Le dieci migliori colonne sonore della storia del cinema, secondo noi ovviamente

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Come per i dischi, anche per le colonne sonore ognuno ha le proprie classifiche personali. Di ottime soundtrack è piena la Storia del cinema, per cui è anche difficile pescare nel mucchio e decidere le migliori. L’elencone che segue, quindi, non ha né intenti metodici, né ambizioni universali. È semplicemente – per l’appunto – un elencone. Con dentro tanta buona musica presa da altrettanti buoni film (ma niente musical, che altrimenti non vale!).

IL BUONO, IL BRUTTO, IL CATTIVO – Siamo un po’ alla questione di cui sopra: scegliere il più significativo tra i lavori di Ennio Morricone è come cercare di stabilire se fosse più forte Pelé o Maradona. Nello stereo ci finisce la colonna sonora di questa pellicola del ’64 di Sergio Leone soltanto perché, beh, qualcosa bisognava pur scegliere, altrimenti diventava l’Elencone di Morricone.

ARANCIA MECCANICA – Irriverente, geniale e feroce proprio come il film di Stanley Kubrick, la colonna sonora firmata da Wendy Carlos (che all’epoca era ancora Walter Carlos… ebbene sì) assoggetta alla propria volontà brani di musica classica di tizi “sconosciuti” tipo Rossini o Beethoven e li accosta a segmenti di elettronica, o ancora li reinterpreta, senza mai mostrare il minimo timore reverenziale.

APOCALYPSE NOW – Apocalipsi nàu, regia di Francis Ford Coppola, musiche dei Doors, recitava il bizzarro Fiabeschi davanti a un professore in Paz, film dedicato alle opere di Andrea Pazienza. Va bene, dei Doors in realtà c’era solo una canzone, The End, posta all’inizio del film, ma che da sola faceva più danni del napalm al mattino. Se poi ci aggiungiamo l’assalto degli elicotteri sopra la Cavalcata delle valchirie di Wagner, beh, è un massacro.

PROFONDO ROSSO – Dario Argento avrebbe voluto i Pink Floyd. E invece si dovette “accontentare” dei Goblin. Senza nulla togliere a Waters e soci, ma tutto sommato è andata bene così: ancora oggi il tema principale del film fa accapponare la pelle.

WILD STYLE – L’hip hop nel suo periodo epico e pionieristico, quando ancora i bling bling erano molto lontani. Sulla colonna sonora che include pezzi di Grand Wizard Theodore e Busy Bee (peraltro saccheggiata in decine e decine di sample) hanno imparato a rappare generazioni di mc.

TRAINSPOTTING – La compilation perfetta, quella che ognuno di noi avrebbe voluto incidere su cassettina per fare colpo sul suo amore adolescenziale. Iggy Pop, Blur, David Bowie, Lou Reed, Underworld, Leftfield, Primal Scream sono solo alcuni dei fuoriclasse che formano l’allstar messa in campo per questa colonna sonora.

ETERNAL SUNSHINE OF A SPOTLESS MIND – Non c’è solo il fantastico lavoro svolto da Jon Brion, ma anche un ottimo Beck in Everybody’s Gotta Learn Something, i Polyphonic Spree e l’Electronic Light Orchestra. E no, proprio non ce la si fa a usare il titolo italiano di questo film di Michel Gondry.

IL FANTASTICO MONDO DI AMELIE – Anche un po’ di leggerezza non guasta, soprattutto se siete d’umore sognante. La colonna sonora del compositore francese Yann Tiersen è di quelle che vivono di vita propria al di là del film.

LO CHIAMAVANO TRINITÀ – Niente da invidiare a qualsiasi film di Sergio Leone e nemmeno alle colonne sonore di Morricone. Il lavoro svolto da Franco Micalizzi con le musiche del film trova il suo apice nel tema fischiettato di Trinità.

PULP FICTION – La cura maniacale che Quentin Tarantino pone in ogni aspetto dei suoi film si rispecchia anche nella selezione delle tracce per le colonne sonore. Pulp Fiction non è che un esempio, ma un qualsiasi altro suo lavoro (vedi ad esempio Kill Bill) poteva comparire in questo elenco.

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