Spotify rimuove tutti i limiti di tempo della versione free

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Gli utenti non hanno mai smesso di sperarci e adesso Spotify tira fuori dal cilindro la notizia tanto attesa: sono stati rimossi i limiti temporali che erano stati imposti nell’utilizzo degli account free. Fino ad ora, ad eccezione dei possessori di un abbonamento “Premium”, gli utenti avevano a disposizione sei mesi di prova senza restrizioni, al termine dei quali subentrava il tetto massimo di due ore e mezza di ascolto settimanale, per un totale di dieci ore mensili.

Viene naturale credere che questo assetto avesse portato troppe persone ad abbandonare Spotify dopo il primo semestre, optando per la concorrenza, perciò la mossa del celebre servizio di streaming dovrebbe essere verosimilmente letta in un’ottica di “corsa ai ripari”. I servizi concorrenti lanciati di recente sono decisamente minacciosi e il bilancio di Spotify non è certo dei migliori. In tal senso anche l’introduzione del servizio gratuito su dispositivi mobili (in modalità shuffle) è stata una pronta risposta al lancio di Google Play, gratuitamente usufruibile sui smartphone tablet con sistema operativo Android.

Nonostante il catalogo di Spotify sia notevolmente migliorato, includendo leggende del rock come Led Zeppelin e Pink Floyd, un’altra grande ombra si pone sul futuro successo del brand. Beats, marchio sponsorizzato dal rapper Dr. Dre già noto per l’apprezzata linea di cuffie e casse audio, sta per lanciare il suo Beats Music, che ha apertamente dichiarato guerra al colosso dello streaming musicale. Se a tutto questo si aggiungono le dichiarazioni di Samsung in merito alla volontà di penetrare anche in questo mercato, con un accordo diretto con Deezer (principale competitor di Spotify), allora le iniziali prospettive egemoniche dell’azienda svedese ne escono drasticamente ridimensionate. La guerra per lo streaming musicale è solo all’inizio.

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