Parte da Catania l’inchiesta sui giovani, concept del prossimo disco degli Amor Fou

Dopo l’esperimento con i Motel Connection, che hanno scelto i media universitari riuniti nel network Ustation e nell’associazione degli operatori dei media universitari RadUni per lanciare in esclusiva l’ultimo singolo del loro cd, la grande musica e l’approfondimento culturale tornano in rete.

Ustation e RadUni, in collaborazione con ArteVox e attraverso la musica, le riflessioni e i confronti che gli Amor Fou faranno nel mondo giovane e universitario italiano, dipingeranno un affresco della generazione del futuro attraverso l’operazione “E ci chiamano Giovani”.

Noti per il loro “pop d’inchiesta”, gli Amor Fou hanno un approccio musicale che nasce dall’incontro tra la tradizione cantautorale italiana e la curiosità che caratterizzava il cinema d’inchiesta del dopoguerra. La band, dopo l’indagine sulla morale italiana portata avanti con il disco “I Moralisti”, comincia a pensare al concept del prossimo disco: i giovani. E lo farà, per iniziare, con dei video in cui gli Amor Fou si sono interrogati su tre tematiche care ai giovani e non solo, e poi con una talk live dagli studi di Radio Zammù, la radio degli studenti dell’Università di Catania, venerdì 26 novembre 2010 alle ore 17, in streaming video su Ustation.it. La talk live si terrà in occasione del concerto in programma la stessa sera al Clone Zone di Catania. Proprio per questa perfomance della band saranno messi in palio 5 ingressi gratuiti, che verranno regalati all’interno della trasmissione “Aria Fritta” di Radio Zammù.

Lo scopo di questa iniziativa è creare dei momenti di confronto e dibattito che possano diventare spunti e storie di cui parlare nei testi delle canzoni del prossimo disco. I video degli Amor Fou saranno pubblicati su www.ustation.it – sul profilo della band www.ustation.it/amorfou – a partire dal 9 novembre, per 3 settimane consecutive, per sfociare poi nella talk live in cui la band si confronterà direttamente con le domande degli speaker universitari catanesi e di tutte le radio associate a RadUni e presenti nel network Ustation.

“La canzone d’autore non deve più relegarsi sistematicamente alla sola messa in musica del proprio mondo interiore, ma piuttosto tornare ad essere mezzo di lettura e analisi della quotidianità, che resta un incredibile contenitore di esempi e messaggi – dichiara Alessandro Raina, autore dei testi e cantante degli Amor Fou – ecco perchè solo attraverso l’inchiesta è possibile comprendere la realtà e trovare nuove storie di cui parlare”. E in questo esperimento che li porterà a prendere spunti per il nuovo album si affiancano, condividendone i valori, Ustation e RadUni. “Puntiamo molto sulla promozione della cultura musicale – spiega Gianluca Reale, co-founder di Ustation – e questa operazione ci sembra vada nella giusta direzione: dare voce ai giovani attraverso artisti e musicisti sensibili e graffianti, come gli Amor Fou”. Concorde anche Gioia Lovison, presidente di RadUni, quando dice che “gli artisti, al giorno d’oggi, hanno una responsabilità morale nei confronti dei giovani. E una band come gli Amor Fou dimostra, in questo senso, una sensibilità fuori dal comune”.

Gli Amor Fou iniziano questo viaggio tra i giovani e le università interrogandosi su 3 temi scelti dagli studenti dei media universitari:

L’amore nell’era del Web 2.0

Amor Fou ha diversi significati. Amore Folle per come si legge, l’amore che fu per come suona. La fine del romanticismo dell’era moderna, di cui crediamo che una delle cause siano i social network, passati da mezzo rivoluzionario per abbattere le distanze a sviluppare una tendenza ad abbattere i rapporti sociali, a scapito di un romanticismo sempre più virtuale e meno reale.

Libera informazione o informazione libera?

Cosa conosciamo davvero della storia italiana degli ultimi 30 anni? Credete anche voi che il manicheismo tipico della cultura italiana fin dai tempi dei guelfi e ghibellini abbia portato un’anomalia nella comunicazione mediatica, tanto da avere un’informazione strettamente legata alla controinformazione sempre più estremista? Per scrivere canzoni e per parlare dei nostri personaggi noi giriamo l’Italia e parliamo con le persone che la vivono. Siamo molto fortunati a poterlo fare, ma siamo convinti che “far parlare i luoghi” sia il modo migliore per informarsi. Che ne pensate?

Giovani e Lavoro

Che ne pensate di un ragazzo di 30 anni che lascia un lavoro sicuro e ben pagato per inseguire la sua più grande aspirazione, cioè fare il cantautore? Credete come noi che oggi ci si debba forzatamente inventare un lavoro per sopravvivere? E’ finita l’epoca del lavoro sicuro e del lavoro uguale per 40 anni.

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