Olimpiadi Londra 2012 cerimonia di chiusura

Scritto da il 13 ago 2012

Olimpiadi Londra 2012 cerimonia di chiusura

Si è appena conclusa la Cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Londra 2012. Similmente a quanto accaduto nella Cerimonia d’apertura di due settimane fa, la musica è stato il perno attorno al quale è ruotato l’intero evento, nonostante la parata finale degli atleti delle nazioni partecipanti ai Giochi e l’assegnazione delle medaglie ai maratoneti protagonisti in mattinata. Avendo sovrabbondanza di musicisti su cui poter contare, gli inglesi hanno organizzato il tutto in grande stile, tanto che persino le coreografie hanno potuto contare su musica di rockstar britanniche (la parata di modelle è stata sostenute dalle note di “Fashion” di David Bowie). Per il resto, fra gli artisti in carne ed ossa scesi nello stadio Olimpico, si è optato per un buon bilanciamento fra celebrità del pop contemporaneo made in UK e nomi che hanno fatto la storia del rock. Non a caso la serata è stata intitolata “A Symphony Of British Music“. Ad aprire questa ‘sinfonia’ ci ha pensato Emeli Sandè, seguita dai Madness con “Our House“, dai Pet Shop Boys e dai nuovi idoli delle ragazzine, gli One Direction. Dal presente poco fulgido si passa in pochissimo tempo al dorato passato, con Ray Davies dei The Kinks a intepretare un vecchio successo della sua band, “Waterloo Sunset”. E’ poi la volta del ricordo di John Lennon, con la sua “Imagine” intepretata da un coro di ragazzi e introdotta dalle note di “Bohemian Rhapsody” dei Queen. Il programma è davvero ricchissimo: è il turno di George Michael, completamente ristabilito dalla gravissima forma di polmonite che l’aveva colpito alcuni mesi fa, che intepreta due fra i suoi più grandi hit, “Freedom” e “I’m Alive“. C’è ancora tempo per i Kaiser Chiefs che coverizzano “Pinball Wizard” dei The Who, per Annie Lennox degli Eurythmics in veste solista con “Little Bird“, per Ed Sheeran che con Nick Mason dei Pink Floyd alla batteria canta “Wish You Were Here“, per Russell Brand che invece si cimenta con “I Am The Walrus” dei Beatles. Arriva il momento dedicato alla dance passata presente e futura, con Fatboy Slim che introduce Jessie J e, poco dopo, i due rapper Tinie Tempah e Taio Cruz: in seguito, questi ultimi tre uniranno le loro voci per intepretare i Bee Gees. Alla kermesse avrebbe dovuto partecipare anche Adele, ma la cantante ha fatto sapere tramite twitter che non ci sarebbe stata; sono presenti invece le Spice Girls, tutte e cinque, riunite solo per l’occasione in un medley dei loro due più grandi successi, “Wannabe” e “Spice Up Your Life“. Se ne sentiva il bisogno? Probabilmente no, ma lo spettacolo è talmente ben organizzato che non ce ne si accorge. La parata di stelle ‘brit’ continua con una delle più iconiche degli anni Novanta, ossia Liam Gallagher che insieme ai suoi Beady Eye intepreta un classico degli Oasis, “Wonderwall“. Dopo il grande Eric Idle (Monty Python) che invita tutti a guardare sempre al lato positivo della vita (“Always Look At The Bright Side Of Life“, classico dell’immenso collettivo satirico), a fine serata vengono calati gli assi più pesanti. Iniziano i Muse, ad oggi uno dei più grandi gruppi pop/rock in sede live, che dimostrano tutto il loro valore con “Survival“; poi, dopo le immagini di Freddie Mercury tratte dallo storico concerto di Wembley del 1986, entra in scena Brian May, che insieme all’altro Queen Roger Taylor alle percussioni e Jessie J come guest alla voce, intona le note di “We Will Rock You“. La serata si sarebbe potuta chiudere anche qui, e infatti la XXX edizione dei Giochi Olimpici termina ufficialmente così, con il passaggio della bandiera olimpica dal sindaco di Londra a quello di Rio De Janeiro, che ospiterà l’evento sportivo nel 2016. Tuttavia c’è ancora spazio sia per i Take That (senza Robbie Williams) sia, appena dopo lo spegnimento della Fiamma Olimpica, per i The Who, che in un tripudio di pyros ed effetti luminosi di ogni tipo suonano in un medley il meglio del loro meglio: “Baba O’Riley“, “See Me, Feel Me” (dalla rock opera “Tommy“) ed il loro anthem per antonomasia “My Generation“. Scelta perfetta per chiudere definitivamente tutto.

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