X Factor Italia 2014, la quarta puntata Live Show del 13 novembre

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Mi passano il testimone per parlare di X Factor Italia 2014 e sono la persona più felice del mondo, dopo la moglie di Brandon Flowers che tutti i giorni si sveglia al fianco dell’uomo della mia vita, ‘sta stronza. Sì perché io ho un passato da sfrangia coglioni di quelle che “la cultura uh la culturaaaa io leggo solo Italo Calvino e i romanzi russi in lingua originale anche se non ci capisco un cazzo e non ho la tv perché uccide le nostre menti di giovani artistoidi che da grandi cureranno l’inserto sulle mostre d’arte di Repubblica”, poi crescendo ho capito che essere un po’ sceme fa rimorchiare di più. O meglio funziona con gli altri, io ci sto ancora lavorando.
Innanzitutto: la persona che parlava di X Factor qui sopra prima di me si chiama Giuseppe e io sono piuttosto sicura che in realtà sia Alessandro Raina. Voi li avete mai visti nello stesso posto? Io no.
Seconda cosa: a chi devo mandare i cuoricini su twitter per essere invitata a vedere la puntata dal vivo? Cosa ce li ho a fare (quasi) settemila followers? Cosa l’ho aperto a fare un blog? Cosa li scrivo a fare questi irriverentissimi e divertentissimi pezzi su Outune? LEI NON SA CHI SONO IO!

Comunque, ieri sera in realtà i panni della sfrangia coglioni radical chic li ho vestiti di nuovo e sono andata a sentire David Grossman al Teatro Dal Verme per Book City, ma poi sono corsa a casa sono riuscita a guardare tutta la seconda parte, ho visto la replica della prima poco fa e questo è il motivo per il quale questo pezzo arriva così tardi, ma che non si dica che non sono una persona professionale. Ho dunque un concetto piuttosto bipolare di cultura: Grossman è uno degli autori più importanti della letteratura moderna, e merita la mia presenza, ma volete mettere gli aforismi copiati da Twitter di Fedez e l’italiano particolare di Mika, che non azzecca un verbo ma conosce tutte le sfumature della parola “cazzo”?
Di questa edizione di X Factor ci sono delle cose che secondo me sono un grande NO, quindi cambiatele perché io sono una persona influente: far esibire il primo ospite nell’ante factor è una cagata pazzesca (semi cit.), ma soprattutto i video di presentazione dei cantanti prima di ogni esibizione sono quasi peggio della cosa precedente. Il primo ospite non mi piace quindi non ne parlo, ciao.

Inizia la sfida: il tema della serata è la censura, le canzoni scomode, bello eh, importante in questo particolare momento storico e in questo nostro Paese sfasciato che non accetta le unioni gay e in cui dei ragazzini mandano in ospedale un loro compagno grasso, però du palle. Du palle la puntata che è piatta, noiosa, e nemmeno Fedez a petto nudo avrebbe potuto rianimarla. Però Fedez, quando vuoi, nessuno te lo vieta. Per alcuni vi porterò dei paragoni assurdi, lo so che sono fuori di testa e sono consapevole del fatto che gli artisti che nominerò sono su un altro livello, amati e odiati che siano, ma questo è il mio post e ci scrivo quello che mi pare.

Mario è una di quelle persone che le vedi e dici “ma che dolciiiinoooo” che però poi apre bocca e canta e ti slaccia il reggiseno, cosa che sarebbe il caso che insegnasse al 90% degli uomini che ho conosciuto nella vita, grazie. Nella scorsa puntata era preoccupato del suo inglese che invece è molto più credibile di quello di quasi tutti i concorrenti che sono passati su quel palco nelle scorse edizioni, convintissimi di avere l’accento british supah cool e che invece cantavano come mi nonno che non è mai andato a scuola quindi parla a malapena l’italiano e da piccolo provava a farsi capire dai tedeschi durante la guerra con risultati disastrosi.

Madh è il mio preferito. Durante i provini (che guardavo cinque giorni dopo perché ero a Londra e quel cattivone di Sky se sei all’estero non funziona nemmeno se la prometti all’amministratore delegato) avevo adocchiato la meravigliosa Emma e il bravissimo Lorenzo Fragola, ma io alle cose ci arrivo sempre dopo, non a caso in testa ho sempre avuto un pacco di corna da non passare sotto alle porte. Già. Dicevano che si ispirava troppo a Mengoni e forse era anche vero, ma Fedez o chi per lui (non so se si è capito che sono #TeamFedez) sta compiendo delle scelte perfette. Rappa benissimo, canta benissimo, si muove benissimo, è figo tantissimo. Paragone assurdo: Mike Skinner. In Italia uno così non ce lo abbiamo, daje Madh.

 

Morgan attacca il suo primo pippone sul fatto di essere stato censurato e licenziato, nonché escluso da Sanremo. Tutto molto bello, tutto molto giusto, ma gli Spritz for Five sono delle pippe. Infatti andranno al ballottaggio, mannaggia.

Non posso nascondermi perché sui social ho sempre sparato troppe cattiverie: Vivian non mi piace. Questo, nonostante la mia sia sempre la verità assoluta, non vuol dire che lei non sia brava. Quando rappa, per esempio, è una roba pazzesca, il problema è che la fanno anche cantare. Mika si lamenta di “quella merda” sul palco dietro di lei, e io ghigno: in effetti Madonna canta “sono in ginocchio e voglio farti arrivare lì”, non ditemi che solo io penso a una fellatio, e quei tubi di forma fallica sul palco insomma, Tomassì, ma a chi stai a perculà? Lui si giustifica dicendo che si è ispirato al video di Bjiork di “It’s All So Quiet! di Spike Jonze che non ho ben capito lui cosa c’entri ma ok e ghigna pure lui, ghigna Victoria, secondo me ghignano pure in regia e allora non sono io che ho un pensiero fisso. Comunque è na merda. Morgan dice che l’electro swing non esiste, peccato che l’anno scorso ci abbiano fatto uscire gli occhi dalle orbite con duecento singoli tutti uguali di quel genere, ma lui vive in un mondo tutto suo come me nelle prime righe. Comunque ha ragione a dire che non basta mettere una base swing se continui a cantare con un righello per orizzontale nella trachea come fai sempre. Paragone assurdo: quando rappa mi ricorda Nicki Minaj.

Lorenzo Fragola è quello che noi a Roma chiamiamo “una branda” che tradotto vuol dire uno che è bravissimo. Canta “Un Blasfemo” di De André ed è inutile dire che lì dentro può cantarlo solo lui. Morgan gli dice “deduco che tu sia un ateo anarchico”, lui annuisce, io immagino il nostro matrimonio in comune. Paragone assurdo-ma-non-troppo: è il nostro Ed Sheeran.

Pausa ospiti: ieri sera ero seduta a Lanza ad aspettare il tram e con me c’era un ragazzo carinissimo che però purtroppo indossava dei pantaloni di pelle e io volevo twittare “noooo ragazzi i pantaloni di pelle lasciateli a noi finte fashion blogger o a Raffaella Fico che se li mette a Tale e Quale show perché è una zarra però con quel culo e quelle gambe chi se la sente di dirle qualcosa? Io no di certo,” e taaac vengo subito punita per questo mio modaiolo pensiero con Max Gazzè che si presenta sul palco nientepopòdimenoche con dei pantaloni di pelle. Ma io Max Gazzè lo amo perché ha la zeppola come me e Fedez e allora cambio idea, evidentemente non lo pensavo davvero. Fabi-Silvestri-Gazzè insieme sono una delle cose più belle della vita allo stesso livello della cheesecake al cioccolato di California Bakery, ma hanno detto che non faranno più dischi insieme quindi posso tornare nel mio antro buio di depressione.

 

Così come per i pantaloni di pelle di Max Gazzè, ho dovuto cambiare idea sui Komminuet, non perché io sia improvvisamente diventata sorda ma perché da quando hanno tagliato i capelli al tipo, che io non ho ancora capito se si chiami Pietro, Peto o Rocco, è diventato un bono da competizione e io sono single e non ho un uomo dal governo Monti quindi insomma capitemi. La bionda se ne sta spalmata sul prato finto come i suoi capelli con un ciuffetto frisèe che io non credo sia ancora considerato legale e due rasta, voglio dire, siamo forse nel 2005? Dicono che non sono fidanzati e io urlo E CERTO CHE NON SONO FIDANZATI perché lui a breve sarà il mio toy boy, anche col petto depilato. La ragazza continua a sputare parole in un inglese strascicone e somiglia troppo a Emma Marrone, ma le cose che Peto fa con la bocca (e no non sto parlando di cose sessuali, anche se quello che ho detto su di lui non mi aiuta a farvelo credere, ma di beatbox e rumorini) per me sono incredibili. Vanno al ballottaggio pure loro, così imparate a non limonare, voi che potete.

Victoria imita la parlata toscana per chiamare sul palco Ilaria e sembra Ceccherini sobrio. Quest’anno vanno un sacco di moda i capelli da Madonna Addolorata che piange sangue con la riga in mezzo e li porto pure io, solo che io ce li ho corti e viola quindi al massimo sembro Maga Magò. Super team di Testanera cambiate queste pettinature a Ilaria e Vivian che sono giovani e pure alla Cabello che porta quella frangia da quando Morgan si nutriva di latte materno e non di Red Bull. A me non piace Bruce Springsteen, No NON MI PIACE BRUCE SPRINGSTEEN E NON ME NE VERGOGNO, però Ilaria è tanto brava, anche se si veste malissimo ma in fondo io alla sua età ero ancora peggio con tutte quelle magliettacce con il simbolo della pace e i colori dell’arcobaleno. Candidamente dice che del Boss conosce solo una canzone e mi sta ancora più simpatica, poi dice “cazzo” e si mortifica, roba che io dovrei essere mortificata dall’anno della sua nascita, visto che dico quella parola senza vergognarmi da quando avevo 9 anni. Vince il premio peggior video prima dell’esibizione, con lei nella spa e un giovane Springsteen che ci prova, i brufoli sul mento che il truccatore Rajan ha deciso di non coprire perché evidentemente quel giorno di lavorare non gli andava. Paragone assurdo: St Vincent senza chitarra.

Riccardo è un giovane/vecchio che a me piace anche, però purtroppo Fedez ha preso un granchio affidandogli “Perfect Day” di Lou Reed, che lui pensava fosse dedicata a una donna e invece taaa dan! Alla droga caro Riccardo, altrimenti che argomento scomodo sarebbe? Paragone assurdo: John Legend vestito male.

A Emma hanno cambiato i colori sui capelli e la frase “che fica” non basta più. Dice di essere una donna non proprio molto femminile, di quelle con le calze bucate, il rossetto sui denti, lo smalto messo male e i feel you Emma, la cosa bella delle donne Mario Brega come noi è che poi quando ci mettiamo in tiro li stendiamo. La frangetta corta sta bene solo a lei, segnatevelo. Peccato per i sottotitoli con paint, tutti la elogiano, a me non è piaciuta, auto citandomi dico che è come quelle patatine che tu le prendi ai concerti e credi che siano belle croccanti e invece sono tutte mosce, ma si riprenderà. Paragone assurdo: Elisa ma con i capelli puliti.

L’ultimo è Leiner, Fedez gli affida “Canzone per gli artisti” di Freak Antoni e giustamente il ragazzo non sa chi cazzo sia. Un po’ primo maggio un po’ okkupiamo il liceo! Quando canta nel megafono funziona tutto alla perfezione, quando prende il microfono poverino si sente che qualcosa che non va, ma non è colpa sua. Voglio la sua maglietta perché ne cerco una così da tempo ma a voi non interessa. E adesso tutti alla festa di Sinistra, Ecologia e Libertà.

 

Calcolando che sono DI NUOVO al ballottaggio due gruppi, avviso il popolo di internet di portare immediatamente delle benzodiazepine a Morgan perché la dose di xanax sciolta nella Red Bull non è abbastanza, ma come al solito nessuno mi ascolta. I giudici decidono di chiedere il tilt e lui riparte con la solfa che sentiamo da anni: “io non voglio più far parte di questo programma, io me ne vado” e se ne va per davvero. Daje a ride. Morgan l’incompreso, il professore dalle scelte troppo particolari per quel pubblico di ignoranti di merda che però gli pagano lo stipendio, sparisce nei meandri del teatro, mentre gli Spritz for Five per fortuna tornano a fare gli spettacoli di giocoleria ai semafori, ciaoni!
Su Twitter ci si interroga su quanto ci metterà il caro Morgan a capire che per pagare la penale dovrebbe finalmente far uscire la sua sex tape con Asia Argento, siamo più che sicuri che il prossimo giovedì lo vedremo di nuovo lì e farà finta di niente. Insomma Morgan hai ancora i Komminuet in gara, se li fai finalmente limonare in diretta magari arrivano pure in finale. Giuro che io non mi arrabbio.

E in finale Morgan ho una cosa da dirti: hai vinto quasi tutte le edizioni di X Factor, persino con gli Aram Quartet, ma è successo solo perché tutte volevamo essere ingravidate da te o dal riccio del gruppo, credimi. I gruppi ci fanno sempre venire voglia di ascoltare un disco di sirtaki per tre ore di seguito ad altissimo volume fino a perdere l’uso dell’udito. Non siamo l’Inghilterra, non abbiamo gli One Direction, fattene una ragione e fatti pure una risata. Noi ti amiamo per quello che sei, ma queste scenette le poteva fare Lady Tata.
Piccola parentesi sull’extra factor: non arrivo mai alla fine perché sono vecchia e mi addormento, ma sono una grandissima fan della Mara Maionchi e una stazzitters quindi brave voi, però Camicioli eliminiamolo. Noioso come una mostra di Picasso per un sedicenne di Casa Pound (questa me l’ha suggerita Fedez), chiede gli applausi al pubblico nei momenti morti come un qualsiasi presentatore di sagre. Autori, se proprio non sapete chi chiamare, la sottoscritta è di nuovo disoccupata. Baci.

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