Master in Comunicazione Musicale, Gianni Sibilla presenta il corso

master in comunicazione musicale cristiano godano

Per il terzo anno consecutivo ospitiamo volentieri sulle nostre pagine il collega caporedattore di Rockol, nonchè responsabile del Master in Comunicazione Musicale dell’Università Cattolica di Milano, Gianni Sibilla per scambiare con lui qualche battuta sul corso in questione giunto oramai all’undicesimo anno di attività.
L’anno scorso ti avevamo chiesto <<Il Master in comunicazione musicale compie dieci anni, che effetto fa sentirsi già così ‘grandi’?>>. Sta per iniziare l’undicesima edizione, la prima di un nuovo decennio, quali sono le novità più importanti rispetto al passato?
Squadra che vince non si cambia, diceva qualcuno… Scherzi a parte: la struttura portante del Master è sostanzialmente quella dell’anno scorso. Però il lavoro costante che facciamo assieme ai nostri docenti è quello di aggiornare i contenuti dei corsi, guardando quello che succede nel mondo della musica, incorporando nelle lezioni  le nuove direzioni e l’analisi degli sviluppi del sistema, per dare stimoli, strumenti di analisi e capacità ai nostri studenti.

Sono già stati coinvolti docenti “famosi”, qualche obiettivo per la nuova stagione? Qualche nome che vorresti svolgesse una lezione particolare?
I nostri docenti “famosi” sono soprattutto due, due garanzie: Omar Pedrini e Cristiano Godano dei Marlene Kuntz; sicuramente avremo qualche altra testimonianza eccellente durante il corso. Ma eccellenti sono anche i nostri altri docenti, che magari non sono “famosi” come gli artisti, ma sono stimatissimi operatori del settore musicale, che sanno raccontare, spiegare e insegnare la loro professione. Ce ne sono davvero tanti, nel nostro master: uffici stampa, operatori dei media, discografici, promoter…
Quali nomi vorrei portare? tanti… Ne dico uno: alla prima edizione del Master, venne Bertis Downs, manager dei R.E.M., persona squisita e ipercompetente, uno che vede il music business da una posizione davvero importante. Avrei voluto riportarlo per fargli raccontare questi dieci anni di industria della musica, e abbiamo provato assieme diverse volte a fissare una data. Ma in questi anni non siamo mai riusciti ad incastrare le sue presenze in Italia con i tempi delle lezioni. E’ venuto spesso al seguito della band, ma sempre in momenti in cui la didattica del Master era già finita, o doveva ancora iniziare. Spero che prima o poi si riesca ad organizzarsi. E magari mi faccia la sorpresa di portare a lezione qualcuno che conosce bene…

Dieci anni fa avresti pronosticato una longevità e un successo tale per il Master?
E’ andato oltre ogni  aspettativa. E’ un corso nato quasi per scommessa, per parlare di musica in Università, per riflettere seriamente sui suoi meccanismi, e per dare un’opportunità a chi vuole lavorare nella musica, creando un percorso professionale. Oggi sono per noi cose quasi normali, nel senso che le facciamo da anni. Al tempo era tutto da inventare… Ed è stato bello farlo, ed è bello reinventarlo ancora adesso, anche se su una base più solida.

Vista l’attuale situazione economico-sociale e la crisi del mercato del lavoro, quanto avvenire credi abbiano i “mestieri” della musica? Dall’artista, all’operatore di settore, al giornalista etc…
La musica andrà sempre comunicata, ci vorrà sempre qualche professionista che aiuti a far arrivare al pubblico un disco, una canzone, un video, una notizia o un concerto. Le crisi sono sempre delle opportunità, e anche i mestieri della comunicazione musicale, quelli di cui ci occupiamo noi, stanno cambiando. Ma un futuro ce l’hanno eccome…

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