Passaggi di Tempo: omaggio a Gyla Kancheli, il 15 novembre a Roma. Battiato voce solista

Contemporanea
Ritratti

PASSAGGI DI TEMPO
Omaggio a Giya Kancheli

Franco Battiato voce solista
Alda Caiello soprano
Coro di voci bianche dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia Voce Bianca solista Benedetta Malvagna
José Maria Sciutto Maestro del Coro di voci bianche
Coro Nazionale Popolare Georgiano Rustavi
PMCE Parco della Musica Contemporanea Ensemble
Tonino Battista direttore

Produzione Fondazione Musica per Roma
in collaborazione con
Ambasciata della Georgia, Ministero Georgiano della Cultura, Accademia Nazionale Santa Cecilia, 53ma settimana di Musica Sacra di Monreale e Puglia Sounds

LUNEDÌ 15 NOVEMBRE SALA SINOPOLI ORE 21
AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA

programma
Canti polifonici mistici Georgiani
Giya Kancheli    Salmo 23
               Little Imber

Giya Kancheli ha il raro dono di sospendere ogni senso del tempo. In un periodo  relativamente breve quale è un concerto ci dona l’esperienza di una vita dove assente è il trascorrere del tempo, sorvolando  sopra i secoli come un aereoplano, senza alcuna sensazione di velocità come delle nuvole leggere verso l’eternità. Alfred Schnittke

Ancora e ancora, con profonda tristezza, vediamo il nostro mondo civile dove arriva.. Il nostro pianeta è dilaniato da spargimenti di sangue e di odio, e non esiste forza creativa  in grado di resistere a questa forza distruttiva, che riduce spesso i piccoli e modesti risultati del progresso.
Tenendo vicino a me tutto questo cerco di esprimere attraverso la musica, la passione della mia anima, in fondo scrivendo per me stesso senza illudermi che, come scriveva Dostojevskij, “la bellezza salverà il mondo”, in una terra  che continua a ignorare e perpetuare le proprie terribili, dolorose  esperienze.
Ecco perché la mia musica è più triste che felice e si rivolge al solo individuo, piuttosto che alla società. I miei pensieri quindi, sono espressi in un linguaggio musicale estremamente semplice, e mi auguro che il pubblico non fraintenda la mia semplicità deliberata per quello che, a mio parere, è il fenomeno più pericoloso:l’indifferenza.” Gyia Kancheli

Giya Kancheli, georgiano, da circa venti anni occupa un posto di rilievo per lo sviluppo di una nuova sensibilità artistica legata alla più pura spiritualità. Punta di diamante insieme ad  Arvo Pärt della rivoluzionaria collana New Series della etichetta ECM,  predilige suoni e parole che nascono (e muoiono) dal silenzio. Un luminoso paesaggio interiore che si oppone  instancabilmente al grido di rabbia suscitato dalle atrocità e dalla violenza (lo stesso Kancheli è stato costretto a lasciare la sua terra dilaniata dalla Guerra civile).
Le due opere in programma, Salmo 23 (considerato uno dei capolavori del maestro) e Little Imber (presentato per la prima volta in Italia) viaggiano su due binari paralleli. Il Salmo 23, tratto dall’Antico Testamento è la matrice del tema assai caro al compositore, l’esilio come viaggio verso una nuova ignota  patria.
Come un passaggio di tempo lo stesso tema ritorna in Little Imber omaggio dell’artista (e nello stesso tempo omaggio alla propria terra) a Imber, villaggio inglese evacuato nel 1943 durante la seconda guerra mondiale per renderlo cantiere di addestramento delle forze inglesi e americane in previsione dell’imminente sbarco in Normandia contro l’esercito nazista. Al termine della guerra la gente ritorna alle proprie case ma l’ombra della tragedia e della guerra presente dovunque non riesce a scomparire lasciando questo paese/fantasma esule a se stesso.
La partecipazione di Franco Battiato, da sempre attento osservatore della cultura orientale, in qualità di voce solista  insieme al compositore e al Coro Popolare Georgiano Rustavi rende questo progetto unico e prezioso.

Nato a Tbilisi il 10 Agosto 1935, Giya Kancheli è il più importante compositore georgiano e figura di spicco nel mondo della musica contemporanea. Fin da giovane studia pianoforte e dal 1959 al 1963 studia composizione con I. Tuskiya al conservatorio di Tbilisi. Dopo il diploma inizia a lavorare come compositore traendo ispirazione dal folklore Georgiano. Nel 1960 Kancheli è già considerato membro della avanguardia sovietica pur mantenendo uno stile musicale personale basato su formule semplici, come si ritrovano nella musica di differenti epoche, nelle antiche canzoni folk, e in certi tipi di musica popolare contemporanea. Kancheli usa queste formule per creare opere senza riferimenti alle strutture preesistenti. Quando Kancheli compone vuole lasciar divenire la musica come un organismo vivente. Paradossalmente tratti arcaici e moderni convivono nelle sue composizioni così come elementi che ci ricordano qualcosa di già ascoltato e elementi completamente originali. Conosciuto soprattutto come compositore di sinfonie e opere su larga scala, Kancheli ha scritto sette sinfonie, concerti per vari strumenti, un’opera e numerose lavori da camera. Per due decenni è stato direttore musicale del Teatro Rustaveli di Tbilisi. Nel 1991 lascia la Georgia e si trasferisce a Berlino. Nel 1995-96 è compositore residente della Orchestra Filarmonica Fiamminga di Antwerp, dove attualmente vive e lavora. Molte sue opere sono pubblicate dalla ECM New Series e da altre etichette. Tra le opere recenti: DIXI per coro misto e orchestra sinfonica (2009) e CHIAROSCURO per violino/viola solista e orchestra (2010).

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