U2, Bono e The Edge ospiti a “Che tempo che fa” con un’anteprima mondiale

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Sono stati gli U2 gli ospiti di gran eccezione della puntata di “Che tempo che fa” di domenica 12 ottobre 2014. Il grande ritorno della band irlandese sui teleschermi italiani, a 14 anni di distanza, ha chiamato a sé 6.000 fan, molti dei quali, impossibilitati ad avere accesso come pubblico alla trasmissione a causa dell’enorme richiesta, hanno comunque atteso la band all’ingresso degli studi Rai. Ed effettivamente, l’occasione era più che gustosa, con una lunga intervista e due brani suonati dal vivo, tra cui “Every Breaking Wave” in anteprima mondiale.

E quando finalmente Bono e The Edge (e non la band al completo) fanno il loro trionfale ingresso in studio, le grida di giubilo e gli applausi spella-mani sono immediati, inevitabili. Dal pubblico si leva un urlo: “We love you”.
Dopo aver affibbiato il soprannome “Valium” a Fazio per la sua calma imperturbabile, Bono ricorda, proprio nel giorno che sarebbe stato il suo compleanno, il suo incontro con Luciano Pavarotti, per poi ripercorrere i temi su cui vaglia il nuovo album, “Songs of Innocence“, a partire proprio da quel  concerto dei Ramones “quando è avvenuto il miracolo”: “Il punk rock, i Ramones, ci hanno fatto credere che potevamo farcela anche noi,” spiega The Edge, mentre Bono ricorda di aver pensato “ehi, lui canta come una ragazzina. Canta come me!”

E ben si intarsia in questo frammento quel singolo “The Miracle (Of Joey Ramone)“, suonato in una splendida versione acustica che le dona una dolcezza e un tono malinconico – pur conservando la sua potenza – che non si intuisce nella versione in studio. La standing ovation, anche qui, immediata e inevitabile. In fondo, si parla di una delle band più amate del pianeta. (Potete vedere la performance, insieme all’intervista completa, a questo link: “The Miracle (Of Joey Ramone)” inizia al minuto13:20)

Si vagliando i temi politici e sociali della musica targata U2, e allora si parla dell’Irlanda sulla soglia della guerra civile, dell’attentato scampato di Bono, delle troppe bombe di Dublino e della rabbia, quella rabbia confinata nella loro musica. E trovano spazio anche parole importanti in un inciso sulla politica odierna, da un Bono sempre in prima linea a dire la sua: “La gente deve avere il potere, non i politici. Il potere della gente è decisamente più forte di quello dei politici.” E rimanda, con impaccio, all’esperienza della primavera araba: un messaggio mal articolato ma dal significato perfettamente veicolato. Si prova anche a dissezionare la questione Apple e il “regalo” di “Songs of Innocence”, che uscirà il 13 ottobre 2014 in versione fisica (in formato cd e vinile), ma senza dare spazio alle critiche, senza dar voce a riflessioni più impegnative.

E poi la conclusione con la performance di “Every Breaking Wave“, al suo debutto live, piano e voce soli. E le parole finiscono qui.

Se non fosse che c’è obbligatoriamente da aggiungere che, secondo quanto riportato da U2place.com, sebbene non siano previsti concerti negli stadi per la prossima estate, in questo stesso periodo nel 2015 gli U2 terranno (almeno) un concerto a Milano e Roma.

 

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