I migliori concerti del 2012: il fastidioso riepilogo di fine anno

I migliori concerti del 2012. Oppure gli eventi su cui c’è qualcosa da dire nel 2012. Vabbè come volete, l’importante è che in tempi di crisi o di macchinazioni massoniche internazionali la musica dal vivo non manchi mai. Del resto poco importa tanto prima o poi moriamo tutti. Non mi sono mai piaciute le classifiche, a meno che non siano fatte apposta per far discutere e quindi aumentare i numeri su analytics. Però dato che il pezzo lo sto scrivendo io non farò classifiche. O meglio vi dirò l’unico concerto palesemente fuori classifica così mi levo il pensiero. Troppo facile. Vero. Bruce Springsteen and The E-Street Band. Se non avete visto i tre show di giugno 2012 vedete di comprarvi in tempo i biglietti per le date del 2013. Fatelo e basta anche se vi fa schifo Springsteen su disco (poveri babbei, ndr), perché una cosa del genere non l’avete mai vista e non la vedrete mai. Il concerto di Milano a San Siro è stato qualcosa di unico, di irripetibile, di difficilmente superabile anche nell’occasione che si presenterà al Boss il prossimo 3 giugno.

Altre band però hanno tenuto fede al proprio nome, regalando emozioni colossali durante i propri concerti. Andando strettamente in ordine cronologico e saltando a forza gli artisti italiani (di cui a me personalmente non frega una sega vivendo all’estero ma tant’è, leggete in massa solo le notizie su Sanremo e X Factor quindi scriveremo qualcosa anche su di loro più sotto, ndr), il primo botto al cuore è arrivato con Roger Daltrey, che ha portato in Italia la rock opera più grossa di sempre a marzo, quindi a maggio i Metallica hanno sballato Udine (benché un open air a quella latitudine a inizio maggio sia stata una follia) mentre i Coldplay hanno affermato la loro supremazia nel panorama pop-rock a Torino con anche quella pacchianata colossale dei braccialetti colorati telecomandati.

A giugno e luglio non si capiva nulla tante erano le date in programma. La cosa si ripeterà anche nel 2013, con un calendario concerti ancora più fitto. Belli tanti eventi per carità, ma alla lunga va a finire che molti show floppano di brutto, sia perché costano l’iradiddio, sia perché sono promossi male; tuttavia la motivazione principale è che se devo scegliere ed è un periodo di merda in cui di soldi ne ho sempre meno, magari piangerò a vita ma non riesco a vedermi sia i Soundgarden (che hanno suonato da dio e sono dei grandi, ma vedere solo tremila persone a Rho è stato terribile, ndr), sia il Metalfest (uno dei festival itineranti peggio gestiti nella storia della Repubblica) e poi avere ancora due lire per andare al Gods Of Metal a vedere zio Ozzy. Che poi al Gods han suonato bene quasi tutti, la tristezza però di vedere quattro gatti coi Manowar e diecimila persone scarse con i Guns N’ Roses autori di un concerto favoloso fa parecchia tristezza. Ma questi sono cazzi tuoi che sei metallaro Sisa, e in parte è vero. Io però me ne sono andato al Download a vedere Iommi e voi a malapena avete visto Zakk Wylde sporcare i solo di Rhoads ancora una volta. Vabbè.

Nel mezzo a metà giugno è arrivata anche Madonna per tre date: tutti identici e precisi al millisecondo gli show, tutto coreografato a modo, tutto calcolato alla perfezione, forse anche qualche playback di troppo. Resta il fatto che una marea di gente è andata comunque a vederla e si è goduta una bella serata. Dicono però che Lady Gaga a ottobre al Forum le abbia spezzato le reni, cantando tutto dal vivo e suonando per ben più di un’ora e quaranta scarsa. Punti di vista per carità, la battaglia è ancora aperta per capire chi diavolo sia la Queen Of Pop del nuovo millennio! La lotta è talmente interessante che per riflettere meglio sull’argomento siamo andati a Berlino a vedere i Pearl Jam, ma per carità che le ostilità continuino! WoW!
Parlando di festival andati ammale non si può dire che sia andata bene per l’Heineken 2012. Certo i concerti di Prodigy e soprattutto dei The Cure sono stati eccezionali (i Red Hot bravi al solito ma oramai non hanno più voglia di sbattersi), ma come affluenza questa è stata forse una delle edizioni peggiori degli ultimi dieci anni. Anzi senza forse. A luglio invece tra Rock in Roma e Milano Ricorso al Tar Festival di nomi fighi ne sono passati a iosa (anche se i 10 Giorni Suonati a Vigevano son sempre una bellezza specialmente per il contorno che si crea). Tuttavia abbiamo di gran lunga preferito il Nord-Est, che ha piazzato tanto per fare due nomi agli antipodi il redivivo Billy Idol vicino Padova e i Duran Duran nella superba cornice dell’Arena di Verona. O ancora i Foo Fighters a Codroipo giusto prima di Ferragosto, per un concerto strepitoso da cui siamo usciti pesti come non mai. Rock in Idrho ed I-Day si sono tagliati le palle a vicenda, annullando l’esibizione degli headliner (Rancid e Green Day rispettivamente) per motivi diversi ma comunque pesanti da digerire per il pubblico accorso. Questo ha tuttavia dato ancora più lustro all’eccellente A Perfect Day 2012, in cui le super band ultra indie che hanno un contratto con le major hanno davvero dato spettacolo in una cornice strepitosa.

A settembre ci sono stati solo i Radiohead, autori grandiosi di quattro concerti strapieni (e forse giusto un terzo dei presenti ha capito per davvero la musica di Yorke e compagni mentre gli altri eran lì per sentire Paranoid Android a dir tanto) che hanno confermato quanto siano grossi questi ex ragazzi oramai autentica istituzione dei Nostri tempi. A ottobre invece di istituzionale c’era meno di zero nel concerto dei Tenacious D, attesi tipo messia da un fracco di persone, quasi come fosse l’evento dell’anno vedere Jack Black e l’altro tizio bonzo di cui nessuno conosce il nome sul palco. Bé è stata una serata da ricordare, lo show è stato ottimo e il fatto che l’intervista ai due per il web l’abbia portata a casa solo il Nostro LG è stato ancora meglio. Chi invece continua a fare di meglio anno dopo anno è Matt Bellamy coi Muse, autori a Bologna e Pesaro di due serate perfette, forse fin troppo meccaniche ma è oramai innegabile come questa band sia diventata un riferimento assoluto nelle nuove leve del rock mainstream. Infine ha fatto parecchio rumore anche l’esibizione dei Black Keys a Torino, un sold-out difficilmente immaginabile dodici mesi fa che ha però confermato l’ascesa di questa promettente band. Giovani promesse anche gli Stones tornati sul palco a fine anno e non male anche il concerto di beneficenza 121212. Robina che a confronto il pur eccellente e nobilissimo Italia Loves Emilia (ne facessero uno all’anno perché ignobili battute a parte è stata proprio una bella serata qualitativamente parlando, a prescindere dall’aspetto sociale) sembra una sagra paesana.

Ok abbiamo iniziato a parlare degli italiani. Intanto Celentano è tornato a suonare dal vivo. Prima serata oscena, seconda molto meglio. E se la gente va ancora fuori di testa per il Molleggiato dopo tutto questo tempo vuol dire sia che lui comunque è un grande, piaccia o meno, sia che siamo un paese di vecchi allucinante e resteremo tali per sempre. Detto ciò, con mia immensa sorpresa, il trionfatore dell’anno parlando di artisti nazionali è Cesare Cremonini. Dal vivo fa pieno ovunque, l’ultimo disco è stato osannato dappertutto. A me non piace  e continua a suonare inoffensivo oltre che una versione cantautorale per famiglie che portano i bimbi all’oratorio, ma questo non significa nulla, anzi quando c’è da rendere merito al merito tocca farlo senza tanti giri di parole. Bene anche i Negrita, che dal vivo iniziano davvero a non temere più nessun confronto con colleghi ben più noti, e assai bene (ma questo era più prevedibile) anche i colossi rispondenti al nome di Tiziano Ferro e di Biagio Antonacci.

Chiudiamo uno dei pezzi di commento più inutilmente esaltati e offensivi di sempre citando qualche altra chicca sparsa che non ho nominato sopra: Florence + The Machine che esauriscono a tempo record il Forum è qualcosa che ancora non riesco a spiegarmi, ma la qualità anche a questa latitudine c’è, poco da dire. Bon Iver che non riempie del tutto l’Alcatraz invece è abbastanza una sorpresa, mentre non lo è per nulla il tasso di droghe che si respirano nell’aria durante l’ora indemoniata dei malatissimi Die Antwoord (wikipedia e poi youtube subito se non li conoscete; meritano, ndr). Infine nota di merito per i Pulp sperduti sempre a Nord-Est quest’estate (concertone seguito da pochissimi fortunati) e per gli Obscura in mini tour italiano per brutallari incalliti a marzo. Dimenticato qualcosa? Sicuramente, ma sti cazzi il mondo è bello perché è vario. E soprattutto è ancora più bello se c’è tanta musica dal vivo con cui potersi divertire.

Paolo Sisa

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