Sanremo 2012 terza serata duetti e ripescaggi

La terza serata di Sanremo 2012 si apre con Gianni Morandi che entra sul tema del film “Mondo Cane” e spiega il tema dello show: W l’Italia nel mondo. I 14 big si esibiscono in canzoni italiane tradotte in lingua inglese e la canzone vincitrice si aggiudicherà un premio. Dopo una prima gag di Papaleo che teme di non essere filato da nessuno (dopo Celentano e Belen smutandata, a chiunque verrebbe questo dubbio) si parte a bomba con la gara.  Primi a scendere sul palco, sulle note di “C’era una volta il west” di Morricone, Chiara Civello e Shaggy. Il rapper giamaicano intona il suo maggior successo “Boombastic” con grande imbarazzo del presentatore che dice “adesso dovrebbe arrivare la canzone di Pino Donaggio”. E “Io che non vivo senza te” arriva, peccato che il cantante durante la sua esibizione sembri in una condizione fuori dal tempo. Esibizione che vince il premio di peggior duetto della storia del Festival di Sanremo. Esilarante.


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A questo momento memorabile segue Samuele Bersani che esegue con Goran Bregovic e la sua Orchestra per Matrimoni e Funerali un classico della sua terra “Romagna Mia”. Una performance tanto ruspante da ricordare una sagra paesana della salsiccia. Grazie a Bregovic capiamo che quella che pensavamo fosse una pazzia dell’ospite precedente, è una cosa già prefissata: un pezzo dell’artista straniero (durante la serata ci chiederemo più volte “ce n’era davvero bisogno?”). E’ il turno di Nina Zilli e Skye dei Morcheeba con “Grande Grande Grande” di Mina. Tanto le voci delle due sono meravigliose, tanto sono imbarazzanti le loro mises, che più che vestiti sembrano mega carte di caramelle. Sia questa performance che la successiva “Rome Wasn’t Built In A Day” sono comunque di buona qualità. Morandi, che è un bravo ragazzo, ricorda l’iniziativa sms per le alluvioni a La Spezia e le istruzioni che da’ agli spettatori sono chiarissime “per dare il vostro aiuto basta mandare un numero portatile sms”. What? I Matia Bazar si avvalgono di Al Jarreau per intonare il tema del il film “Il Padrino”. Un po’ old style. Ma il momento migliore è il presentatore che parla con l’ospite in pseudo-inglese. Quasi peggio della Canalis l’anno scorso. Emma e Gary Go portano “Il paradiso” di Patty Pravo e sembrano fino ad ora quelli più precisi ed amalgamati. Peccato per l’attacco sbagliato della cantante salentina verso fine brano. Segue Go con la sua hit più famosa “Wonderful” convinto di essere in uno stadio. Povero caro, non sai che in platea ci sono delle cariatidi e non persone che ne sanno davvero di musica. Seguono Arisa e José Feliciano che con la loro “Que serà” non fanno rimpiangere i Ricchi e i Poveri. Al contrario, il chitarrista e cantante (che ha anche una stella sulla Walk of fame) fa venire la pelle d’oca, ricordandoci cosa significhi emozionare ed emozionarsi, ed omaggia il padrone di casa con “C’era un ragazzo”. Qui non si scherza, c’è solo da togliersi il cappello.


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Un attimo di pausa dalla gara per accogliere una Federica Pellegrini visibilmente bloccata dall’emozione. Per metterla a proprio agio, si siedono su dei blocchi di partenza, dai quali Gianni rischia di cadere ben due volte. Consueta domanda di gossip e un balletto che concludono una delle ospitate più anonime di sempre (“Pellegrini Utile come un prendisole hawaiano nel mese di gennaio“, cit.CF, ndr). Francesco Renga e Sergio Dalma si misurano con “Il mondo”, per la quale bisogna avere due polmoni così, e di seguito eseguono “Bella senz’anima” in spagnolo. Ma la cosa che colpisce la mia attenzione è: cos’ha Renga al collo? Un fiocchetto rosa? O è un fiore? Non chiediamoci altro, che è meglio. E sempre all’ex voce dei Timoria appartiene la frase clou della serata “Cazzo, mi cadono i pantaloni”. Pierdavide Carone e Lucio Dalla scelgono la promessa Mads Langer per il grande classico “Anema e Core” e come sempre c’è lo scambio di favori con “You’re Not Alone”, nella quale si esalta la bravura di Carone nella pronuncia maccheronica dell’ inglese. Adesso, però, si cambia registro: una grintosissima Irene Fornaciari canta “Uno dei tanti” con Kerry Ellis e alla chitarra nientepopodimeno che…Brian May! Le due cantanti insieme creano un mix di voci meraviglioso e l’assolo di Brian May è maestoso, tanto da standing ovation. Irene non regge l’emozione e si commuove (non solo lei, a dire il vero). May fa un ultimo regalo al pubblico italiano e suona “We Will Rock You”.


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Uno dei picchi della serata, seguito a ruota da un’altra esibizione magistrale: l’immensa Patti Smith che accompagna dei ritrovati Marlene Kuntz su “Impressioni di Settembre”. Questi sì che sanno cos’è il rock! Inevitabilmente, Godano & Co. accompagnano la cantante statunitense sulla sua celeberrima “Because The Night” dedicata a Fred Sonic Smith. Scommettiamo che in sala solo la Smith e i Marlene Kuntz sanno di chi si tratta?


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Dalle stelle sprofondiamo a terra, grazie all’indimenticabile “La Foca” di Papaleo. Bello vedere che il pubblico si smuove per questa canzonetta e non per dei mostri sacri quali May e la Smith. Il duetto di Berté-D’Alessio e Macy Gray è “Almeno tu nell’universo” interpretata in modo non proprio ineccepibile ma l’applauso scatta spontaneo quando canta la Berté per l’associazione alla povera Mia Martini. Siamo un popolo di sentimentaloni. Finardi sceglie “Torna a Sorrento” e la sua partner è Noa. La particolarità è che Finardi canta in inglese e Noa in napoletano. Convincono molto di più con “Beautiful That Way”, che la cantante ha interpretato per il film “La vita è bella”. Concludono la gara i duetti di Dolcenera e Noemi. La cantante pugliese duetta con Professor Green, col quale ha già collaborato, e in effetti l’intesa è palese e la coppia funziona. Ciò che mi domando è perché Vita Spericolata di Vasco con tante belle canzoni che ci sono? Noemi invece fa una scelta più difficile, canta con Sarah Jane Morris “Amarsi un po’” di Battisti. Due belle voci ma il risultato è moscio.
Nell’attesa di scoprire il vincitore di questa gara particolare si sfidano le quattro canzoni eliminate, di cui bisogna solo segnalare la presenza di Samuel dei Subsonica a fianco dei Marlene Kuntz. Le due canzoni che andranno avanti sono quella di Pierdavide Carone/ Dalla e di Gigi D’Alessio/Berté.
Finalmente questa serata piena di momenti improbabili e di (pochi) picchi musicali ha termine, la canzone vincitrice è Impressioni di Settembre. E menomale che per una volta, in questo Sanremo, ha vinto la qualità.

Claudia Falzone

 

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