi fa tristezza…ma non riesco a vedere in lui il dittatore che molti indicano, il soggetto contro il quale il popolo si dovrebbe sollevare. Bisogna guardare a chi oggi ha vent’anni e di Berlusconi se ne strafrega, sono loro la speranza…l’Italia è tutta da fare!”

Musica e libertà: “Molte delle mie nuove canzoni hanno a che fare con il concetto di libertà…rimane la cosa fondamentale sulla quale ragionare, ma cos’è la libertà è ancora una questione aperta e lo rimarrà a lungo. Io mi ci arrovello, ci giro intorno, ne avverto la forza…l’idea di libertà penso sia ben sviscerata in ‘The Truman Show’, uno dei miei film cult”.

Cantautore, parola del passato: “Per anni solo da noi si è divisa la musica in cantautorale e leggera. Cantautore è una parola che esiste solo in Italia e l’hanno inventata per dividere i buoni dai cattivi…hanno distribuito patenti politico/musicali che il tempo per fortuna ha reso ridicole”.

Sul successo: “Una canzone forte è il risultato di più elementi, è un mix di testo, melodia e armonia, che devono essere proposti attraverso un sound giusto. Chemical Brothers, Prodigy, Deadmau5 hanno generato un mondo musicale capace di rinnovare il linguaggio del rock. La ‘club culture’ è un fatto importante della musica, forse quello più rilevante”.

Arte e provocazione: “La provocazione mi piace quando è inconsapevole, spiazzante, imprevedibile…gli artisti provocano per natura, se un’artista non è provocatorio non è nemmeno un’artista. Se però la provocazione diventa un mestiere perde autenticità”.

Arte ed egoismo: “Un artista è come una donna sempre incinta alla quale si permette tutto o quasi ma bisogna che ogni tanto partorisca qualcosa di umano. L’egoismo è tollerabile all’infinito nella sua arte, non nei rapporti umani!”.

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