Speciale Nine Inch Nails Niente Mi Può Fermare il libro di Giovanni Rossi

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E’ uscito per Tsunami Edizioni “Niente Mi Può Fermare”, un’imperdibile biografia incentrata sulla figura di Trent Reznor, nome di spicco della musica industrial degli ultimi venticinque anni diventato famoso per essere stato il mastermind dei seminali Nine Inch Nails. Ricco di particolari ed aneddoti, frutto di una ricerca minuziosa fatta dall’autore Giovanni Rossi (musicista, blogger e già attivo nella stesura di libri sul genere industrial), il libro presenta tutte le fasi della vita dell’artista senza tralasciare nessun periodo in particolare, partendo dalla gioventù, in quella Mercer che si è rivelata contemporaneamente un limite e una spinta a scoprire le nuove frontiere aperte da tastiere e sintetizzatori.

Un’adolescenza attiva in numerosi gruppi locali, dalle cover band a improbabili act synthpop nel ruolo di tastierista, ha portato Reznor a concepire il debutto “Pretty Hate Machine“, in un periodo nel quale ha vissuto a stretto contatto con il percussionista Chris Vrenna, al punto di condividerne anche per un certo periodo la vita privata a Cleveland, che è stata la sua casa tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta. Un’ascesa che ha lanciato i NIN grazie anche a delle performance live incendiarie, sancendo definitivamente lo stato di icona di un intero movimento con il capolavoro “The Downward Spiral“, il debutto per la sua etichetta Nothing, nata grazie alla fiducia incondizionata concessa dalla major Interscope.

I migliori capitoli di “Niente Mi Può Fermare” sono incentrati principalmente nella fase centrale del libro, quella che segue il periodo immediatamente successivo alla leggendaria performance di Woodstock 1994, inizio di un declino inarrestabile del Nostro, in un tunnel di alcol e cocaina nel quale cadrà anche vittima di un’accidentale overdose causata da quell’eroina che ha sempre rigettato. Una fase importante, che lo ha visto collaborare e andare in tour con David Bowie e stendere il doppio disco “The Fragile” in condizioni psicologiche precarie, con l’aiuto di diversi colleghi musicisti (tra tutti Adrian Belew e Dr. Dre) e dello storico produttore di “The Wall” Bob Ezrin, che lo seguì nella stesura della tracklist.

Un talento a 360° che si è spinto anche nel mondo delle colonne sonore, inizialmente coltivato negli anni Novanta con le soundtrack del videogioco “Quake” e con il film “Strade Perdute” di David Lynch, pellicola per la quale scrisse alcuni pezzi, ottenendo nel Terzo Millennio il Premio Oscar per la OST di “The Social Network”. Da non dimenticare infine un indiscutibile fiuto da talent scout, con la scoperta e la coltivazione della futura icona dello shock rock Marilyn Manson, e l’essere stato tra i pionieri della musica in formato digitale e di tutte le prospettive ad essa collegata: soprattutto negli ultimi anni dei Nine Inch Nails, quando rilasciò gratuitamente in formato alta qualità “The Slip” e la raccolta “Ghosts”, affiancandole a lussuose edizioni deluxe.

“Niente Mi Può Fermare” è la dettagliata biografia di una delle figure più importanti del music business degli ultimi vent’anni: una vita che può essere sintetizzata con il detto “genio e sregolatezza” racchiusa in un libro che si candida di diritto ad uscita di punta di una casa editrice che sta puntando molto nella pubblicazione di volumi legati al mondo della musica.

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