Carisch Jazz: i primi tre volumi

Stefano Bollani:
Perché’ scegliere alcuni brani e lasciare fuori gli altri?
Davvero non so giustificare altrimenti le scelte se non chiamando in causa in parte l’affezione personale  e in parte il pensiero rivolto verso chi si troverà’ a leggerli con uno strumento sotto le dita. Dunque, si tratta di un compromesso fra quelle che piacciono di più al sottoscritto e quelle che ritengo più’ ‘pratiche’ per un pianista che ha voglia di  studiare.

Saltiamo alle cose pratiche. Come leggere questi spartiti, tenendo conto che ascoltando i dischi non sentirete certo nota per nota quello che trovate scritto qui di seguito?
Abbiamo optato per una via di mezzo fra il classico Real Book e la trascrizione di quanto accaduto nel disco.

Le sigle degli accordi che leggete sono simili a quelle del Real Book, dunque per lo più semplificate e non complete. E l’arrangiamento scritto per due mani e’ una delle tante possibilità’,  uno dei tanti modi per suonare quel brano. Non e’ lo spartito definitivo,  non e’ stato neanche il punto di partenza per eseguirlo o per proporlo ai musicisti del gruppo che doveva registrarlo o suonarlo dal vivo.
No, questi spartiti sono stati scritti per l’ occasione da Bollani ma soprattutto da Guerrini, che nel duo Bollani/ Guerrini e’ quello ordinato, che sa usare i programmi di scrittura per il computer e che conosce molto bene alcuni di questi brani per averli suonati varie volte.
Li abbiamo controllati insieme e molte cose non le abbiamo risolte e ci preoccupano ma è inevitabile, ci siamo detti, dobbiamo trovare comunque un modo per dormire sonni tranquilli. Pubblichiamo e basta!
Troverete in fondo ad ogni brano le incisioni dello stesso che si possono reperire sul mercato e quando necessario qualche consiglio pratico su come interpretare certuni di quei segni che abbiamo depositato sul pentagramma.
Grazie per l’ interessamento dimostrato nei riguardi delle mie composizioni, anche nel caso  non abbiate davvero comprato questo libro ma lo stiate sbirciando, in piedi, in un negozio.
S.B.

 

Enzo Pietropaoli
Era il 1991 avevo 36 anni, il jazz era sempre stato, e continua ad essere, la componente più significativa della mia vita musicale, e l’improvvisazione un veicolo espressivo ineguagliabile.
Ma la curiosità per tutte le altre musiche, e in generale per le altre arti, ha costantemente rappresentato uno stimolo vitale.
In quegli anni, anche grazie al successo del Kronos Quartet, il quartetto d’archi sembrava essere la formazione principe per esprimere qualcosa di “trasversale” e così mi sono lanciato anima e corpo un questa nuova impresa.
Il coinvolgimento è stato assoluto, lo studio, l’ascolto delle pietre miliari del quartetto, da Beethoven a Brahms a Faurè, la scrittura affrontata in maniera totalizzante, il desiderio di elaborare per poi restituire qualcosa che mi
appartenesse, un fervore creativo e una energia da cogliere al volo, come se stesse passando un treno sul quale non potevo non salire al volo.
Il cd si è chiamato “TO…” perché ogni composizione era il pretesto per una dedica.
In occasione della registrazione alcuni brani si sono trasformati in quintetto o sestetto, con l’aggiunta di tromba e contrabbasso, ma per questa pubblicazione ho voluto riproporli nella loro versione primitiva, per quartetto d’archi.
Il produttore era Diego Sandrin, di certo un sognatore con poco senso del profitto, che ancora ringrazio.
I giovani musicisti dell’”Insieme Strumentale Di Roma” che allora mi hanno pazientemente assecondato, Giorgio Sasso, Lorenzo Colitto, Francesco Fiore e Francesco Sorrentino, oggi sono importanti solisti di grande valore.
La presenza come ospite di un musicista del peso di Enrico Rava ha dato luce e calore alle mie composizioni.
Le note di copertina che l’immenso Ennio Morricone ha avuto la benevolenza di scrivere per quel cd rimangono una delle cose che non potrò mai dimenticare e che spero, un giorno, di meritare.
Si è spesso detto e scritto che i progressi dell’avanguardia musicale di questo secolo siano stati sempre recepiti con grande ritardo dall’“altra musica”. Tutta l’altra musica.
In effetti è sempre stato così. La ricerca, implicita nella creazione musicale colta, non ha fatto mai parte dei tormenti operosi di chi si accosta alla musica Jazz, Pop, Rock, ecc. ecc., piuttosto interessata a dare grande attenzione, spesso meritata, a grandi solisti e al progresso tecnico strumentale. Nelle composizioni di Enzo Pietropaoli (Strings Project) si ascolta un’eco creativa della ricerca che da sempre ha caratterizzato l’avanguardia storica a cui mi riferivo all’inizio.
Mi pare proprio che questo cd di Pietropaoli sia un buon esempio di come iniziare positivamente un rapporto creativo con la musica di oggi. Musica al di sopra di tutte le tendenze.
Ennio Morricone

Mirko Guerrini
Questo album raccoglie quelli che considero i brani più significativi della mia produzione compositiva jazzistica. Quasi tutti provengono da quattro cd realizzati con gruppi e musicisti anche molto diversi fra loro: “Tornando a Casa” – (Modern Times); “Mirko Guerrini e I Diavoli del Ritmo” – (Philology); “Cirko Guerrini” – (Giotto Music); “Il Bianco e l’Augusto” – (Emarcy-Universal). Sono grato a tutti i musicisti che con la loro abilità e delicata maestria sono riusciti in modo mirabile a far “funzionare” la mia musica, vestendola con abiti cuciti su misura come da un fine maestro di sartoria.
Della mia musica lascio “parlare” volentieri alcuni critici che nel corso degli anni si sono imbattuti nelle mie composizioni e ne hanno analizzato forme e contenuti.

 

 

Carisch, fondata nel 1887 e acquisita nel 2001 dal Gruppo Monzino Spa, è una società leader nell’editoria, produzione e distribuzione di musica stampata, strumenti musicali ed audio.
La società è altresì proprietaria di Carisch Musicom, in Francia, e di Nueva Carisch in Spagna.
Relativamente alla musica stampata, Carisch attualmente distribuisce, in aggiunta ad altri, tutti i più prestigiosi editori musicali e pubblicazioni: Carisch Pop e Classica, Real Musical, Carisch Musicom, Hal Leonard, Mel Bay, Music Sales, Cherry Lane, Faber, Jamey, Aebersold, Dover, Sher, Coup de Pouce, Agostini, Play Music…

Nell’ambito degli strumenti musicali, Carisch si occupa della distribuzione di molteplici marchi, alcuni dei quali famosi a livello internazionale come: Ramirez, Fernandes, Duesenberg, Godin, Hayden, Flea Bass, Giannini, Hering, Norman e Richmond (Godin), String Cleaner…
Carisch produce anche i propri marchi di strumenti musicali dedicati agli amanti della musica. I principali brands sono: le batterie Roadster, le chitarre Panther e Greenwich, le chitarre di liuteria Guitarreros, le percussioni Beat Up, gli strumenti a fiato Arrow e gli amplificatori Tone Amps…
Nella sezione P.A. System, Carisch produce e distribuisce un’intera gamma di prodotti audio made in Italy secondo le più moderne tecnologie e dal design italiano. I marchi attualmente distribuiti sono: MyAudio, M1750, XXL.
La sede centrale è dislocata nel centro di Milano; la struttura, divisa tra uffici commerciali e magazzino, copre una superficie di circa 5.000mq.
Lo staff di Carisch è composto da più di 40 collaboratori e la sua rete vendita è rappresentata da decine di venditori distribuiti sui tre territori.
Carisch rifornisce più di 500 negozi in Italia, 500 in Francia e 300 in Spagna, grossisti, centri legati alla grande distribuzione, come anche società di vendita on line.

La continua attenzione alla ricerca, la cultura dell’innovazione e la totale dedizione al raggiungimento della soddisfazione del cliente, hanno fatto sì che Carisch diventasse una società leader in Francia, Spagna ed Italia nel campo della pubblicazione di musica, distribuzione di strumenti musicali e P.A. System.

L’obiettivo di Carisch è la creazione e lo sviluppo di prodotti sempre più moderni ed innovativi che possano contribuire ad aumentare la passione per lo studio della musica in chi già suona o anche in tutti coloro che si approcciano per la prima volta al mondo della creazione musicale.

Le nuove tecnologie saranno sempre più presenti nel futuro della società e costituiranno il legame tra il mondo dei musicisti di ieri e di oggi.

Carisch: un po’ di storia.
Carisch viene fondata nel 1887 da Giovanni Andrea Carisch e Arturo Jänichen per il commercio e l’importazione di strumenti e spartiti musicali. Dopo pochi anni dalla nascita, nel 1894, con i figli Otto e Adolfo, l’attività si estende all’editoria musicale in proprio fino alla creazione nel 1949, ad opera di Alberto Carisch, di una casa discografica nata con l’intento di dare uno sbocco discografico alle canzoni edite dalla propria casa editrice.
Diviene nel tempo una delle etichette più importanti raggiungendo nei primi anni Sessanta il suo apice con i successi di Peppino di Capri e la distribuzione in Italia dei dischi dei Beatles.
Tuttavia, alla fine degli anni Sessanta, inizia un periodo di crisi e, negli anni Ottanta, Maurizio Carisch, esponente della quinta generazione, rilancia l’azienda con un nuovo gruppo dirigente e commerciale che sviluppa una nuova politica volta ad editare musica leggera. Si ricordano i successi di quegli anni come le raccolte delle musiche del Festival di Sanremo o le monografie di grande popolarità come quelle di Zucchero, per arrivare fino ai giorni nostri a Vasco Rossi, Ligabue, Bocelli, Pausini, Ramazzotti e tanti altri.
Anche l’attenzione verso la musica classica persiste e si continua ad incrementare la produzione di spartiti musicali di grandi compositori come Sergio Calligaris.
Nel 1989 Maurizio decide di vendere la proprietà dell’azienda alla Warner Chappell Music Italiana che mantiene invariato il gruppo dirigente e commerciale ed inizia una nuova fase contraddistinta dal processo di internazionalizzazione.
Vengono costituite due società in Europa: in Spagna, nel 1993 nasce la Nueva Carisch España che vede nel 2000 l’acquisizione del catalogo di Music Distribucion e nel 2005 quella del ramo editoriale della società Real Musical, diventando così azienda leader sul mercato spagnolo per la didattica e per gli spartiti di musica classica e leggera; in Francia, nel 1998, prima con la rilevazione del catalogo Imp France e poi nel 1999 con l’acquisizione della società Musicom, nasce la nuova società Carisch Musicom. In quegli anni, la Warner cerca di ampliare il proprio business con l’acquisizione nel 1991 di una società di distribuzione di strumenti musicali, la New Kary, ma è costretta ben presto ad abbandonare questo mercato e a dedicarsi esclusivamente alla parte editoriale.
La proprietà rimane in mano alla Warner fino al 2002, anno in cui il Gruppo Monzino acquista la Carisch, a cui riconosce una storia di successo perpetuata nei secoli e una lunga tradizione tramandata di padre in figlio. Questa scelta strategica nasce da due valutazioni: la prima dalla volontà di riprendere le tradizioni della Famiglia Monzino che aveva sviluppato l’attività editoriale sin dal 1772, data di nascita di Giacomo Antonio Monzino, famoso compositore del tempo, abbandonata negli anni Sessanta; la seconda dalla consapevolezza di poter affiancare all’attività editoriale la distribuzione di strumenti musicali, trasferendo un know how ormai consolidato nell’arco di generazioni.

http://www.carisch.com

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