Rhyme The Seed And The Sewage ascolta le clip del disco

Uscirà il 3 dicembre 2012 il nuovo album dei Rhyme intitolato “The Seed And The Sewage“. Il successore del buonissimo “fi(R)st” vedrà la luce su Bakerteam Records e sarà distribuito, oltre che in Italia, anche in Europa, USA, Russia, Taiwan, Turchia, Israele e Australia. Pochi gruppi nazionali possono vantare tra un disco e l’altro una maturazione simile. E’ questa la prima impressione che si ricava dall’ascolto dell’ultimo lavoro, un’evoluzione che ha portato i quattro a testarsi su territori apparentemente poco agevoli, come ad esempio il rock più southern o stradaiolo, aumentando talvolta la velocità, provando a confezionare un anthem paraculo da dancefloor sala rock consumazione obbligatoria e riuscendo, cosa fondamentale, a risultare credibile a 360 gradi. Se sezione ritmica e chitarra erano già a prova di bomba, spicca la prova di Gabriele Gozzi, singer dannatemente a proprio agio e capace di utilizzare registri differenti con disarmante semplicità e capacità internamente agli undici pezzi presenti in tracklist.

Tuttavia quando i Rhyme mettono da parte i pezzi da 4 minuti o poco meno sono capaci di emozionare e coinvolgere oltre misura: “Blind Dog” e “Victim Of Downturn” sono probabilmente le due perle di “The Seed And The Sewage”: la prima sembra uscita da una Seattle post-moderna, con il bagaglio di uggiosità e incertezza che caratterizza anche i tempi moderni, avvolge e punge beffarda a dispetto del riff delle strofe (Magni ne ha eccome di cose da dire con quella sei corde) che è una delle cose più accattivanti del platter; il ritornello ferisce con la sua schiettezza e facilità d’impatto disarmante all’interno di una composizione alternative tra le migliori sentite negli ultimi anni. La seconda invece ha il classico refrain che si stampa subito in testa, presentando una sezione centrale più nervosa e una coda prolungata che si dilata in crescendo come nella migliore tradizione hard & heavy, con solo e scleri vocali del singer. C’è quindi il mega singolo “The Hangman“, che riparte strutturalmente e musicalmente, dove finiva “Step Aside” di qualche tempo fa, con l’attitudine crossoveriana/nu-metal a pompare fino al ritornello melodico inchiodachiappe che sta diventando uno dei trademark preferiti dei Nostri.

Si parlava sopra di velocità: l’opener “Manimal“, “Slayer To The System” e “Brand New Jesus” sono buoni esempi di cosa riescano a combinare i Rhyme quando aumentano i giri del motore: coadiuvati dal duo Brando/Canato che non perde mai un colpo, erigono fionde tiratissime che rilasciano il proprio carico di groove e potenza senza vergogna. Si potrebbe anche parlare delle cadenzatissime “Fairytopia” e “Nevermore” (su quest’ultima Gozzi è letale), della provocazione “Party Right” e di molto altro, ma preferiamo lasciare al pubblico la soddisfazione della scoperta. “The Seed And The Sewage” è di sicuro una delle uscite italiane più solide e determinate dell’anno, i Rhyme crescono ancora, pronti oramai al salto definitivo con un altro album solidissimo in cascina. I segnali incoraggianti, le buone prove dal vivo, l’esordio positivo, le prime brillanti apparizioni internazionali dei mesi scorsi stanno lasciando spazio alla certezza definitiva di essere oramai di fronte a una delle ‘nuove leve‘ nazionali più forti in circolazione.

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