Sabato 7 novembre, alla Casa del Jazz, la proiezione del film su Stefano Bollani

CASA DEL JAZZ
 
sabato 7 novembre ore 21(sala concerti)

“Stefano Bollani – Portrait in Blue”
di Michele Francesco Schiavon (Italia, 2009, 54’)
ospiti Stefano Bollani e Michele Francesco Schiavon
presentazione a cura di Marco Molendini
ingresso libero
in collaborazione con Roma Jazz Festival

Sabato 7  novembre alla Casa del Jazz,in collaborazione con Roma Jazz Festival,verrà proiettato il film-documentario “Stefano Bollani –Portrait in Blue di Michele Francesco Schiavon.Saranno presenti Stefano Bollani e il regista Michele Francesco Schiavon. Presentazione a cura del giornalista e critico musicale Marco Molendini. Il film e’ una finestra aperta sulla vita di un pianista e performer italiano tra i piu’ importanti ed originali nel mondo della musica contemporanea e rappresenta,in minima parte, l’espressione di grande dedizione e amore che Stefano Bollani ha per il suo mestiere d’artista.

STEFANO BOLLANI – PORTRAIT IN BLUE
Una Produzione: HARVEY FILM FM STUDIO SAS
Autore e Regista: MICHELE FRANCESCO SCHIAVON
Prodotto da: FLORIANA BIANCHI
Fonico e Supervisore al missaggio: ROBERTO LIOLI
Durata: 54 minuti    Lingua: Italiano    Anno di Produzione: 2009    Audio: Stereo    Formato: DVD Video 5/Colore/PAL

Hanno Partecipato: Mathias Rüegg, Linde Gansch, Caro Athanasiadis, Luca Cerchiari, Renzo Arbore, Gianluigi Trovesi, Massimo Altomare, Lella Costa, Banda Osiris, Enrico Rava, Mirko Guerrini, Alberto Riva, David Riondino, Morten Lund, Jesper Bodilsen, Nico Gori, Cristiano Calcagnile, Ferruccio Spinetti, Josè “Ze” Nogueira, Marco Pereira, Alberto Continentino, Jurim Moreira, Armando Marçal.

Realizzato in Collaborazione con EDIZIONI PRIMA O POI e PETRA MAGONI
Un Ringraziamento Particolare a: Monica Manetti, Roberto Lioli, MGM Produzioni Musicali, Manfred Eicher e Guido Gorna di ECM, Matteo Pagano di BAOL MUSIC Edizioni Musicali.

Musiche presenti nel documentario:
STORTA VA, AMLETO, BUZZILLARE, LA SICILIA, IMPREVISTI, IL DOMATORE DI PULCI, di Stefano Bollani © Edizioni PRIMA O POI
IO, MAMMETA E TU di D. Modugno e R. Pazzaglia ACCORDO Edizioni Musicali Srl
IL GIORNO AD URLAPICCHIO, E GNACCHE ALLA FORMICA, FIORE SECCO IN LIBRO VECCHIO di Massimo Altomare e Stefano Bollani © Edizioni Universal Music Publishing Ricordi Srl
IN SEARCH OF TITINA  di ENRICO RAVA © ECM Records GmbH
BAMBINA, PENSIERI IN CASSAFORTE, ASUDA di Stefano Bollani © Proprietà dell’Autore
DOTTOR DJEMBE di David Riondino, Stefano Bollani e Mirko Guerrini © proprietà degli autori
IL BARBONE DI SIVIGLIA di Stefano Bollani © BAOL MUSIC  Edizioni Musicali
EVERYBODY LIKES BOLLANI di Morten Lund e Jesper Bodilsen © proprietà degli autori

 

Stefano Bollani Portrait in Blue: una finestra aperta sulla vita di un performer italiano tra i più importanti ed originali nel mondo della musica contemporanea che rappresenta, in minima parte, l’espressione di grande dedizione e amore che Stefano Bollani ha per il suo mestiere di artista. Definire Stefano Bollani il pianista Jazz italiano più conosciuto al mondo ed il musicista tra i più premiati per virtuosismo e sensibilità è limitare lo sguardo al centro dell’inquadratura, facile da seguire, ma banalmente esplicativa, quando di quinta scorre tutto un mondo di esperienze e collaborazioni, mondo che Stefano Bollani esplora con curiosità indomita. Il punto di partenza di questo documentario, che se vogliamo, è anche il mark di riferimento professionale di Stefano Bollani per il 2007, è il premio ricevuto a Vienna: l’European Jazz Prize, consegnato a Stefano durante la serata dell’Hans Koller Preis, svoltasi al Porgy&Bess Jazz Club il 14 Dicembre, direttamente da Mathias Rüegg. Queste esclusive ed uniche immagini, girate durante la premiazione, hanno un valore fortemente significativo, tanto per l’importanza del prestigioso premio, quanto perché segnano un momento particolarmente rilevante nella vita artistica di Stefano Bollani. Per percepire meglio il Who is Bollaniano, ecco l’intervento esplicativo di un esperto: Luca Cerchiari, docente di Civiltà Musicale Afroamericana, ricercatore e scrittore attento, che ci introduce alla convivenza proficua tra Europa e America del Jazz, alle interazioni che negli anni si sono succedute, fino ad oggi. Renzo Arbore, showman italiano conosciuto in tutto il mondo, introduce il primo incontro musicale di Stefano con i dischi di Renato Carosone, straordinario pianista napoletano, che per primo generò il fenomeno della canzone popolare direttamente derivata dal Ragtime e dalle influenze Jazz d’oltre oceano. La letteratura è parte integrante del percorso umano ed artistico di Stefano e nel tempo è maturata la voglia di scrivere un libro, un romanzo atipico, un po’ metafisico: La sindrome di Brontolo. Il gusto per l’arte letteraria, forse ispiratore della decisione di tentare la via dello scrivere libri, ha radici nell’esperienza fatta con Massimo Altomare, proprio ad inizio carriera, in cui i due si cimentarono in un progetto musicale che vedeva le poesie del toscano Fosco Maraini e la sua “Gnosi delle Fanfole”. Lo spettacolo che ne scaturì viene ancora oggi proposto con successo, regalandoci la perfetta esibizione immaginifica ed originale di un mondo fonetico surreale, ma anche molto terreno. Il teatro, la scrittura e l’improvvisazione: collabora da tempo con Lella Costa, autrice ed interprete dei suoi spettacoli, la quale gli chiede di comporre dei brani che diventano parte integrante del progetto artistico, non sono solo colonna sonora. Nasce così, Alice una meraviglia di paese e l’ Amleto di Shakespeare, in cui la partitura musicale è parte essa stessa, attrice complementare ed elemento evocativo. Ancora teatro con la spassosa intervista ai componenti della Banda Osiris, gruppo di attori musicisti noti per la loro fisicità espressiva, quasi ginnica. La particolare comicità della Banda Osiris e la creatività estemporanea di Bollani si mescolano, generando spettacoli funambolici, dalla comicità esilarante, fatti di una scrittura definita e un copione preciso, anche se lasciati in balia del nostro umorista-attore-cantante-pianista. Si delineano, così, gli aspetti particolari dell’attività artistica di Stefano Bollani che non solo è pianista talentuoso, ma anche scrittore, compositore e attore di teatro.

Arriviamo a parlare finalmente della musica, di Jazz. Avere oggi musicisti italiani ai livelli di quelli americani, che incidono per etichette musicali di prestigio, richiesti dai maggiori e più importanti festival jazz non solo europei, è frutto di un grande lavoro di apripista svolto dai musicisti italiani, come ad esempio Gianluigi Trovesi, pionieri degli anni passati e ai quali si deve grande riconoscenza.  Arriviamo al personaggio che è ritenuto da tutti il mentore di Bollani, quello che l’ha introdotto nel gotha del Jazz internazionale: Enrico Rava. Incontriamo Enrico in diverse occasioni, nei concerti in duo con Stefano e in sala di registrazione.

Ci racconta alcuni aspetti della convivenza felice con Bollani, ricordando come avvenne il primo incontro e ribadisce di non aver poi avuto torto nel consigliare a Stefano di intraprendere una carriera nel mondo del Jazz. Questo duo, forte di ben 15 dischi in 12 anni, si è dimostrato una delle più importanti e felici realtà del Jazz italiano e al quale il pubblico risponde sempre con grande partecipazione ed affetto. L’incontro di Stefano con Enrico Rava è stata la svolta principale della sua carriera di musicista Jazz, soprattutto in ambito internazionale. Ecco allora, riprendendo una delle giornate newyorkesi di Bollani, durante la sua recente tournée nella grande mela, che ripercorriamo la trama di alcune fasi del debutto americano, il concerto alla Town Hall, le serate al Blue Note e al Birdland. E’ qui che ritroviamo un Bollani più riflessivo e confidenziale, sarà forse per il particolare mood che lo circonda che egli si lascia andare a considerazioni sulla sua musica, su questa città cosmopolita, sulle sue aspettative e ci consegna un raro frammento intimista. Mirko Guerrini, grande sassofonista e compositore, compagno di giochi prima ed ora tra i collaboratori più importanti nei progetti musicali di Bollani: Mirko è il direttore d’orchestra delle Italian Lessons, è componente del gruppo I Visionari, di Carioca ed è conduttore radiofonico.Questa condivisione di esperienze con Bollani si condensa, parzialmente, in un progetto ricercato da tempo: trovare il modo per creare un gruppo musicale, un quintetto, in cui dar sfogo alle numerose idee sul jazz, alla voglia di suonare e anche di rendere stanziale il dinamismo del Bollani errante. A ciò va aggiunta una delle esperienze più scanzonate in cui è coinvolto Mirko in veste di sassofonista-notaio: la trasmissione radiofonica di Radiotre, dal titolo Il Dottor Djembe. Protagonisti di questa trasmissione oltre a Guerrini: Davide Riondino, l’intellettuale autore umorista, il pubblico presente in studio e lo stesso Bollani. Ritorniamo al jazz con l’intervista, realizzata a Bruxelles, a due protagonisti del Danish Trio: Jesper Bodilsen e Morten Lund. Vediamo anche l’intervento di Alberto Riva, giornalista ed esperto di musica, fautore insieme a Bollani, del progetto musicale più originale visto quest’anno a Umbria Jazz: Bollani Carioca. Alberto Riva ci illustra quali sono state le motivazioni per le quali il progetto ha preso vita e di come sia avvenuta la scelta dei musicisti brasiliani che accompagnano Stefano in questa avventura brasiliana. Bollani si distingue per il suo essere artista, sperimentando ogni possibile territorio in cui misurarsi e, soprattutto, divertirsi, al di là delle mode e delle scomode definizioni. Oltre al grande talento di esecutore, il personaggio interessa per come avvicina il pubblico, per come sa essere entertainer divertente e compositore raffinato, oltre ad una competenza e conoscenza straordinarie della musica in senso generale.

Casa del Jazz: viale di Porta Ardeatina, 55
Info: 06/704731
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Relazioni con la stampa: Maurizio Quattrini 338/8485333

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