Ecco il nuovo capitolo della saga Avantasia: parola a Tobias Sammet

Pubblicare un doppio album è un grosso rischio oggigiorno. Si rischia di essere ridondanti, ripetitivi, scontati o, peggio, noiosi. Tobias Sammet si è contraddistinto in questi anni anche grazie ad alcune mosse coraggiose che, inizialmente pericolose almeno sulla carta, si sono rivelate vincenti nel lungo periodo.

Ed è stato così per la saga di “Avantasia”, un cammino iniziato nel 2001 con l’ambizioso “The Metal Opera” stampato proprio vicino al nome del progetto. Col tempo la fama di Tobias e dell’epopea metallica stessa è cresciuta incontrollabilmente, fino a vedere la pubblicazione di due altri capitoli e di un mega tour nel 2008. Ora è imminente l’uscita di “Angel Of Babylon” e “The Wicked Symphony”, l’hype intorno al prodotto (ma non dite a Tobias che l’abbiamo definito tale, ndr) è elevato e sicuramente molti fans non vedono l’ora di indossare le cuffie e godersi questo lungo viaggio della durata superiore alle due ore.

La pre listening a cui abbiamo partecipato ci ha lasciato abbastanza confusi, dato che per metabolizzare correttamente una doppia release serve ben più che un solo ascolto. “Death Is Just A Feeling”, con un ispirato Jon Oliva, la Helloweniana “Wastelands” con Michael Kiske retro (molti piangeranno fidatevi) e il singolo apripista “Dying For An Angel” col leggendario Klaus Meine sono i tre momenti che maggiormente c’hanno coinvolto. Tuttavia non ci sentiamo di andare oltre a quanto appena esposto: molta carne al fuoco, troppi mid tempos canonici e alcune forzature glucosiche in un tot di refrain hanno lasciato troppi dubbi per poter già giudicare complessivamente il lavoro. L’impressione generale è che un disco unico con i migliori pezzi dei due supporti, sarebbe stata una gran botta di vita. Questa soluzione invece richiederà più attenzione e approfondimento.

Tuttavia dobbiamo ammettere che Sammet ottiene sempre il risultato che si prefigge, ovvero non essere mai scontato. Abbiamo incontrato il simpaticissimo cantante un paio d’ore dopo la session, ecco le sue parole e le sue riflessioni.

VIDEOINTERVISTA

“Avevamo un sacco di materiale per questo due dischi, sapevo già che The Scarecrow avrebbe avuto un sequel, due non me l’aspettavo proprio! C’erano tante idee che erano già venute fuori nel 2006, agli albori di Scarecrow appunto, alcune parti dei pezzi che sono finiti in Wicked Symphony e Angel Of Babylon. Nel 2009 mi son rimesso a lavorare sulle parti mancanti, sulla produzione, sul songwriting e il mixing. Non saprei dire la data esatta o quanto è durato tutto il processo, so solo che c’è voluto veramente tanto lavoro! Questi due dischi si troveranno in un packaging speciale, i fans non pagheranno il costo di due dischi ma un prezzo abbordabile e che consentirà loro di risparmiare sul… ‘prodotto’… sì un termine che odio, la discografica parla di prodotto come se fosse un cartone di latte, è un termine industriale che mal si applica alla musica…”

“Avantasia è un progetto che è nato per caso, che è cresciuto moltissimo ma che mi ha segnato la vita. Posso assicurarti che dopo le prime due parti che avevo fatto uscire nel 2001 e nel 2002 ero deciso a non pubblicare altri capitoli della saga. Era stata una bella esperienza ma avevo accumulato uno stress pazzesco, organizzare il mio lavoro con gli Edguy, gestire tutti gli ospiti, la produzione…no zero non volevo assolutamente fare un nuovo disco solista! Oltretutto era anche frustrante gestire e subire i rifiuti di musicisti famosi…sì insomma non conoscevano me, non conoscevano il progetto…poi è successo che le prime due parti hanno avuto un grosso successo, i fans non aspettavano altro, l’etichetta avrebbe accolto a braccia aperte e con un assegno in bianco un nuovo capitolo…e così mi son ritrovato a comporre Scarecrow in assoluta libertà creativa, con sempre più ospiti di prestigio vicino a me, ho imparato col tempo a organizzare tutti gli impegni e a portare avanti in parallelo gli Edguy e Avantasia.”

“Sono una persona fortunata, diciamo che sono molto contento di come sono andati gli ultimi quindici anni! Sono stato in grado di fare come lavoro qualcosa che è la mia passione, qualcosa che so fare bene e che mi diverto a fare. Fare musica e riuscire a viverci è un grandissimo traguardo, essere headliner del Wacken con settantamila persone che ti guardano, supportare gli Aerosmith e gli Scorpions, avere Klaus Meine vicino a me in studio…insomma ho poco da lamentarmi. Diciamo che una cosa che mi ha dato fastidio è sentir dire che mi ero venduto o che facevo pezzi commerciali apposta per fare soldi, tipo Lost In Space. È una cosa comune specialmente nel pubblico metal dire queste cose, sono un po’ delle minchiate se vuoi proprio sapere come la vedo, non ho mai cercato di fare musica per venire incontro ai gusti delle persone, per fare sempre la stessa canzone o solo ciò che loro si aspettano. Cerco di fare quel che mi sento e la musica che mi appaga, tutto qua.”

“Non so onestamente come analizzare la crisi economica che sta colpendo tutto il mondo, in Germania la situazione è molto critica, ma non sono un economista anche se ero uno studente di economia un po’ di tempo fa…diciamo che la situazione mi spaventa…no diciamo che mi preoccupa, ma non mi spaventa, anzi non dovrebbe impedire a nessuno di fare ciò che ha programmato continuando il proprio lavoro fiducioso nel domani…”

Condividi.