Parte il 15 ottobre il tour italiano dei Kaufman

Dopo gli ottimi consensi riscossi con l’album d’esordio “Interstellar college radio”, masterizzato presso gli Sterling Sound di New York da Chris Gehringer (Madonna, Rihanna, Amy Winehouse), i Kaufman partono in tour per la Penisola

KAUFMAN

Interstellar College Radio
TOUR

in collaborazione con Antistar Booking

15/10 SESTO S.GIOVANNI (MI) – BLUES HOUSE
16/10 FORLI’ – MADAMADORE’
17/10 FIRENZE – CAFFE’ MONTEGRAPPA
21/10 MILANO – LE SCIMMIE
23/10 SAVONA – RAINDOGS
05/11 GROSSETO – PUERTO BARACOA
06/11 ROVATO (BS) – KORTO CIRKUITO
20/11 MANTOVA – ARCI TOM
27/11 FROSINONE – CANTINA MEDITERRANEO
28/11 PONTREMOLI (MS) – THE GRAPES
03/12 TORINO – TORINO SOTTERRANEA
05/12 CANTU’ (CO) – AGUAPLANO
10/12 PAVIA – SPAZIOMUSICA
17/12 MEZZAGO (MI) – BLOOM
18/12 CELLATICA (BS) – MORYA

“Interstellar college radio” è il titolo scelto dai Kaufman per il loro primo album che giunge dopo elogi e consensi riscossi nelle esibizioni dal vivo e presso gli addetti ai lavori.
Il disco è stato registrato presso il Diesel Studio di Ronnie Amichetti, mixato al Macwave Studio di Paolo Costola e masterizzato presso i leggendari Sterling Studio di New York da Chris Gehringer, già al fianco di grandissimi nomi come Madonna, Amy Winehouse, Rihanna e Nelly Furtado.
“Interstellar college radio”, edito dall’etichetta bresciana Mizar Records e distribuito da Audioglobe, si presenta con dieci brani pop-rock influenzati dal college-rock americano dei Lemonheads, dalle sonorità scanzonate dei Dinosaur Jr., ma anche dal sound di Death Cab For Cutie e R.E.M., passando per il pop mainstream e radiofonico.
Una Cassandra da happy hour drammaticamente moderna nelle sue tragiche profezie, angeli che masticano chewing gum, ragni che si arrampicano sui soffitti in incubi notturni, racconti di adolescenza perenne, farfalle che volano via portando con sé anni di vita perduta, l’empatia universale, scheletri che ballano divertiti negli armadietti di un college. Sono le storie che i Kaufman immaginano di raccontare, non sulle pagine di libro, ma attraverso le frequenze immaginarie di una tanto auspicabile, quanto irreale, radio universitaria interstellare, una sorta di società dei poeti estinti in versione serial televisivo. E se Shakespeare scrivesse oggi? Forse reciterebbe versi tra i fotogrammi di the O.C.!

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