The Voice Of Italy anticipazioni prima puntata 7 marzo 2013

Si è svolta questa mattina la conferenza stampa di The Voice Of Italy. Le anticipazioni della prima puntata prevista il 7 marzo 2013 si sono susseguite presso lo Studio 2000 del Centro di Produzione Tv Rai di via Mecenate a Milano. Oltre alla presentazione dei quattro coach (Raffaella Carrà, Riccardo Cocciante, Noemi e Piero Pelù) e di Fabio Troiano (conduttore) e di Carolina Di Domenico (V-Reporter), è stata illustrata la struttura del programma: la prima fase sarà quella delle blind audition delle quali, oltre alle voci “sconosciute”, sono protagonisti i quattro coach. Nessuno di loro – nelle prime quattro puntate – vede i candidati: seduti di spalle, devono ascoltare solo la voce per scegliere ciascuno sedici cantanti tra tutti quelli che salgono sul palco. Così ogni coach si crea la propria squadra. Le esibizioni sono tutte dal vivo: i cantanti, accompagnati dalla band di “The Voice of Italy”, propongono brani italiani e internazionali. Ogni coach li ascolta e, se ciò che sente gli piace, schiaccia il pulsante I want you. Solo a questo punto la sedia si gira, mettendolo faccia a faccia con il “suo” cantante. Ma può anche succedere che più coach scelgano la stessa voce: in questo caso è il cantante in gara a scegliere con chi andare. Un’eventualità che costringe i coach a “battersi” per conquistare la preferenza. Se, invece, nessuno schiaccia I want you, al cantante non resta che tornare a casa.

A queste quattro puntate seguiranno tre puntate “Battle – duelli” in cui ogni coach sceglierà due artisti della propria squadra da far duellare su una canzone. Nella fase di preparazione dei cantanti Raffaella Carrà sarà affiancata da Gianni Morandi in qualità di special coach, Riccardo Cocciante dai Modà, Noemi da Mario Biondi e Piero Pelù da Cristiano Godano dei Marlene Kuntz; al termine di ogni battle sarà il coach stesso a decidere il cantante da premiare e portare ai live.

Quindi sarà la volta di sei puntate Live con l’entrata in scena del temutissimo televoto: gli otto cantanti finalisti di ciascuna squadra, oltre a cantare da solisti, avranno la possibilità di esibirsi in veri e propri concerti con il coach e con ospiti nazionali e internazionali. Nella serata finale del 30 maggio a ciascun coach rimarrà una sola voce e sarà il pubblico da casa con il televoto a decretare il vincitore assoluto. Vincitore che avrà la possibilità di siglare un contratto discografico con Universal.

Piero Pelù ha precisato da subito: “Questo non è un talent show, ci sono ragazzi che cantano dal vivo con una band sotto che suona. Questo è un modo che permetterà alle migliori voci che ognuno di noi selezionerà di intraprendere un percorso importante, di costruzione, apprendimento e di accrescimento. Serve riportare in scena la personalità, la capacità di essere interpreti e cantanti non fotocopia di altri. Personalmente vorrei provare a riportare in televisione il Rock e delle voci diverse da quelle uscite negli ultimi anni, a prescindere da chi vincerà l’obiettivo è di proporre la qualità dei musicisti e non costruire solo un’immagine intorno a un interprete.”
Gli fa eco Riccardo Cocciante: “La voce è l’elemento essenziale intorno al quale gira la musica tutta, ciò che mi ha spinto a prendere parte a quest’avventura è proprio l’importanza delle capacità strettamente musicali di chi partecipa e non solo dell’immagine o delle apparenze. Serve proporre delle novità e delle proposte particolari, non bisogna avere paura anzi serve incoraggiare la diversità e l’originalità. Se ai miei tempi ci fossero stati i talent show, non avrei mai partecipato. Non tanto perché non mi sarei fidato della mia voce, bensì del mio aspetto fisico. A un programma come The Voice invece avrei partecipato senza esitazione alcuna.”
Raffaella Carrà ha sottolineato che “non bisogna comunque dimenticare che siamo in televisione, quindi è importantissimo anche sapersi muovere su un palco e sapersi interfacciare con il pubblico che ti osserva; ci sono grandissimi artisti e grandissime voci in ogni genere musicale, dal pop al rock, passando per la classica e qualsiasi altro filone musicale.”
Noemi infine specifica che “il televoto è oramai una prassi consolidata per questo genere di programmi, noi come coach abbiamo provveduto a filtrare il più possibile le proposte standardizzate dando ampio spazio all’originalità e alla personalità di ognuno dei partecipanti. Non inficerà la riuscita finale di The Voice proprio perché noi punteremo solamente sulle capacità e il talento di ognuno dei cantanti, il pubblico potrà decidere scegliendo tra alternative vere e non semplici cloni di altri cantanti famosi.”

Le premesse sono più che buone, non resta aspettare e verificare se le aspettative saranno più o meno rispettate…

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