Europe, parla Joey Tempest! Dal 26 gennaio in Italia

La famosissima band degli Europe sarà in Italia dal 26 gennaio (Promoter – Live) per quattro date: il 26 appunto a Milano, il 28 a Roma, il 29 a Nonantola (MO) e il 30 a Padova. Una band dalla storia che merita essere raccontata anche se in breve nelle righe successive. Per completare l’opera abbiamo raggiunto Joey Tempest per scambiare qualche parola anche sul nuovo lavoro “Last Look At Eden”.

INTERVISTA A JOEY TEMPEST

RECENSIONE LAST LOOK AT EDEN

 

Gli Europe sono una di quelle band che hanno lasciato un segno indelebile nella storia della musica. Tutti, infatti, si ricordano di loro grazie al pezzo più celebre, quella “The Final Countdown” che negli anni 80 li ha lanciati verso il successo planetario, piazzandoli ai primi posti delle classifiche di mezzo mondo.
Ma la loro carriera non è fatta di un solo famosissimo hit mondiale e di ragazzine urlanti che si strappano i capelli durante i concerti della band svedese; al contrario, è ricca di dischi validi, che a distanza di anni sono ancora apprezzati da una vasta fetta di pubblico.

Tutto cominciò nell’ormai lontano 1979 da un’idea del chitarrista John Norum, già all’epoca affiancato dal cantante Joey Tempest. La prima formazione ufficiale della band risale però al 1982, anno precedente all’uscita dell’omonimo “Europe” che, sebbene ancora acerbo sotto alcuni aspetti, metteva già in luce le potenzialità del complesso, riscuotendo un discreto successo sia in Svezia che all’estero, e conteneva delle hit che ancora fanno parte del repertorio live del combo quali “In The Future To Come” e “Seven Doors Hotel”.
All’album d’esordio fa seguito “Wings Of Tomorrow”, dalle sonorità leggermente più dure rispetto al predecessore e forte di una produzione più accurata, che riuscì a confermare il gruppo in tutto il mondo. Già da queste prime release si potevano intuire le loro potenzialità, con un gusto a livello compositivo davvero notevole, un’ottima vena melodica sapientemente amalgamata con chitarre heavy, suoni distorti, eccellenti solo di chitarra composti dal talentuoso Norum, e con la voce dai toni vellutati e al contempo graffianti di uno dei più carismatici e fascinosi frontman in assoluto dell’intero panorama hair – metal degli anni 80: Joey Tempest.

Il vero successo arrivò nel 1986 con il già citato “The Final Countdown” che, grazie ad nuovo contratto discografico con una major, ad un sound più melodico e ad un uso più intenso delle tastiere (fondamentale l’ingresso in formazione di Mic Michaeli), proiettò la formazione ai primi posti delle classifiche, con contorno di concerti sold out in ogni angolo del globo. Il disco vendette 10 milioni di copie e da esso vennero estratti numerosi singoli, tutti di notevole impatto mediatico. A questo punto uscire con un album all’altezza sarebbe stato impensabile per molti, ma nel 1988, con il nuovo chitarrista Kee Marcello a sostituire il dipartito Norum, esce “Out Of This World”, platter che per molti rimane l’opera migliore della band, nonostante le vendite siano state molto inferiori al predecessore.

Fa seguito a tre anni di distanza “Prisoner In Paradise”, disco dai suoni molto più heavy e, scelta voluta dalla casa discografica che faceva pressione per ottenere di nuovo dei riscontri di pubblico paragonabili a quelli di “The Final Countdown”, con melodie molto più orecchiabili, in modo da poter essere venduto bene anche oltreoceano; la rivoluzione del grunge negli USA però rese il disco un fiasco piuttosto clamoroso proprio sul mercato americano, esattamente lo scenario commerciale che si voleva conquistare e per il quale maggiori furono gli sforzi strategici. In seguito a questo flop e alle pressioni della casa discografica l’atmosfera all’interno della band andò guastandosi, fino ad arrivare allo scioglimento definitivo nel 1992.

Si è dovuto aspettare il 2003 per sentir nuovamente parlare degli Europe, che tornarono proprio in questo anno sulle scene con un lavoro in studio dal titolo “Start From The Dark”, che vide tra l’altro il ritorno del figliol prodigo Norum alla chitarra. Il disco, nonostante presenti sonorità più moderne rispetto al sound tipico, si è dimostrato un ottimo cdo e ha accontentato i vecchi fans che da anni chiedevano a gran voce il ritorno sulle scene dell’ensemble svedese.
Sugli stessi livelli, anche se dalle sonorità più pesanti, è stato il successore “Secret Society”, che ha portato nuovamente la band in giro per il mondo con l’ennesimo tour di successo.
La storia recente vede l’uscita dell’ultima fatica in studio (“Last Look At Eden”), datata ottobre 2009: si tratta di un’emissione matura e decisamente convincente, le cui sonorità sono in linea con quelle che hanno contraddistinto il nuovo corso della band.
L’attesa per rivedere dal vivo questa storica formazione dell’hard melodico è quasi finita, pochi giorni, infatti, ci separano dalla data milanese, spostata dall’Alcatraz al PalaLido di Milano a causa dell’ingente richiesta di biglietti, ulteriore testimonianza dell’amore che i fan italiani nutrono ancora per Tempest e soci.

Corrado Riva

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