YouTube lancia Music Key, servizio di streaming con sottoscrizione

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YouTube ha finalmente compiuto la sua (attesa) mossa annunciando YouTube Music Key, il suo servizio di fruizione di musica in streaming previa sottoscrizione, sulla scia di Deezer e Spotify, ma con un vantaggio competitivo che attiene meramente alla colossale piattaforma di proprietà Google: i video.

Seguendo il solito iter googleiano di introduzione di nuovi prodotti e servizi sul mercato, YouTube Music Key sarà lanciato il 17 novembre in una versione Beta (di prova), cui si accederà su invito (che pare sia riservato “ai maggiori consumatori di musica su YouTube”, come spiega un portavoce della compagnia): il servizio sarà utilizzabile gratuitamente per sei mesi in 7 paesi, Italia inclusa (insieme a USA, Regno Unito, Portogallo, Finlandia, Irlanda e Spagna) e poi rinnovabile al costo di 7,99 € al mese (quindi ad un prezzo inferiore rispetto ai principali competitor, il cui abbonamento mensile è di 9,99€).

Studiato appositamente per i dispositivi mobili, il nuovo servizio YouTube, libero da contenuti pubblicitari, permetterà di riprodurre musica anche una volta usciti dalla App (al momento disponibile solo per Android ma cui farà presto seguito una versione per iOS), oltre a dare la possibilità di scaricare contenuti nella cache in modo da essere riprodotti in modalità offline; il tutto con la promessa di una qualità audio superiore.
Il processo incorpora anche una ridisposizione lineare dei contenuti del sito che coinvolge, ovviamente, anche la versione browser: saranno disponibili delle vere e proprie schede artista contenenti intere discografie – sul modello di iTunes e Spotify -, affiancate da remix, cover video e contenuti affini pubblicati dai consueti utenti del portale.
Dopo i test del caso, seguirà il lancio generale di Music Key, in data ancora imprecisata del 2015, rendendo dunque il servizio disponibile a chiunque nel mondo.

Il cambiamento concreto e più delicato riguarda ovviamente il risvolto economico della nuova impresa: se fino ad ora i guadagni di artisti ed etichette dipendevano da una percentuale (minima) del traffico pubblicitario generato dal contenuto video, con l’introduzione di un canone di sottoscrizione il nuovo meccanismo potrebbe condurre ad un aumento delle royalty sulla musica ascoltata tramite App. Motivo per cui la gestazione di Music Key si è protratta per un anno intero, con la necessità di stringere accordi non solo con le major, ma anche con le etichette indipendenti, quelle maggiormente penalizzate dai piani espansionistici di YouTube. Su tale versante, proprio due giorni fa è giunta la notizia di un accordo stipulato tra Google e WIN (Worldwide Independent Network, associazione di tutela globale delle label indipendenti), chiudendo una trattativa protratta per oltre sette mesi e spianando così la strada alla nuova era di YouTube.


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