La scaletta del concerto di Gianni Morandi all’Arena di Verona

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Gianni Morandi si è esibito in concerto all’Arena di Verona il 7 e l’8ottobre 2013. Due serate e scaletta diversa per gli show, tante canzoni storiche e molti ospiti. La diretta su Canale 5 ha necessariamente imposto ritmi differenti da quelli di un normale evento dal vivo di sola musica, ma nel complesso Gianni se l’è cavata benone. A livello di ospiti performance nella prima serata sopra le righe di Fiorello, autentico mattatore. Gasata e abbastanza fuori di testa Raffaellona Carrà mentre il Maestro Ennio Morricone ha regalato a tutti i presenti (e anche agli spettatori) un paio di momenti indimenticabili. Rita Pavone ha conquistato la platea della seconda serata (senza pioggia a questo giro), mentre sottotono Cher e Checco Zalone. Da segnalare anche la presenza di Nina Zilli, Noemi, Bianca Atzei e della straordinaria Amii Stewart, comparsata anche per Marco, figlio di Morandi e per Fede Poggipollini.

Scaletta concerto Gianni Morandi Arena di Verona 2013

Prima serata, 7 ottobre

Il mondo cambierà
Un mondo d’amore
Vita (Dalla/Morandi)
Solo insieme saremo felici
Non son degno di te
Bella signora
Ogni vita è grande (Gian Piero Alloisio)
Scende la pioggia
Margherita (accenno, cantata da Riccardo Cocciante)
Bellemilia (Taddia)
Medley (cantato da Fiorello)
Si può dare di più (duetto con Fiorello)/Nessundorma finale (Fiorello)
Se perdo anche te (duetto con Fiorello)
Occhi di ragazza
Piazza Grande (Lucio Dalla)
C’era un ragazzo
Replay (playback by Raffaella Carrà)
A far l’amore comincia tu / Bella Belinda / Tanti auguri / Banane e lampone / Rumore / Io non vivo senza te (duetti con Raffaella Carrà)
Uno su mille
C’era una volta in America theme (Ennio Morricone)
Se non avessi più te
Ho visto un film (Here’s to You)
In ginocchio da te

Seconda serata, 8 ottobre

Bisogna vivere
Chimera
Chi se ne importa

Con Rita Pavone:
Cuore
In ginocchio da te
Come te non c’è nessuno
Se non avessi più te
Fortissimo
La partita di pallone
Andavo a cento all’ora
Il Geghegè
Se puoi uscire una domenica sola con me
Datemi un martello
Fatti mandare dalla mamma
I want you with me (Rita Pavone)

Tu che mi hai preso il cuor
La fisarmonica

(ospitata di Checco Zalone)

Varietà
Solo insieme saremo felici
Il mio amico (con Marco Morandi)
Bang Bang (My Baby Shot Me Down) (ft. Cher e Federico Poggipollini)
Woman’s World (Cher)
Io sono un treno
Parla più piano (con Nina Zilli)
Dimmi adesso con chi sei (con Noemi)
Grazie Perchè (con Amii Stewart)
Un mondo d’amore/Canzoni stonate/Stringimi le mani
In amore (con Bianca Atzei)
Scende la pioggia

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Quello che si presenta all’Arena di Verona è un Gianni Morandi carico di adrenalina, dimostrandosi ancora una volta l’eterno ragazzo di sempre. L’entrata in scena è di quelle memorabili, destinate a rimanere negli annali: gli arrangiamenti, curati dal maestro De Amicis, si rivelano sorprendentemente rock, con accelerazioni melodiche del tutto inaspettate. Il padrone di casa ha voluto fare le cose in grande per celebrare i suoi primi 50 anni di carriera: oltre alla location d’eccezione, ha portato con sé un’orchestra composta da 100 studenti dei conservatori di tutta Italia che, a suo dire, costituiscono i musicisti italiani del futuro.
Come mascotte la prescelta è una ventiduenne di Trani che, oltre ad essere musicista, si sta laureando in ostetricia. A metà tra l’emozionato ed il divertito la ragazza scatta una fotografia da mandare alla nonna e Gianni la invita a farne una insieme da mettere su Facebook.
Numerosi gli ospiti della serata: Riccardo Cocciante è seduto in prima fila, Morandi scende dal palco e, con la scusa di salutarlo, gli fa cantare Margherita. Un’altra presenza importante è quella di Raffaella Carrà, che apre il suo momento con la sua nuovissima hit dance, per poi condividere per un quarto d’ora abbondante il palco col cantante di Monghidoro: tra momenti amarcord e balli twist scatenati, la Carrà è gasatissima, quasi galvanizzata.
Ma il vero mattatore dello show è l’ineguagliabile Fiorello,che per una ventina di minuti è l’indiscusso protagonista della serata: con il cantante bolognese fa la cover di Si può dare di più, satira politica e prende bonariamente in giro Adriano Celentano. Insomma, da concerto si passa a un vero e proprio spettacolo di varietà. Particolare menzione la merita Ennio Morricone che, non tutti lo sanno, ha curato i primi arrangiamenti di Gianni: su “C’era una volta in America” tutti i presenti sì commuovono.
Tirando le somme, Morandi è stato un ottimo intrattenitore riuscendo a coinvolgere il suo pubblico con trasporto ed esperienza.

Se la prima della due giorni di Morandi era sembrata la celebrazione della sua carriera e dell’importanza dell’amicizia fra colleghi, la seconda serata si è dimostrata totalmente diversa. Onestamente, non sappiamo neanche se questa sia una cosa positiva o negativa. Sebbene la setlist fosse più ricca di greatest hits, il programma sembrava completamente slegato, senza un filo conduttore.
E dire che la partecipazione di Rita Pavone, che si trova nel bel mezzo di una seconda giovinezza artistica grazie al suo nuovo album “Masters”, sembrava l’anticipazione di uno show ancora più scoppiettante del precedente. La Pavone e Morandi, scatenatissimi, hanno eseguito un medley dei loro più grandi successi, come “La partita di pallone”, “In ginocchio da te”, “Fortissimo”, dando vita ad un nuovo genere musicale accattivante che potremmo definire punk rock piadinato (cit. JC). Per non parlare del Geghegé, che dà vita ad un twist travolgente. A concludere l’ospitata della Rita nazionale, “I want you with me”, primo estratto del già citato Masters, brano nel quale impartisce una lezione di potenza e precisione tecnica e rifila polvere da mangiare a molte altre voci femminili giovani del momento.
Peccato che, una volta sparita la cantante dal palco, anche la magia si volatilizzi nel nulla.
Le successive ospitate non hanno niente di memorabile, partendo dal comico Checco Zalone che canta un’improbabile canzone sulle ragazze del Brasile che recita “essere una ragazza senza culo in Brasile è, come dire, essere un’invalida civile”. Checco, per quanto puoi starci simpatico, il carisma comico di Fiorello è tutta un’altra cosa!
Anche gli altri ospiti non sono stati del tutto memorabili, tralasciando il momento altamente hard rock di “Bang Bang”, cantata da Morandi e Cher e suonata da Fede Poggipollini (al quale Gianni fa la battuta “ehi, hai dei fan qui!”). Dopodiché, il cantante di Monghidoro cerca di introdurre il nuovo pezzo di Cher, la quale comincia ad esibirsi prima che il padrone di casa abbia finito di parlare. Ci si stringe il cuore, lo spettro della conduzione sanremese aleggia sull’Arena di Verona durante quei tre minuti. L’amaro in bocca viene accentuato dalla cantante statunitense che se ne va senza nemmeno dire un ciao al pubblico.
La serata prevede la partecipazioni di tre voci femminili quali Noemi, Nina Zilli ed Amii Stewart (che, in quanto a presenza scenica e voce oscura totalmente le altre due) alle quali, però, è riservata pressoché una canzone a testa, dando l’idea di un’ospitata dell’ultimo momento. Nonostante questi intoppi, Gianni Morandi continua ad essere genuino, generoso e sincero coi paganti veronesi, regalando un momento che fa tanto “Father and Son” col figlio Marco e che, prevedibilmente, si conclude con commozione quando quest’ultimo scende dal palco. A concludere la serata “In Amore”, eseguita con la cantante Bianca Atzei (chi?, ndJC). Ma, soprattutto, la stage invasion finale su “Scende la pioggia” da parte di madri e figlie. Bastano questi ultimi minuti per il riscatto della serata: in fondo, quello che conta, è la dimostrazione d’amore assolutamente corrisposto tra Gianni ed il suo pubblico.

C.F.

Gianni Morandi intervista

High&Low-lights

1. Il chitarrista che sembra The Edge infagottato per la Steppa che accoglie Gianni in Arena sparando note tanto distorte che manco nell’intro di Kickstart My Heart oltre all”accelerazione power metal sinfonica nella parte conclusiva di Un mondo d’amore
2. Il diluvio clamoroso che si abbatte sull’Arena senza che Gianni si bagni nemmeno per sbaglio. Sarà la cortina protettiva dell’Hokuto Shinken che solo i più grandi padroneggiano…
3. Fiorello che sfora il tempo concessogli senza che nessuno se ne accorga (nemmeno la produzione, tanto sta spaccando tutto) e le parolacce successive che si scambia con Gianni.
4. La Carrà in versione Lady Gaga (o meglio Granny Gaga dato che lei la sapeva più lunga di tutti già negli anni sessanta) che salta invasata sul nuovo singolo tazzauro mentre dovrebbe far finta di cantare dato che il playback se la viaggia da solo.
5. Rita Pavone e il punk piadinato del Geghegè.
6. Checco Zalone e il successo, due cose che vanno a braccetto da anni e che a me sembrano più inesplicabili del Big Bang
7. Cher che se ne strafotte del pubblico e appare visibilmente infastidita quando Gianni le sta a mezzo centimetro per cantare
8. Poggipollini che senza ipocrisie di circostanza dichiara “bè sì ho lavorato tanto e bene per anni” per spiegare a Gianni quando Morandone gli dice “ehi anche tu hai dei fan qui!”
9. Le troppe ospitate della seconda serata, a sto punto potevamo chiamare anche Jello Biafra e fare un bis con lui su Holiday in Cambodia.
10. L’assalto al palco e l’accalcamento ai piedi di Gianni a fine show di mamme e nonne in delirio, che da domani non potranno più dire a figlie e nipoti di non rompere i coglioni con sti One Direction.

J.C.

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