Jovanotti, sul concerto di Padova ecco il comunicato ufficiale di artista e promoter

Dopo le polemiche successive al concerto di Jovanotti a Padova, prima interrotto e poi ripreso, è arrivato oggi il comunicato ufficiale del promoter che pubblichiamo integralmente di seguito: <<“Scrivo agli amici” – così recita una nota ufficiale dal profilo Facebook di Jovanotti – “che a Padova hanno deciso di andarsene dopo la “tempesta”. Prima di tutto sappiate che mi dispiace e non considero senza senso la vostra incazzatura o amarezza. Ho saputo che alcuni di voi, pensando che il concerto non avrebbe ripreso ha lasciato lo stadio. Risalendo sul palco non l’avrei mai detto, anzi mi sembravate di più che all’inizio, forse era la voglia di ripartire. Mi dispiace che abbiate deciso di andare via pensando che fosse finita lì (chi ve lo ha detto?), mi dispiace che abbiate preso l’acqua, che vi siate persi la ripresa del concerto, perchè è il “nostro” concerto e siete venuti allo stadio per passare una bella serata. Nessuno ha mai detto che il concerto non sarebbe ricominciato. C’è stato un nubifragio, d’estate succede, è successo durante molti concerti e se ci sono le condizioni si riprende, anche dopo uno stop lungo.
Abbiamo atteso il tempo necessario per capire se si poteva riaccendere in sicurezza e con tutte le garanzie per il pubblico.
Quando ci hanno assicurato che la tecnologia (strumenti, impianto ecc.) era in grado di funzionare io e la band siamo risaliti e non abbiamo tagliato nemmeno una canzone dalla scaletta. Durante la pausa mi hanno detto “il pubblico non va via, sono tutti lì” e io non sono in grado di vedere se, di 37mila persone, ne manca qualcuna. Le mie informazioni al momento della ripresa erano che c’eravamo tutti, bagnati fradici ma tutti lì per il concerto.
E’ il rock’n’roll, è la musica live. C’è chi suona sotto i bombardamenti, figurateci se ci lasciamo intimidire da un temporale di stagione, per quanto violento. Ci si ferma, si spegne l’impianto, si asciuga quello che serve e passa la tormenta si riaccende e si ricomincia.
Vorrei fare gli occhioni che fa John Belushi alla sua fidanzata incazzosissima ne ” i blues brothers” ma io a differenza del suo personaggio non vi ho tradito, non vi ho abbandonato, non vi ho trascurato, anzi!!! ma una cosa l’ho fatta proprio come lui : ho fatto di tutto per salire su quel palco e attaccare la prossima canzone.
Sono sicuro che Zed , che è un organizzazione ottima, davvero una delle migliori tra quelle di promoter di concerti , troverà il modo di riconfermare la vostra fiducia.
Io quello che posso dirvi è che ho fatto il concerto fino in fondo perchè quello è il mio modo per non tradire la fiducia di chi è venuto lì .
Per ora vi saluto e non vi chiedo di non essere arrabbiati con me, capisco che sono io quello con la faccia sul manifesto quindi cosa posso pretendere? è vero, anche se io, quello sul manifesto, sto sul quel manifesto proprio perchè piuttosto che annullare un concerto già iniziato e con 37mila persone… me lo faccio a nuoto!

Le parole di Lorenzo” – commenta Zed – “valgono più di mille ricostruzioni: è stata una serata certamente difficile, ma al tempo stesso ricca di una speciale energia positiva, grazie ad un artista straordinario e al suo pubblico che insieme hanno dato vita ad uno spettacolo veramente unico“.

L’artista, prima di scendere dal palco dopo l’inizio del forte temporale imprevisto, ha comunicato al pubblico la volontà di riprendere lo spettacolo non appena le condizioni meteo e tecniche l’avessero permesso. Durante il periodo di sospensione, i responsabili del servizio d’ordine della Questura, dagli altoparlanti, hanno comunicato, due volte, che si stavano valutando le condizioni meteorologiche, tecniche e di sicurezza per consentire la ripresa dello show. Lo stesso Lorenzo, dal suo profilo Twitter, così come Zed dal suo profilo Facebook hanno tenuto informato in tempo reale il suo pubblico. Il numero degli annunci fatti era quello previsto dal protocollo di questo tipo di emergenze, in quanto un pubblico tanto numeroso non può essere sollecitato da continui messaggi che avrebbero potuto compromettere le condizioni di piena sicurezza: distendere i tempi di un messaggio significa anche rapportarsi ai flussi di spostamento delle persone.

Inoltre, proprio perché è stata indicata al pubblico la possibile ripresa dello show, per agevolare la permanenza degli spettatori del prato, di concerto con i Vigili del Fuoco e le Forze dell’Ordine è stata eccezionalmente predisposta l’apertura, dal prato, delle tribune coperte: una disposizione straordinaria per le delicate normative di sicurezza legate all’uso dello stadio. Del resto, in casi eccezionali come quelli verificatisi sabato, riuscire ad ottenere l’unanimità dei consensi è pressoché impossibile. Sul fatto che la nostra intenzione fosse quella di proseguire, c’è stata chiarezza fin dall’inizio: prima con l’annuncio di Lorenzo, poi con altri due messaggi diffusi dagli altoparlanti, mentre i tecnici erano intenti – con l’incoraggiamento della platea, tra l’altro – al ripristino dell’impianto. Chi ha lasciato la struttura convinto che lo spettacolo fosse finito è stato informato male da qualcuno che non aveva i titoli per farlo.

Lo show, dopo tutti gli accertamenti tecnici e di sicurezza del caso, gestiti congiuntamente con le Forze dell’Ordine presenti, i tecnici abilitati, l’artista, i musicisti, tutto lo staff tecnico di produzione, il suo management e il produttore esecutivo del tour italiano, Maurizio Salvadori, di Trident, è ripreso nell’ordine originario.

Evidentemente – dichiara Maurizio Salvadori – qualcuno dei presenti sarà anche andato via, visti i problemi di orario o magari tratti in inganno da qualche passaparola non ufficiale. Lorenzo, scendendo dal palco, aveva annunciato la possibile ripresa dello spettacolo e, oltre a ciò, come tutti potevano vedere guardando il palco, dalle 22.30 ci siamo prodigati per mettere in atto tutte le necessarie verifiche per far ripartire il concerto. A nostro avviso è stata la migliore soluzione, tanto che è stata apprezzata dalla quasi totalità del pubblico, che infatti è rimasto allo stadio.
L’eventuale ipotesi di riprogrammare il concerto in data successiva avrebbe comportato una serie di problematiche per il pubblico. Innanzitutto, la disponibilità di poter essere presente ad una nuova data, quando oltre la metà del pubblico arrivava da tutto il nord Italia e inoltre da considerare anche che il biglietto di ingresso allo stadio spesso viene perso, rovinato (spesso diventa irriconoscibile, in particolare in caso di pioggia).
Qualora fosse stato necessario annullare il concerto per problemi tecnici, prima bisognava verificare la possibilità di recuperarlo, anche in considerazione alle date successive e tutti i delicati meccanismi collegati. In ogni caso rinviare un evento significa aprire una serie di problematiche per il pubblico legate a molteplici fattori che avrebbero comportato una serie di criticità maggiori rispetto alla decisione di riprendere lo spettacolo.
I concerti si vivono per quello che accade, imprevisti compresi: dalla percezione che si aveva allo Stadio sabato sera, l’annullamento non sarebbe stato affatto apprezzato dal pubblico.

“Siamo convinti” - concludono Maurizio Salvadori e Zed – “che questa sia stata la scelta di più grande rispetto per il pubblico”.>>

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