Sziget Festival 2014, cose disturbanti e piccole meraviglie

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Dopo aver stilato una classifica dei dieci migliori act del Sziget Festival 2014, è bene fare attenzione ad altre due particolari liste: quella delle cose che hanno turbato o disturbato alcuni presenti, e quella delle cose che hanno allietato o reso ancora più epica la permanenza sull’isola.

Cose disturbanti al Sziget Festival 2014

Ecco alcuni virus scoperti (o riscoperti), di cui si cerca ancora la cura:

– La malsana mania di far abbassare il pubblico per poi farlo saltare. Pare sia una malattia inarrestabile, ci stanno cascando tutti. Si inizia con un “get down” a cui fanno eco gli scricchiolii di decine di migliaia di ginocchia, accompagnati da bestemmie in lingue varie.

– I monologhi scartavetranti di Mackelmore. Cantasse un paio di canzoni in più invece di fare il maestro di vita, mannaggia a lui e al suo fumo negli occhi.

Kelis. Un saluto poco rispettoso ai caduti che hanno preferito i suoi rantoli ai Korn.

– Grancasse a caso sul palco, per tenere occupati i frontman senza strumento.

– I simpa della cumpa che sfoggiano con orgoglio il cartello “free hugs” o “free kisses”. Per i più social c’è anche il cartello “free selfies”.

– I volumi penosi del concerto dei Prodigy, con suoni vergognosi anche per lo standard outdoor italiano. Per fortuna si è trattato di un caso isolato, agilmente messo in quarantena.

– La pause nel dj set di Deadmau5. Il topo avrebbe potuto dare una pista ai due illustri colleghi, se solo non provasse piacere nello stoppare ogni 60 secondi i balli epilettici della sua platea.

– Ancora Kelis. Il male.

Piccole meraviglie al Sziget Festival 2014

Ed ecco l’elenco collaterale di piccole meraviglie che fanno da contrappeso al teatro degli orrori qui sopra:

Birra a 2 euro. Un classico, intramontabile.

Cee Lo Green che fa sollevamento pesi con una ballerina. In senso letterale, come fosse un bilancere. Mentre invece si trattava di una topa stratosferica.

– Un energumeno italiano che prendeva sulle spalle persone che avevano altre persone sulle spalle. Idolo mondiale.

– I trip tra i corridoi del Luminarium. Luogo di perdizione!

Fat Mike dei NOFX che urla “I fucking hate Germany”. Così, a caso.

– Il pogo nel fango, il fottutissimo pogo nel fango.

– Le ragazze ubriache che saltano addosso alla gente per sport, o dispensano high-five convinte di provocare orgasmi. Tenere loro!

– L’orgoglio italiano dei nostri artisti sul palco dello Europe Stage, e l’orgoglio ancor più stratipante per The Bloody Beetroots sul palco dell’A38. Entro un paio d’anni sul Main Stage e tanti cari saluti.

– 415.000 folli presenti sull’Isola della Libertà. I mean, 415.000 persone, 415.000 paia di mani che battono, 415.000 voci che urlano, 415.000 corpi che si dimenano. Sziget fucking Festival, baby!


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