Aperitivo in Concerto 2008/09

Quest’anno “Aperitivo in Concerto” giunge alla sua ventiquattresima edizione.
La rassegna è prodotta e organizzata al Teatro Manzoni di Milano da Mediaset e Publitalia ’80, in collaborazione con Mondatori. Di anno in anno ha costantemente arricchito la sua programmazione mettendo sotto i riflettori tutti gli aspetti originali della creatività musicale contemporanea, scoprendo linguaggi musicali legati a doppio filo con Il jazz.
Aperitivo in Concerto ha saputo abbattere gli statici generi musicali sconfinando fra tradizione accademica e tradizione popolare.
Basti, d’altronde, esaminare i passati cartelloni, per capire come lo scopo principale di “Aperitivo in Concerto” sia stata l’abolizione delle frontiere, la libera circolazione della cultura: John Zorn, Bobby McFerrin, Masada, Philip Glass, Dave Brubeck, k. d. Lang, Steve Martland, Ryuichi Sakamoto, Hanna Schygulla, Archie Shepp, Juliette Gréco, Dave Holland, Jaques Morelenbaum, João Bosco, Patti Smith, Hamiet Bluiett, David Murray, Amiri Baraka, Roswell Rudd, Marianne Faithfull, Andrew Hill, Hélène Grimaud, Gonzalo Rubalcaba, London Sinfonietta, Brodsky Quartet, Electric Masada, Uri Caine, David Byrne, Sam Rivers, Abdullah Ibrahim, Terence Blanchard, Elvis Costello, Lee Konitz, Dave Douglas, Klezmer Conservatory Band, Kristjan Järvi & Absolute Ensemble, Oregon, Alva Noto, Vladimir Ashkenazy, London Brass Virtuosi, Carla Bley, Joshua Rifkin, Wayne Shorter, John Wallace Collection, Peter Donohoe & Martin Roscoe, Mike Ladd, Oliver Lake, Steve Coleman, Hubbard Street Dance Chicago, I Percussionisti della Scala, Manolo Sanlúcar, Diavolo Dance Theatre, Jin Xing Dance Theater, Jack DeJohnette, Evelyn Glennie, Carmen Linares, Joe Lovano, Brave Old World, Ute Lemper, Art Ensemble of Chicago, Ivan Lins, Wayne Marshall, Blind Boys of Alabama, Tommy Flanagan, McCoy Tyner, Cecil Taylor & Max Roach, Kim Criswell, Christian Lindberg e molti altri ancora…

Tra le variegate proposte non stupisce, perciò, che nel cartellone 2008-09 siano presenti quattro vere e proprie realizzazioni di teatro musicale: Shir haShirim, lavoro di John Zorn che, in prima europea, mette in musica i sensuali versi del Cantico dei Cantici affidandone l’interpretazione a un gruppo di eccezionali artisti fra cui spiccano due icone come Lou Reed e Laurie Anderson (24 settembre, al Teatro degli Arcimboldi, in coproduzione con MITO); A Black Op’Era, un drammatico e intenso ricordo delle lotte per i diritti civili negli Stati Uniti ideato, con un linguaggio musicale che coniuga rap e hip hop con la visionarietà trascinante delle orchestrazioni di Ellington, Sun Ra e Charles Mingus, da Ernest Dawkins, presidente del celebre AACM di Chicago e compositore e strumentista di vaglia (26 ottobre); God’s Trombones, trascinante pièce che il noto trombonista e compositore Craig Harris, a capo di un ensemble che include voci, ballerine e strumentisti del valore di Gary Valente, Bob Stewart e Joe Daley, ha dedicato alle cosiddette “shout band” (i gruppi di ottoni che fra gli anni Venti e gli anni Trenta accompagnavano le cerimonie religiose degli africani-americani nella Carolina del Sud) e a “God’s Trombones: Sermons in Verse” ,il testo in cui James Weldon Johnson (poeta, saggista, narratore, musicista e intellettuale africano-americano, protagonista della cosiddetta Harlem Renaissance) cerca di ricostruire in versi l’enfasi ritmica e retorica dei predicatori religiosi neri del Sud degli Stati Uniti (14 dicembre); The Sysiphus Revue, “jazz opera” scritta dal grande poeta e drammaturgo africano-americano Amiri Baraka e dal sassofonista David Murray, in cui la vicenda storica e sociale dei neri d’America viene vista come la proverbiale “fatica di Sisifo” attraverso un veemente linguaggio musicale e poetico fatto di street poetry, rap, hip hop e gospel (9 febbraio).

Un impatto teatrale, attraverso un uso eccezionalmente creativo delle immagini, può vantare anche l’affascinante performance multimediale di Paul Miller, alias DJ Spooky: Terranova Sinfonia Antarctica è una sorta di diario di viaggio fatto di suoni, documenti, immagini, rielaborazioni sonore e visive, incantatorio e drammatico risultato di una lunga permanenza di Miller in Antartide, continente di ghiacci che l’opera dell’uomo sta trasformando con gravi risultati (1 dicembre).

Nel solco di una tradizione ormai consolidata, “Aperitivo in Concerto” dedica alcuni appuntamenti in cartellone ad uno dei più innovativi ed influenti linguaggi musicali del Novecento, il jazz. Quest’anno si compie così una sorta di vero e proprio excursus storico affidato ad alcuni fra i più acclamati protagonisti della musica improvvisata africana-americana: una delle ultime leggende viventi del jazz, il pianista Hank Jones (19 ottobre) presenta così un tributo al be bop; il celebre sassofonista David “Fathead” Newman (amatissimo da Ray Charles), con il contributo di un monumentale solista storico come il tenorista Frank Wess, ricorda l’estetica dello hard bop (25 gennaio); il quartetto del geniale altista Ornette Coleman ci rammenta l’attualità creativa di quella rivoluzione che fu il free jazz (3 novembre); The Five Peace Band, “super-gruppo” composto da Chick Corea, John McLaughlin, Kenny Garrett, Christian McBride e Vinnie Colaiuta, ci riporta, aggiornandole, alle supreme invenzioni musicali di Miles Davis, all’epoca di quella cosiddetta “svolta elettrica” che avrebbe rivoluzionato il linguaggio della musica popolare e non solo (10 novembre).

Last but not least, l’evento inaugurale (15 settembre), un incontro fra la tradizione culturale balcanica di Goran Bregovic e la dinamica modernità tutta newyorkese di un’acclamata orchestra da camera come l’Absolute Ensemble diretto da Kristjan Järvi, riassume coerentemente il senso di un cartellone che intende, una volta di più, esplorare le future frontiere delle nuove culture.

 

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