Spotify Italia, il lancio e il collasso dei server

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E’ stato lanciato anche in Italia Spotify, servizio streaming made in Sweden creato nel 2008. La concomitanza col Festival di Sanremo e il colossale battage che è stato costruito intorno all’evento ha portato al collasso dei server intorno a mezzogiorno (problema poi risolto intorno alle 13). Grande entusiasmo per la piattaforma che, insieme a Deezer, potrebbe nel giro di pochi mesi rivoluzionare il modo di ascoltare musica e di fruire della stessa, con buona pace di una piccola fetta di collezionisti e appassionati dei supporti fisici.

Oltre venti milioni di utenti nel mondo, più di cinque abbonati per un programma che permette di ascoltare venti milioni di brani originali e in alta qualità (se si è iscritti al servizio Premium da 10 eurozzi al mese), altrimenti fruizione più limitata e con tanta bella pubblicità tra un pezzo e l’altro. Certo, mancano i Beatles, gli Zeppelin e gli AC/DC o i Pink Floyd, alcune band renderanno disponibili i dischi qualche settimana dopo l’effettiva pubblicazione fisica o digitale, Taylor Swift ci sta ancora pensando su mentre i Metallica a fine 2012 hanno ceduto alle lusinghe dello streaming…ma nel complesso è una figata oltre che di una comodità assoluta. Soldi, diritti e royalties risolveranno a breve ogni dubbio, intanto i prezzi del nuovo mercato per gli utenti sono certamente interessanti. Prendetevi il tempo di farvi due conti, per 60 o 120 euro all’anno potrete ascoltare ovunque (pc, tablet, smartphone) musica nuova e vecchia, certo con qualche eccezione ma la rivoluzione che lo streaming porterà nella vita di ognuno di noi sarà paragonabile all’introduzione dei cd di fine anni ottanta…


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