Take That, Jason è uscito dal gruppo

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Quando andavo a scuola io, bisognava avere un Take That preferito. Era un rito di iniziazione per entrare nella cerchie delle bambine-che-diventeranno-donne: dovevi scegliere tra Robbie, Mark, Gary, Jason e Howard, e poi ovviamente dovevi rimanergli fedele “finché morte non vi separi”. Il che significava, secondo la mentalità del branco, che dovevi difenderlo qualsiasi cosa facesse. Certo, chi aveva scelto Robbie aveva delle belle gatte da pelare, dovendo giustificare un “maritino” tossicodipendente – a quanto si leggeva – che frequentava gentaglia come i fratelli Gallagher e che poi veniva sbattuto fuori dal gruppo. Soprattutto perché a quell’età, è arduo capire esattamente cosa potessero significare, questi problemi di droga, e chi già lo sapeva non navigava certo in buone acque. Col senno di poi, scegliere Robbie era la decisione migliore: una popstar incastonata di diamanti che ha avuto la carriera solista più brillante tra i cinque. Col senno di allora, sarebbe stato molto meglio scegliere Jason, o magari Howard, gli outsider del gruppo che venivano messi in ombra dal carisma di Gary e Robbie – o dal faccino da bambolotto bisognoso di cure di Mark Owen, – se non altro perché comparivano meno sui vari “Cioè” e riviste per ragazzine di allora che eri costretta a comprare spendendo capitali sudati faticosamente ogni settimana in paghetta perché tuo marito è sulla copertina, o dentro c’è uno sticker del suo nome, che moglie degenera sei che non lo compri?
Non avevo mai sentito una canzone dei Take That, il che dovrebbe far ragionare su molte, moltissime cose; ciò nonostante, ero circondata da addominali e pettorali scolpiti che spuntavano in 3D dai diari passati di nascosto sotto i banchi (no, Gary, torna al posto tuo, non sto parlando di te). Non avendo gli ormoni necessari a processare quelle langhe infinite di pelle che si estendevano sotto camice mai abbottonate, pensavo che forse dico forse il segreto della musica risiedesse in un corpo fisicato e in quantità abbondanti di gel per capelli. Cosa che mi lasciava molto perplessa, perché io ascoltavo i Queen, sovranità indiscusse della musica e scusate se è poco, e mettendo a confronto le immagini e facendo due più due, i conti non tornavano. Ma di nuovo, non avevo mai ascoltato una canzone dei Take That, quindi la mia confusione era generata da genuina ignoranza della materia d’esame.

Ieri è stata diffusa la notizia shock sui canali ufficiali dei Take That: Jason è uscito dal gruppo. Come John Frusciante ma senza Brizzi a romanzarci attorno, senza Accorsi a metterla giù per le lunghe. E va bene anche così. Anzi, va molto meglio. Perché sono passati tanti anni e io sarò sicuramente diventata cinica e avrò imparato a fare anche le moltiplicazioni oltre alle somme, ma se la reunion dei Take That negli ultimi anni ha avuto tanto successo allora buon per loro, purché ci si fermi a pensare che è stata avvallata da chi ormai ha superato infanzia, adolescenza, post-adolescenza, e nel mondo schifo-precario di oggi si crogiola nella nostalgia di bei tempi andati, di quando il problema della settimana era trovare i soldi per comprare un nuovo poster patinato da appendere dentro l’armadio (perché l’amore si teneva segreto). Non sarà neanche un caso che un concerto dei Take That trasformava i palazzetti in zone dalla più alta incidenza incidenza di figa nel raggio di parecchie centinaia di chilometri. Chissà che magari, quando avranno bisogno di nuovo di far cassa, non torneranno con un altro tour mondiale, o magari un nuovo disco, qualche nuova filosofia e un nuovo taglio di capelli.
Io intanto oggi sono andata ad ascoltarmi una delle loro canzoni, una di quelle di allora. E sono molto felice di come sono andate le cose, di aver sempre guardato ai sorrisi smaglianti e di non aver mai ascoltato la musica, perché altrimenti chissà se avrei trovato il coraggio di ritagliarmi le figurine da attaccare sul diario, rimanendo quindi una disadattata in una classe di ragazze da boy-band.
E per la cronaca, io all’epoca scelsi Robbie, perché avevo la vista molto lunga e lui la faccia di culo più bella che avessi mai visto.


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