Thom Yorke contro Spotify, altre dichiarazioni al vetriolo

Thom Yorke, popolare frontman di Radiohead ed Atoms For Peace, si è nuovamente scagliato contro Spotify e più in generale contro l’industria discografica. Nel corso di un’intervista rilasciata al sito Sopitas, Yorke non ha usato mezzi termini per alimentare la polemica nei confronti del popolare streaming music service: “Come musicisti dobbiamo avversare Spotify in ogni modo, è l’ultimo rantolo dell’industria discografica e quando creperà inizierà finalmente qualcosa di nuovo.”

Yorke prosegue: “Non condivido ciò che la maggioranza delle persone fa nell’industria discografica. Le major vedono Spotify come un modo per fare soldi sul catalogo senza spendere una lira, guadagnare e sopravvivere. Dobbiamo combattere tutto questo.”

Consentiteci una riflessione: i propositi potranno anche essere ottimi, tuttavia questa crociata portata avanti da un musicista che ha inciso su major per vent’anni (e che ha tuttora l’intero catalogo dei Radiohead sui servizi streaming), potendo serenamente utilizzare l’industria che ora critica per diffondere la propria (innegabile e validissima) arte, fa quanto meno sorridere. Poi sarà ovviamente sempre colpa delle discografiche, del sistema e dei poteri forti…


 

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